"Salvatore" Paolini e le sveltine elettorali del solito Pd

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

7343

"Salvatore" Paolini e le sveltine elettorali del solito Pd
ABRUZZO. «Dottore lasciamo stare… perché dobbiamo far sapere i fatti nostri?». Un collaboratore aveva provato a metterlo in guardia ma inutilmente. Da quando regna "Salvatore" Paolini c'è una nuova usanza: urlare ai quattro venti l'ordine del giorno delle delibere che approderanno in giunta per l'approvazione. Una usanza nuova voluta dallo stesso Paolini che è fissato con la trasparenza amministrativa.
Ne fa un vessillo, un valore da portare nella prossima campagna elettorale proprio come se l'avesse appena scoperta.
Eppure i suoi collaboratori l'avevano avvertito: «lasciamo stare presidente, non si usa… non è il caso di divulgare l'elenco delle delibere da approvare in giunta…. Non l'abbiamo mai fatto».
Ma Salvatore Paolini ha la testa dura.
Così è stato semplicissimo sapere (sembra davvero di essere in un paese civile) che oggi in giunta arriveranno alcune proposte di delibere che hanno già messo a soqquadro il mondo politico e sollevato gli scudi contro il … solito Pd.
C'è puzza di sveltine elettorali, di provvedimenti che nulla hanno a che fare con l'ordinaria amministrazione imposta in questo delicato momento di "lutto".
Eppure –sempre per restare nella metafora- sembra che il Pd non si fermi davanti a nulla, come se nulla fosse… ancora con il "morto caldo in casa".
Non conta che le procure stiano indagando a fondo, non conta che nessuna "protezione" sia sufficiente, non conta che si stia indagando proprio sulle assunzioni clientelari, non conta salvare la faccia.
Così tra i tanti provvedimenti apparentemente innocui, arriva anche quello a sorpresa della nomina del direttore dell'Agenzia regionale sanitaria.
Un modo per il Pd di dimostrare come anche le inchieste più nefaste hanno il merito di liberare poltrone. E dopo la discussa nomina dell'ex prefetto Giuliano Lalli ora si cerca la "stabilizzazione" a tale nomina "precaria".
Così al punto nove dell'ordine del giorno si legge: "Procedura di selezione per il conferimento dell'incarico di direttore generale dell'Agenzia sanitaria regionale ASR - Abruzzo. Relatore Mimmo Srour".
«Non ho finito d'invitare il vicario Paolini a non assumere decisioni strategiche nella sanita', che ecco spuntare fuori una delibera all'ordine del giorno della prossima Giunta che ipotizza procedure selettive per l'affidamento dell'incarico di Direttore dell'Agenzia Sanitaria, vacante dopo le dimissioni di Di Stanislao e commissariato dall'onnipresente prefetto Lalli», dice il consigliere di Forza Italia Giuseppe Tagliente , di nome e di fatto.
Così nella giunta di oggi viene prorogato il commissariamento dell'Aptr, ormai al decimo mese, mentre per l'Agenzia regionale sanitaria si vuole affidare in tutta fretta un incarico a ridosso delle nuove elezioni.
«Su queste operazioni», sostiene Tagliente, «scorrette e inopportune daremo battaglia fino in fondo, non escludendo il ricorso alla giustizia amministrativa».
L'obiettivo è chiaro: mettere più uomini Pd nelle postazioni chiave prima che arrivi il nuovo governo regionale.
Storia vecchia, storia solita che oggi succede a sinistra ma che in passato ha toccato anche la destra.
Vi sono poi decisioni "importantissime" visto il tragico momento
politico: "autorizzazione della missione nella Repubblica Argentina dal 28 settembre 2008 al 12 ottobre 2008".
"Cooperazione" è la parola magica, una ventata di altruismo (sempre con i nostri soldi) per un progetto in collaborazione con l'Argentina (delibera proposta dal presidente del Cram, Donato Di Matteo?) Sempre in tema di cooperazione si deciderà anche sul "programma regionale internazionale 2008 - Gara informale ai sensi del Regolamento regionale per l'esecuzione in economia di lavori, forniture servizi (Decreto n.2/reg. del 29.11.2004) per l'affidamento del servizio di comunicazione, organizzazione meeting e convegnistica sul Programma regionale di Cooperazione internazionale 2008 della Regione Abruzzo". Altri incarichi utili e clientelari? (Relatore Giovanni D'Amico).

LO SCANDALO ARIT

Ma c'è di più.
Mentre la magistratura da mesi indaga sulle assunzioni clientelari di amici, parenti e carrozzoni politici, il Pd cerca di fare man bassa con le solite promesse elettorali di nuovi posti di lavoro.
Così dove ci sono precari da anni si cerca la stabilizzazione… e non fa nulla se la copertura finanziaria non vi sia.
Il culmine lo si raggiunge all'Arit dove nonostante tutti abbiano letto i nostri articoli sui consulenti fantasma
che non sono mai stati dichiarati (nemmeno al ministro Brunetta -alcuni con stipendi esorbitanti e chissà quanto giustificati) si è preferito fare finta di nulla e tirare avanti per la solita via.
Il neo assessore all'informatica, Di Matteo, allora ha voluto sostenere alcune iniziative in favore di precari storici ma sempre vicino al Pd.
Pare vi siano movimenti "elettorali" sia in Arit che nella gemella Abruzzo Engineering più vicina all'area Paolini.
Due carrozzoni utili per accontentare due aree geografiche precise:
quella di Teramo e quella dell'Aquila.
Così all'Arit la direttrice amministrativa, Lucia Del Grosso, (candidata Pd, ex camera di commercio) ha pensato subito ai 15 precari.
Subito spalleggiata dall'amico assessore Di Matteo che con la delibera di oggi prevede nuovi concorsi nonostante non vi siano soldi in cassa e nonostante l'esecutivo debba occuparsi solo della normale amministrazione.
Ed è secondario ricordare come la dottoressa Del Grosso per avviare la stabilizzazione abbia istituito un gruppo di lavoro i cui componenti sono stati pagati con cifre vicino ai 12 mila euro.
Nessuna copertura finanziaria, dunque, un problema da risolvere della prossima giunta regionale.
Nessun concorso mai effettuato da parte dei precari dell'Arit che ancora una volta potrebbero essere favoriti e trovarsi tra le mani finalmente il sospirato posto fisso. E pubblico per giunta.
Nessuna risposta sull'assunzione di consulenti "politici" in palese violazione delle norme.

Ultima cosa: la trasparenza è davvero una cosa vitale per la democrazia ma è assolutamente incompatibile con le sveltine.

15/09/2008 7.34