Consiglio regionale, Verini: «adesso cancelliamo le tre torri»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2339

L'AQUILA. Ora che la Regione ha il suo nuovo palazzo in piazza Unione, a Pescara, e si prepara all'inaugurazione, Antonio Verini (Liberal democratici) chiede che sia definitivamente cancellato il progetto dei tre grattacieli sulla Tiburtina, sempre nel capoluogo adriatico.
«Sulla questione dei palazzi della Regione a Pescara, un vero monumento allo spreco di denaro pubblico», ha spiegato Verini,
«ho interrogato la Giunta ed interessato con un esposto la Corte dei Conti». L'11 ottobre, giorno della contestata inaugurazione
della nuova sede del Consiglio Regionale a Pescara, «è per l'Abruzzo», sostiene il consigliere, «la giornata della vergogna. Una Regione senza una lira per piangere, distrutta da una gestione fallimentare della cosa pubblica, commissariata sulla Sanità, decapitata nella sua classe politica governante da inquietanti indagini giudiziarie, si permette il lusso di buttare undici milioni di euro per fare un altro inutile palazzo di rappresentanza, in totale spregio dello Statuto che stabilisce L'Aquila come Capoluogo di Regione», sostiene Verini.
Sempre a Pescara è prevista la realizzazione del progetto delle Tre torri, un'opera faraonica che costerà 60 milioni di euro e per la quale è stato già avviato l'iter esecutivo.
«Quella è un'altra opera assurda», contesta Verini, «anche perchè la Regione dispone già di tre sedi del Consiglio regionale: due a L'Aquila, dove la nuova sala non è stata mai utilizzata, ed una a Pescara». E nessuno di questi progetti sarebbe quello ideale: «sono tutti sconsiderati per dimensione, sproporzionati per l'investimento già sostenuto e da sostenere, tali da configurare una palese violazione del principio generale di efficienza ed efficacia che deve guidare l'indirizzo politico e l'azione amministrativa».
Ma Verini spinge anche perché sia la magistratura a verificare quello che è stato fatto: «un magistrato contabile deve valutare il danno erariale insito nella realizzazione dei palazzi della Regione a Pescara, sia per la chiara violazione dello Statuto, sia perché si tratta di spese del tutto incompatibili con il Piano di Rientro Sanitario che vieta l'assunzione di nuove spese».
«Spero pure nell'intervento del sindaco dell'Aquila e della presidente della Provincia che, sui palazzi voluti da esponenti di punta del Partito Democratico, sembrano essere quantomeno imbarazzati», conclude Verini.


06/10/2008 9.25