Nel Parco Nazionale vicini alla soglia dei 500 camosci

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Continua a svilupparsi a ritmi elevati la popolazione di camoscio d’Abruzzo del Parco della Majella.
E' da poco terminato il censimento dei nuovi nati della popolazione di camoscio del parco ed il dato di 122 nuovi nati contati, con un incremento delle nascite che si attesta ormai stabilmente da diversi anni sul 20%, conferma lo stato di salute eccellente del camoscio appenninico sulla Majella, anche grazie alla presenza di un territorio protetto dalle caratteristiche ambientali particolarmente favorevoli allo sviluppo della specie.
L'esperienza acquisita in questi anni e l'attività di monitoraggio continuo della popolazione che viene svolta dai tecnici del parco, ha inoltre consentito ai quaranta operatori che hanno partecipato simultaneamente alle operazioni di censimento, di contare 430 camosci, un numero molto elevato, se si considera che in questo periodo i maschi adulti vivono isolati dai branchi e sono difficilmente monitorabili. Sulla base di questo dato è ragionevole stimare che la popolazione di camoscio abruzzese del Parco Nazionale della Majella sia ormai prossima a raggiungere la fatidica soglia delle 500 unità.
Analoga la situazione per le aree faunistiche della specie nel parco: l'area di Lama dei Peligni con i suoi 11 esemplari attualmente ospitati si conferma la più importante nel panorama nazionale per la riproduzione di camosci d'Abruzzo in cattività. E' di pochi giorni fa la cessione all'area faunistica di Farindola del Parco Nazionale del Gran Sasso Monti della Laga, di “Pulce” un maschio riproduttore di due anni. E' la seconda volta negli ultimi cinque anni che dall'area di Lama vengono forniti i riproduttori all'area faunistica di Farindola.
Operazioni simili peraltro sono state effettuate dal Parco della Majella negli ultimi anni verso gli altri parchi, sia attraverso la cessione di una coppia di esemplari per l'attivazione dell'area faunistica di Bolognola del Parco Nazionale dei Monti Sibillini che di due maschi all'area faunistica di Opi del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise.
In questo contesto un ulteriore fattore di miglioramento della capacità operativa dell'Ente Parco della Majella sarà assicurato dalla ormai prossima apertura di una nuova grande area faunistica del camoscio appenninico, a Pacentro sul Morrone peligno, prevista entro l'anno in corso.
Grande soddisfazione è stata quindi espressa dai vertici dell'Ente Parco per le performance estremamente favorevoli ottenute dalla gestione del camoscio. In particolare, secondo il presidente Gianfranco Giuliante: «la qualità del modello di gestione naturalistica sviluppata dal Parco Nazionale della Majella in questi anni, testimoniata periodicamente da tutta una serie di indici positivi rilevanti e dagli ampi riconoscimenti internazionali, costituisce un patrimonio di saperi ed esperienze a disposizione della Regione e del Paese che potrebbe essere meglio valorizzato nell'ambito di una maggiore sinergia su basi paritarie con gli altri enti ed istituzioni che operano sul territorio. In particolare, con le istituzioni universitarie per la formazione e la didattica».
11/09/2008 8.17