Tdm e Cittadinanzattiva si costituiscono parte civile:«la sanità affonda»

Alessandro Biancardi

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SANITA’ E TANGENTI. SULMONA. Non far pagare ai cittadini i debiti accumulati nella gestione funesta della sanità abruzzese.
Per questo Tribunale del Malato e Cittadinanzaattiva regionale si costituiranno parte civile nell'eventuale processo contro gli accusati nell'inchiesta terremoto sulla sanitopoli regionale.
La notizia, ora ufficiale, è arrivata direttamente questa mattina nella conferenza stampa convocata dai responsabili sulmonesi del Tribunale del Malato, Edorado Facchini, e di Cittadinanzattiva, Giuliana Ciotti, dopo aver partecipato sabato scorso ad Ortona all'assemblea regionale delle associazioni.
«Noi avevamo suggerito alcune settimane fa al nostro regionale questa strada», ha spiegato Eldorado Facchini, «e nella riunione, con l'assenso del segretario nazionale di Cittadinanzattiva, Teresa Petrangolini, presente all'incontro, abbiamo deciso di intraprendere questa soluzione in caso di processo. Questo significa- ha continuato- che sarà predisposto un pool di avvocati che, in caso di processo, manderanno avanti la procedura».
Una posizione perentoria contro altri danni sui servizi ai cittadini, soprattutto per quanto riguarda l'ospedale di Sulmona, dove non sono arrivate risposte, ha detto Facchini, né dai pezzi rimanenti della giunta regionale (il presidente vicario Paolini dovrebbe essere in città martedì prossimo), ma nemmeno dalle istituzioni cittadine.
Piano Regionale ancora sotto silenzio, insufficienze di personale, posti letto di riabilitazione ancora non assegnati.
«I problemi continuano a rimanere senza risposta», ha spiegato ancora Facchini, «ma al presidente vicario Paolini che sostiene di aver risanato un terzo della sanità abruzzese, noi diciamo che questo è possibile, ma solo perché non ci sono state assunzioni e i servizi non funzionano».
Secondo Guiliana Ciotti di Cittadinanzattiva «occorre subito ricoordinare i reparti, con adeguato personale, corrispondente alle esigenze dei cittadini, ai quali bisogna dare risposte in termini di servizi e di giustizia sociale».
Intanto, le due associazione hanno inviato al capo dipartimento di Pediatria dell'Ospedale di Castel di Sangro una richiesta congiunta per poter trasferire a Sulmona le unità personale del reparto maternità e pediatria, ormai soppresso, del nosocomio sangrino. Ancora in altomare, invece, la questione ala vecchia dell'ospedale.
«Grazie alla legge sulla trasparenza amministrativa», ha concluso Facchini, «inoltreremo richiesta per visionare la documentazione tecnica e capire finalmente l'agibilità o meno della struttura».

Angela Di Giorgio 24/09/2008 16.33