Verso l'aziendalizzazione dell'ospedale. «E' cosa complessa»

Alessandro Biancardi

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2012

ABRUZZO. Si fa presto a dire autonomia degli ospedali universitari...
Poi bisogna fare i conti con il riordino delle Asl in tutto l'Abruzzo, con i costi dell'operazione in un momento di Piano di rientro dai debiti.
Poi ci sono da tenere in considerazione anche le esigenze didattiche dell'Università e le richieste di assistenza che vengono dal territorio. Un vero e proprio gioco di prestigio. «L'aziendalizzazione di un ospedale è operazione complessa e ci vuole tempo. Ma debbo dare atto all'assessore Bernardo Mazzocca di aver ben operato per superare gli ostacoli e preparare la nascita dei Policlinici».
Carmine Di Ilio, preside di Medicina alla "D'Annunzio" è orientato ad assolvere la Regione per lo slittamento a dicembre 2009 dell'aziendalizzazione degli ospedali di L'Aquila e Chieti. «Mazzocca ha dato il via alla realizzazione dei Policlinici all'interno di un quadro di riferimento corretto – continua Di Ilio – è stato approvato il Protocollo di intesa, il nuovo Piano sanitario prevede 4 Asl e 2 aziende autonome, sono state istituite ufficialmente 2 commissioni di area per calibrare l'assistenza sul territorio».
In effetti il PSR aggiunge questa novità, che non è cosa marginale:
nel percorso dell'autonomia sono istituite due Commissioni di area, di cui fanno parte l'assessore ed il direttore generale della Sanità, il direttore dell'Agenzia sanitaria, i manager interessati, i rettori ed i presidenti dei comitati dei sindaci. Il tutto per coinvolgere il territorio nelle scelte. In pratica la Giunta regionale che sarà eletta potrebbe attivare da subito l'autonomia degli ospedali
universitari: ad oggi infatti manca solo questo passaggio per l'effettiva creazione dei Policlinici. L'assistenza sanitaria ai cittadini sarà migliore? «Per sua natura il Policlinico produce un mix di prestazioni che migliora la qualità, poiché assicura insieme formazione, ricerca e cure - spiega Di Ilio - Senza dire delle punte di eccellenza che attirano i territori vicini. Intanto, da subito, il Policlinico offre risposte, macchinari e risorse aggiuntive, il che migliora la qualità delle prestazioni».
Il Policlinico costerà di più? Alla fine conviene aziendalizzare? «E'
chiaro che il pagamento a DRG, cioè un tot prefissato per prestazione, non sarà sufficiente – secondo il preside di Medicina di Chieti – a fronte della nuova assistenza. Credo che un 5% in più potrebbe coprire le spese».
«Se è per i soldi, conviene – puntualizza Amedeo Budassi, primario del Pronto soccorso del SS. Annunziata e esponente di punta del sindacato medici ospedalieri – per non fare la fine dell'Alitalia è meglio aziendalizzare. I soldi sono finiti, l'ospedale rischia di implodere e non è più vivibile con gli accorpamenti e i tagli che conosciamo. Il problema però è più complesso: riguarda soprattutto il tipo di ospedale che si vuole creare».
Vantaggi per i cittadini utenti? «Nessuno e tutto come oggi se si aggiunge soltanto la parola Policlinico – spiega il dott. Budassi – molti vantaggi, se cambia l'idea di ospedale. Mazzocca lo aveva capito introducendo un concetto preso di peso dal sistema degli aeroporti. E cioè "hub and spoke". E' più conveniente portare i pochi passeggeri di Pescara a Milano per farli partire per New York, piuttosto che avere un collegamento diretto Pescara-New York per quattro gatti. In pratica significa che il Policlinico è come l'aeroporto internazionale, a cui arrivano i pazienti da molte parti per le patologie più serie. Le lungodegenze o le appendiciti vanno altrove, al Policlinico non si fanno ecg, ma trapianti di cuore. E' un ospedale che costa di più, ma incassa anche di più perché le prestazioni di eccellenza sono pagate meglio. L'azienda deve produrre per auto-finanziarsi».
Possono convivere medici ospedalieri e universitari? «La commissione di esperti ha lavorato bene e velocemente ed è riuscita a conciliare Ospedale e Università in un unico contenitore. Se si rispetta il Protocollo di intesa – conclude Budassi – non c'è conflittualità. I contrasti possono nascere se l'Università entra a gamba tesa nell'istituzione di nuovi reparti, sottraendo posti di primario agli Ospedalieri. Però il clima di collaborazione è buono. E creare un ospedale di eccellenza è nelle aspirazioni di tutti gli operatori sanitari».


Sebastiano Calella 29/09/2008 9.33