Una speranza per l'Abruzzo: ecco il manifesto delle associazioni

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2037

PESCARA. «La nostra democrazia è malata». È questo il grido d'allarme che alcune associazioni lanceranno sabato pomeriggio in un dibattito pubblico a Pescara. * L'EDITORIALE: QUANTI SCANDALI NELL'ISOLA FELICE



PESCARA. «La nostra democrazia è malata». È questo il grido d'allarme che alcune associazioni lanceranno sabato pomeriggio in un dibattito pubblico a Pescara.


* L'EDITORIALE: QUANTI SCANDALI NELL'ISOLA FELICE


L'appuntamento è per il 4 ottobre alle ore 17 nella sala Figlia di Iorio della Provincia di Pescara. Il titolo dell'incontro è: "Una democrazia malata. Fra corruzione e illegalità quale etica?"
Parteciperanno all'incontro Tusio De Juliis (operatore umanitario), Giacomo D'Angelo (giornalista), Franco Sabatini (giurista), Gabriella Di Censo (presidente Arci Pescara), Maria Rosaria Grazioso (presidente associazione Chieti nuova 3 febbraio), Giovanni D'Andrea (Codici) e Lidia Menapace (senatrice). Coordina Luciano Martocchia.
Le associazioni che presiederanno l'incontro si sono riunite in un "comitato di cittadini per la legalità" e cercheranno di fare il punto sulla situazione politica e non solo della nostra regione presentando il documento che hanno sottoscritto qualche giorno fa ai cittadini che interverranno nella sala del consiglio comunale.
Sarà inevitabile parlare delle vicende giudiziarie che hanno coinvolto la giunta regionale e portato agli arresti l'ex presidente Ottaviano Del Turco, il suo braccio destro Lamberto Quarta e vari altri amministratori ed esponenti di partito, nonché dirigenti.
Proprio questa vicenda -secondo il documento stilato dalle
associazioni- avrebbe evidenziato il divario sempre maggiore tra etica e politica, con l'affermazione di una classe di governo e di opposizione «dimentica del bene comune che ha partecipato al sacco della sanità abruzzese determinando gravi danni all'economia della regione e ai singoli cittadini».
Il Comitato che si dice consapevole di avere di fronte un lungo cammino si pone l'obiettivo di costituirsi parte civile nel futuro processo sulle tangenti nella sanità.

IL VIRUS DEL MALGOVERNO

Le associazioni parlano di «un vero e proprio virus del malgoverno veicolato dalla pratica costante della concussione, della corruzione, del clientelismo e che ha attecchito in ogni settore della vita pubblica amministrativa».
La prova di tutto questo sarebbe riposta «nel nepotismo portato ai massimi eccessi dell'indecenza».
«La gestione di servizi essenziali come l'acqua, i rifiuti, i trasporti», scrivono le associazioni, «serve a finanziare la politica attraverso la creazione di poltrone, di consulenze e non risponde certo a criteri di economicità, trasparenza ed efficienza».
«L' illegalità della pubblica amministrazione è sempre più diffusa, i sistemi di controllo interni inesistenti».

«VOGLIAMO UN VERO DIFENSORE CIVICO SLEGATO DALLA POLITICA» Il comitato muove critiche anche verso la figura del difensore civico, una istituzione che avrebbe dovuto sostituire i comitati di controllo e fungere da garante dell'imparzialità. Il Comitato dei cittadini per la legalità evidenzia, poi, come anche le norme contenute nell'ultima finanziaria -che dovrebbero agevolare la trasparenza- vengono continuamente disattese, riferendosi alla pubblicazione dei compensi degli amministratori pubblici e al divieto di accumulo delle indennità.

… COME SE NULLA FOSSE SUCCESSO

«Mentre cresce l'indebitamento per le famiglie italiane», si legge nel documento, «si continua a conferire incarichi, elargire consulenze, assumere personale in prossimità delle elezioni regionali e, come se non bastasse, gran parte dei politici di destra e di sinistra, parlamentari ed ex alte cariche dello Stato, esprimono solidarietà a Del Turco e agli altri indagati anziché sostenere e plaudire l'operato dei magistrati che con grande correttezza e professionalità hanno avuto il coraggio di portare avanti un'inchiesta delicata, difficile e per certi versi pericolosa, contro poteri che hanno cercato e cercheranno di usare tutti i mezzi possibili per screditare chi sta compiendo il proprio dovere, in nome del popolo italiano e a tutela della costituzione dei diritti dei cittadini».
«Dinanzi a questo spettacolo indecoroso e drammatico», dicono le associazioni, «oltre a indignarci profondamente come cittadini e come abruzzesi, sentiamo il dovere di rivolgere un appello innanzitutto agli imprenditori, alle loro associazioni affinché denuncino con forza i tentativi di concussione dei politici e dei funzionari pubblici e poi a tutti quelli che -senza distinzione di razza, di religione, fede
politica- credono che al di là di ogni altro requisito contino l'onestà e la trasparenza».

Il documento si chiude con sei punti che le associazioni firmatarie hanno già condiviso ma che estendono a tutte le persone e le associazioni che vorranno aderire e condividere.
Sono questi sei punti i passi necessari ed imprescindibili, secondo le associazioni, per mantenere viva una speranza di rinascita per la regione.

ECCO I SEI PUNTI

1) Solidarietà ai magistrati che conducono l'inchiesta su Sanitopoli e su tutte le vicende torbide che riguardano la pubblica amministrazione con l'auspicio che si concludano il prima possibile;
2) Non candidare cittadini indagati per reati contro la pubblica amministrazione o già condannati per altri reati
3) Non candidare cittadini che sono già stati eletti in altre istituzioni;
4) Modifica sostanziale della norma che designa il difensore civico e divieto di cumulo tra le cariche di consigliere comunale, provinciale e regionale nonché di membro dell'esecutivo e del Parlamento
5) Divieto di assunzione, nella pubblica amministrazione, di parenti e di affini di primo e secondo grado dei politici e dei dirigenti;
6) Costituzione dei cittadini come parte civile nel processo sulla Sanitopoli abruzzese.

02/10/2008 14.03