Abruzzo a tutta cooperazione: 39 progetti per gli sfortunati del mondo

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Nel 2008 la Regione Abruzzo ha sostenuto 39 progetti di cooperazione allo sviluppo in Paesi tra i più poveri del mondo.

ABRUZZO. Nel 2008 la Regione Abruzzo ha sostenuto 39 progetti di cooperazione allo sviluppo in Paesi tra i più poveri del mondo. Sono state finanziate 8 borse di studio per stages di giovani abruzzesi cooperanti in Senegal (2), Togo, Etiopia, India, Camerun, Monzambico, Nicaragua.
Sono i dati divulgati oggi dal presidente del comitato per la cooperazione, Gianni Melilla che con il professor Nicola Mattoscio, Preside della Facoltà di Scienze Manageriali dell'Università D'Annunzio e presidente della fondazione Pescarabruzzo, ha promosso per il secondo anno il master di 1° livello in Management della Cooperazione Internazionale allo sviluppo.
«Nell'anno accademico 2007-2008», ha spiegato Melilla, «hanno partecipato 30 laureati su 100 che avevano fatto domanda: è stata una grande soddisfazione rilevare come tra i giovani laureati sia forte la propensione anche professionale verso le attività di cooperazione internazionale».
Nella società abruzzese sono migliaia le persone che si occupano concretamente di contrastare la povertà, di aiutare gli orfani e i ragazzi di strada, di costruire scuole, pozzi, reti idriche, strutture sanitarie, di promuovere campagne di prevenzione sanitaria e di lotta alle grandi pandemie (malaria, AIDS, tubercolosi) che provocano milioni di morti ogni anno.
«Sono persone animate da una grande passione civile e umana», ha spiegato Melilla, «la Regione Abruzzo si è mossa concretamente, mettendo a frutto l'impegno volontario delle Ong, delle Associazioni, e anche di tanti Enti Locali che finalmente operano anche oltre il “cortile” del proprio territorio. Vogliamo credere che i grandi progressi e la credibilità che ha acquisito la Regione Abruzzo in materia di cooperazione, siano un patrimonio comune di tutte le forze politiche che dovrà proseguire anche nella prossima legislatura. Quello che abbiamo fatto in questa 8° legislatura regionale è stato giusto e anche emozionante, bello perché ci ha consentito di conoscere persone, luoghi, culture che ci hanno permesso di crescere sul piano umano e politico».
«C'è ancora tanto da fare», ha concluso Melilla,«come ha detto Nelson Mandela “Non c'è nessuna facile strada per la libertà”. E questo lo sa bene chi è impegnato nel difficile ed entusiasmante cammino della solidarietà e della cooperazione tra i popoli».

08/10/2008 12.44