Pescara 2009: Febbo firma l'esposto alla Corte dei Conti

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3379

ABRUZZO. Alla fine è arrivata l'ennesima denuncia, anche questa -come quella su Eurobasket- presentata alla Corte dei Conti. A firmarla è Mauro Febbo, capogruppo di An al Consiglio provinciale di Chieti. * LA BUFERA SI ABBATTE ANCHE SULL’AREA COMUNICAZIONE * CHIAPPORI (Alleanza federalista):«UN PIATTO RICCO PER SPARTIZIONI E CONSULENZE»
ABRUZZO. Alla fine è arrivata l'ennesima denuncia, anche questa -come quella su Eurobasket- presentata alla Corte dei Conti. A firmarla è Mauro Febbo, capogruppo di An al Consiglio provinciale di Chieti.

* LA BUFERA SI ABBATTE ANCHE SULL'AREA COMUNICAZIONE


* CHIAPPORI (Alleanza federalista):«UN PIATTO RICCO PER SPARTIZIONI E CONSULENZE»


Insieme all'esposto c'è anche la risposta diretta a Mario Di Marco, dopo le polemiche sui compensi ritenuti eccessivi e poco trasparenti per lo staff dei Giochi del Mediterraneo 2009.
Scrive Febbo: «per decreto i Giochi sono stati dichiarati grande evento, è stato nominato un Commissario delegato, l'organizzazione dei Giochi è stata affidata ad un apposito Comitato. Ad avviso dello scrivente, questo Comitato è un organismo di diritto pubblico la cui attività è finanziata da enti pubblici. Ne consegue che gli appalti, i servizi e le forniture, nonché i rapporti di lavoro debbono avere evidenza pubblica. Ed inoltre gli amministratori del Comitato sono soggetti alla giurisdizione della Corte dei Conti».
«Poiché il Direttore generale prof. Mario Di Marco ha percepito nel trimestre maggio-luglio 2008 una retribuzione lorda di fatto pari ad euro 68.364», scrive Febbo, «si chiede di accertare se questa retribuzione ecceda il limite previsto dalla legge. Si chiede altresì se per le consulenze, di cui si allega elenco, siano state rispettate le norme inderogabili della legge 165 del 30 marzo 2001».
Insomma il meccanismo sarebbe sempre lo stesso: con i soldi pubblici gestire "privatamente" un organismo che diventa molto più simile ad una azienda di famiglia che ad un ente pubblico, democratico e per questo sottoposto al pieno ed incondizionato controllo della collettività e degli organi preposti.
Insomma uno strano scandalo che è destinato a crescere e alimentato da questa voglia di chiarezza di un esponente di centrodestra che in gran parte si scaglia proprio contro personaggi del suo stesso schieramento politico… Il direttore Generale Di Marco ha più volte replicato parlando di «azioni propagandistiche di campagna elettorale» e di «smania» di Febbo anche se non ha potuto negare l'evidenza delle buste paga e degli stipendi d'oro.
Insomma in definitiva quella di Febbo sembra essere una battaglia per la piena trasparenza, che sarebbe sempre imposta per legge (l'ultima
Finanziaria) e che imporrebbe la pubblicazione proprio dei compensi sul sito internet di Pescara 2009 che invece non si trovano… E così dopo l'esposto Febbo ha elaborato la sua controreplica alle accuse.
«Il prof. Mario Di Marco è un uomo disperato», ha detto Febbo, «capisco che è difficile giustificare ai cittadini una busta paga come la sua da 24 mila euro al mese e così, messo con le spalle al muro, ha cominciato a farneticare. Intanto posso anticipargli che consegnerò al presidente del Coni Gianni Petrucci, al commissario Gaetano Fontana e al sottosegretario allo sport Rocco Crimi nuovi documenti, oltre a quelli già consegnati agli organi di stampa, dai quali risultano ulteriori collaborazioni, rese da persone che non hanno la partita Iva, e che costeranno al Comitato Pescara 2009 oltre 2 milioni di euro e che si aggiungono alle 24 consulenze da oltre 1 milione e 700 mila euro».

«Quanto ai miei redditi», ha detto Mauro Febbo, «sono resi pubblici ogni anno dai quotidiani, a differenza dei documenti di Eurobasket
2007 e di Pescara 2009 che non sono mai stati pubblicati e che con estrema difficoltà e dopo ripetute richieste e battaglie sono in parte riuscito ad ottenere e a rendere pubblici denunciando gli scandali dei quali un po' al giorno l'opinione pubblica sta assumendo consapevolezza. In particolare posso affermare, senza essere smentito da chicchessia, che i miei redditi da attività politica sono pari a
975 euro lordi al mese e li percepisco come consigliere provinciale:
come si vede sono cifre lontane anni luce dai 24.000 euro al mese che percepisce Mario Di Marco. Mentre i miei redditi da ragioniere tributarista, anch'essi pubblici, dal 1993 attestano che fra gli amministratori comunali prima, e tra quelli provinciali oggi, posso vantare il reddito più alto, frutto del mio sudore e di un duro lavoro quotidiano».
«Se, poi, le mie ultime iniziative cadono in periodo elettorale», ha concluso,«è solo perchè da un anno e mezzo chiedo invano di poter visionare atti pubblici. Pubblici ma non per Di Marco & compagni. Io, se non altro, a differenza del prof. Di Marco devo misurarmi con il consenso dei cittadini».

09/10/2008 8.48

LEGGI L'ESPOSTO PRESENTATO


[pagebreak]

LA BUFERA SI ABBATTE ANCHE SULL'AREA COMUNICAZIONE

Ha voluto dire la sua affidando il suo pensiero ad un giornale locale Marco Del Checcolo polemizzando con chi ha pubblicato il suo nome tra i compensi d'oro dei Giochi del Mediterraneo, indicandolo come “ufficio stampa”.
La sua replica è stata: «ma io sono il direttore Area Media».
Una specie di autogol, visto che sul sito di Pescara 2009 si legge: «L'obiettivo dell'Area Media dei XVI Giochi del Mediterraneo - Pescara 2009, è quello di coordinare un piano attivato su tre canali: 1) comunicazione esterna, 2) comunicazione interna, 3) comunicazione internazionale».
Se non lo abbiamo conosciuto è forse perché, per le sue molteplici attività (uomo Adidas, manager sportivo, docente di corsi, in viaggio a Pechino per le Olimpiadi, Federazione Basket ecc. ecc.), non ha avuto molto tempo per i rapporti… con la stampa locale.
Quindi a fare scandalo non è il suo compenso di 4.779 mila euro (netti) mensili.
Se questo (o anche di più) è il suo valore, l'organizzazione ha fatto bene ad ingaggiarlo e forse lo dovremmo ringraziare del tempo che dedica alla comunicazione: con le altre attività guadagna molto di più.
Lo scandalo è, invece, nella scelta da parte del presidente Sabatino Aracu di un giornalista che costa 100 mila euro in 20 mesi e nella sua gestione per il settore dell'informazione.
Scelta di preferenza diretta.
Ed oggi, solo dopo lo scandalo, contattato da PrimaDaNoi.it, si registra l'irritazione dell'Ordine dei giornalisti.
«Abbiamo scritto al Comitato ben quattro mesi fa, sollecitando l'inserimento di alcuni giornalisti abruzzesi disoccupati nell'organizzazione dei Giochi – spiega Stefano Pallotta, presidente regionale dell'Ordine dei giornalisti – e non ci hanno nemmeno risposto. Io so che anche il sindacato si è mosso in tal senso, anche in questo caso senza risposta. Quando abbiamo sollecitato il direttore Mario Di Marco, lui ha risposto che di questa lettera non sapeva nulla e che l'on.le Aracu non gliela aveva fatta avere. Mi rifiuto di pensare che in Abruzzo non ci siano professionalità in grado di lavorare per i Giochi. Non discuto la professionalità del collega Del Checcolo ed i suoi compensi, ma una manifestazione in Abruzzo, pagata anche con i soldi abruzzesi, dovrebbe essere un'occasione di lavoro anche per i giornalisti locali».
Ma di giornalisti locali pure ce ne sono. E sono stati i più “svelti”.
Sorprende tuttavia perciò questa scelta di affidarsi all'esterno in un momento in cui da una parte si parla di federalismo e dall'altra si pratica la colonizzazione della professione giornalistica.
Cosa vecchia, questo vizio di chiamare gli esterni: è capitato anche ad Eurobasket 2007 quando la comunicazione è stata affidata ad un'agenzia del nord. Se è tutta una questione di sponsor (Coni, Federazioni sportive, grossi gruppi industriali, politici federalisti a chiacchiere ecc. ecc.) sarebbe meglio dirlo con chiarezza che i Giochi servono a far ingrassare la solita lobby: un giornalista disoccupato avrebbe lavorato un anno con quello che Del Checcolo guadagna in un mese.
E' chiaro: non tutti possono fare i generali, ma servono anche i soldati semplici.
Probabilmente è solo una questione di “metodo” ma occorrerebbe che venissero chiariti i “metodi” di selezione del personale.
Inoltre sarebbe opportuno che venissero chiariti anche i “metodi” di selezione dei media adatti a pubblicizzare l'evento visto che alcuni non sono graditi semplicemente per la loro linea editoriale e, dunque, si preferiscono (ragionando al contrario) solo quelli “amici”.
Nessuna novità.

09/10/2008 9.40

L'ELENCO DEI GIORNALISTI ABRUZZESI FU INVIATO AL DIRETTORE GENERALE

Sulla polemica del mancato impiego dei giornalisti abruzzesi disoccupati si registrano alcune missive che lo scorso 6 giugno l'associazione Stampa Abruzzese inviò al comitato organizzatore.
Una missiva conteneva un elenco di giornalisti al momento formalmente disoccupati.
Il presidente Aracu il 18 gennaio girò l'elenco al direttore Di Marco.
Dallo staff di Aracu precisano inoltre che la scelta e l'assunzione del personale (nella fattispecie dei giornalisti) è di competenza dello stesso Di Marco.
Dall'ufficio stampa, invece, è stato ribadito l'alto profilo delle professionalità impiegate dai curriculum prestigiosi.
La cifra relativa al direttore dell'area media è una cifra lorda e dalla quale devono essere scorporate oltre che le tasse anche le spese.


09/10/2008 18.16




[pagebreak]

CHIAPPORI (Alleanza federalista):«UN PIATTO RICCO PER SPARTIZIONI E CONSULENZE»

«Ancora una volta la classe politica abruzzese ha dato una cattiva immagine di sé gestendo l'organizzazione dei Giochi del Mediterraneo 2009 nel modo più sbagliato possibile: di fronte a un appuntamento tanto importante, ma con scadenze precise, e di fronte a un piatto tanto ricco la prima cosa alla quale la classe dirigente locale ha pensato è stata quella di organizzare la ‘tavolata' cercando il modo migliore per spartire consulenze, incarichi d'oro e quant'altro prima ancora di avere le ‘pietanze' davanti. È proprio il caso di dirlo: ‘piatto ricco mi ci ficco'».
È quanto ha dichiarato l'onorevole Giacomo Chiappori, leader del movimento Alleanza Federalista, esprimendo tutte le proprie perplessità sull'organizzazione dei Giochi del Mediterraneo 2009.
«La norma vuole – ha continuato l'onorevole Chiappori – che di fronte a simili appuntamenti, che, ricordiamolo, proietteranno la regione Abruzzo direttamente sulla scena europea, la prima fase da attuare sia quella di puntare sull'organizzazione dell'evento. Invece, mi sembra, che, nonostante i Giochi del Mediterraneo siano ormai alle porte (mancano appena otto mesi), le strutture necessarie per lo svolgimento della stessa manifestazione non siano non solo terminate, ma addirittura ancora in piena fase di realizzazione, con i cantieri, in alcuni casi, in alto mare. Al contrario, invece – ha continuato l'onorevole Chiappori -, gli stipendi per gli incarichi e le consulenze d'oro sono già in moto da diversi mesi con l'elargizione di indennità fino a 13 mila euro al mese. Consulenze che, almeno in questa prima fase, potevano essere perlomeno ridotte al minimo».
Quello dei Giochi del Mediterraneo sarà un evento che attirerà in Abruzzo tutta l'Europa, «un evento – ha proseguito l'onorevole Chiappori – definito il ‘dopo Pechino' che però è stato gestito in maniera pessima fin dall'inizio. Per capire che l'approccio è stato sbagliato basta fare un semplice confronto con l'organizzazione di Expò Milano prevista per il 2015, dove la macchina promotrice è già partita da mesi. Non si può arrivare a oggi e non avere ancora completato tutto il sistema infrastrutturale, ossia gli impianti sportivi che dovranno ospitare le competizioni e il ‘Villaggio' che dovrà accogliere gli atleti, impianti che poi dovranno anche essere collaudati dal Comitato organizzatore che avrà bisogno di mesi per completare gli iter procedurali. Forse è il caso di cominciare a fare due conti verificando quanto sia già stato speso finora per i Giochi e quanto si dovrà spendere ancora. Ma soprattutto dobbiamo verificare se le somme destinate all'evento siano sufficienti per terminare l'organizzazione dell'evento o se, disperse le risorse per le famose consulenze d'oro, l'Abruzzo sarà costretto fra qualche mese a ricorrere all'aiuto del Governo per evitare altre brutte figure da aggiungere al piatto, tanto si sa, ‘paga Pantalone'».

09/10/2008 15.13