Sprechi. Dove le mettiamo le consulenze fantasma dell’Arit?

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Se oggi però torna buono parlare degli sprechi -come se chi ci ha governato finora non fosse responsabile "per definizione"- rimangono senza risposte gli incarichi "fantasma" dell’Arit, l’agenzia regionale per l’informatica dove si annidano prezzolati consulenti mai dichiarati.
Un caso non isolato di posti di lavoro creati ad hoc e spesso senza selezioni pubbliche e la dovuta trasparenza.
Dopo le puntate scorse e la "scoperta" di alcuni consulenti con il doppio incarico all'Università di Teramo, oggi è la volta degli avvocati dell'Arit, consulenti pure loro non dichiarati dall'ente strumentale nonostante precisi obblighi di legge.
Per esempio nella lunga lista dei "fantasmi" in nostro possesso figura l'avvocato Carlo Scarpantoni, consulente legale del direttore generale, Ernesto Esposito (che da qualche tempo inizia ad avere simpatie per il futuro (?) governatore Gianni Chiodi).
Per lui si parla di compensi pari a 63mila euro l'anno di base, con una serie di incarichi aggiuntivi per arrotondare come quello per il ricorso del progetto "Medici di Medicina Generale MMG".
Il nome dell'avvocato Scarpantoni si può chiaramente leggere nella sentenza del Tar scaricabile qui.
Sembra inequivocabile il fatto che si tratti di una vera e propria consulenza anche se non dichiarata. Una consulenza cara al centrosinistra teramano anche
perché lo stesso professionista è anche legale della Cgil .
C'è poi la consulenza fantasma dell'avvocato Tiziana Rasola per il progetto Sax.
Una consulenza che per il 2007 prevede una spesa di 24.480 euro.
Il cognome Rasola figura due volte nei documenti dell'Arit: uno è quello di Tiziana, appunto consulente Arit, l'altro quello di Luciano Rasola, giudice del Tar e relatore nella sentenza Mmg (citata poco sopra) nella quale Scarpantoni era difensore.
Quella sentenza venne poi bocciata dal Consiglio di Stato.
Un'altra consulenza "fantasma" è quella di Dover Scalera, nota professionista, anche lei ha fatto parte del pool di avvocati per il ricorso già citato e perso dall'Arit in Consiglio di Stato.
Lo stesso avvocato ha un incarichi con la Provincia di Pescara
e ha lavorato con una certa frequenza in ambito regionale con alcuni enti pubblici, specie nel settore degli appalti pubblici.
Professionisti e consulenti ormai "fissi" che producono e lavorano che dovrebbero essere dichiarati come prevede la legge sulla trasparenza ed invece l'Arit risulta inadempiente.
Sulle assunzioni clientelari di parenti e amici si sta concentrando anche la procura dell'Aquila che ha aperto una indagine. Nei mesi scorsi ci furono diversi esposti uno dei quali firmato anche dal consigliere di Forza Italia Giuseppe Tagliente che ha portato agli inquirenti la lista completa dei dipendenti precari da stabilizzare.
19/09/2008 16.11