Regione"mani di forbice": rischio tagli trasporti pubblici

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. La nuova lotta sindacale riguarda i trasporti pubblici locali che rischiano di trovarsi sottratti di finanziamenti necessari per il buon funzionamento delle aziende.
La giunta regionale ha discusso la definizione del progetto di legge 213/06 sui criteri per la determinazione dei costi chilometrici standard delle Aziende del trasporto pubblico locale. Ora le aziende di trasporto che svolgono il servizio in concessione potrebbero non ricevere i rimborsi stabiliti anche per gli anni passati ancora da riscuotere.
Filt Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti si uniscono per esprimere i loro dubbi nei confronti dei parametri relativi al costo del lavoro definiti da questo progetto «non è possibile ipotizzare un parametro che escluda in maniera così netta la contrattazione di secondo livello nonché i contributi statali e regionali per quel che riguarda il primo livello contrattuale. Nel recente passato abbiamo lottato, nell'ambito dei rinnovi, per l'acquisizione di somme che avessero effettivamente dato una risposta concreta alla perdita del potere di acquisto di salari ed una parte di queste vengono proprio da fonti ministeriali o regionali e dal recupero di produttività ed efficienza all'interno delle singole Aziende» sottoscrivono i segretari dei tre sindacati.
Dello stesso avviso anche l'Anav (Associazione Nazionale Autotrasporto Viaggiatori):«condividiamo le perplessità sul carattere retroattivo della norma e soprattutto sulla necessità del rispetto delle regole. Peccato che non ci sia la stessa consapevolezza in tema di norme contrattuali, visto che siamo alla vigilia di un nuovo sciopero nazionale degli autoferrotranvieri e dei ferrovieri per l'apertura del confronto sul contratto unico».
In virtù di queste perplessità le segreterie dei tre sindacati fanno richiesta urgente di un confronto con il presidente vicario Enrico Paolini e con Donato Di Matteo, assessore regionale ai trasporti .
Quel che è necessario per i sindacati è «una attenta valutazione della materia che rischia di apportare un ulteriore taglio economico in un settore in evidente stato di sofferenza».
Per le tre Federazioni confederali non è da escludere una mobilitazione regionale del settore per una modifica alla normativa che sia «rispettosa del costo del lavoro».

A.G. 14/10/2008 8.21