Incidente probatorio, Angelini: «mai minacce di morte». Del Turco: «serenissimo»

Alessandro Biancardi

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Incidente probatorio, Angelini: «mai minacce di morte». Del Turco: «serenissimo»
INCHIESTA DEL TURCO. LA DIRETTA DELLA GIORNATA. PESCARA. Una giornata intensa, quella di ieri, martedì, per Vincenzo Angelini, il grande accusatore-indagato di Del Turco. E' stato il giorno tanto atteso, quello dell'incidente probatorio, quello in cui le accuse cominciano a trasformarsi in prove utilizzabili nel futuro processo. GUARDA IL RACCONTO FOTOGRAFICO DI IERI GUARDA IL RACCONTO FOTOGRAFICO DEL PRIMO GIORNO
E' arrivato ieri in procura alle 10, scortato dal suo avvocato. Alla stampa sciorina una sequela di «non posso rispondere» (23 per l'esattezza) nel lungo percorso rallentato dalla calca dei giornalisti fino all'aula 1, e poi svariate: «anche questa domanda è oggetto d'indagine», «non parlo», «non rispondo».
Qualcosa se lo è lasciato scappare solo quando qualcuno gli ha detto che Del Turco ha rilasciato interviste. E lui ha punto, come un'ape che non guarda in faccia a nessuno: «se Del Turco comincia a parlare e a confessare –come pare- tanto meglio…acceleriamo il procedimento».
Chissà da dove avrà carpito quella voce che vorrebbe in realtà che l'ex presidente sarebbe vicino al punto di confessare.
Una voce finora smentita dai fatti e dalle interviste rilasciate, dal loro tono e dai loro contenuti.
Angelini è andato su tutte le furie quando si è parlato di «poteri forti», ora sta valutando di querelare per diffamazione l'ex presidente-sindacalista che lo avrebbe offeso: «se fossi un potere forte non starei qui», ha detto l'imprenditore della sanità.
A tratti sorridente, a tratti sarcastico ha proseguito a passo spedito nell'aula nella quale dovrà raccontare la sua verità.
E lì è stato un fiume in piena, non ha ritrattato. E' andato avanti per la sua strada, ha riconfermato quanto già detto ai pm che adesso gli stanno di fronte.
Con parole sue, con altre parole ma i contenuti sono gli stessi.
Ha utilizzato sempre il suo ormai caratteristico eloquio infarcito di mille perifrasi, spesso colorite, proposizioni incidentali che non finiscono mai tanto da perdere spesso il filo del discorso.
Ed è qui che è davvero faticoso il lavoro del suo legale, Sabatino Ciprietti, che come un bravo maestro deve riportare sul sentiero principale della logica il suo alunno sempre pronto a ricordare «altri fatti» che potrebbero «meglio spiegare quello di cui sto parlando».
E nonostante tutto ciò l'attenzione non è scemata.
In mano aveva un foglietto bianco dove ha annotato nomi e cifre. Non voleva sbagliare, non poteva sbagliare.
Ha chiarito anche le opinioni sui vari personaggi. E' apparso sicuro, tranquillo, determinato, senza esitazioni, con alcuni slanci dialettici e pure delle parolacce.
E' spinto da livore misurato e dalla convinzione che ha rischiato di perdere tutto quello per cui ha vissuto. Ma piuttosto che vedersi scippato della sua azienda ha preferito spifferare tutto.
Al centro della sua attenzione c'è sempre la sua azienda, nata 60 anni fa e che da alcuni mesi è stata vessata, «la volevano far sgonfiare», gli hanno tagliato i fondi, chiusi i rubinetti, perché –dice- volevano spingermi a vendere («Villa Pini a De Benedetti e Sanatrix a Vittorini», ha ripetuto ai pm più volte).
Le prime dichiarazioni di ieri sono state sull'ex manager dell'Asl di Chieti Luigi Conga. Angelini ha detto: «l'ho pagato. Ho dato tangenti. Mi ha chiesto 100 mila euro al mese per pagarmi».
Così come ha ammesso di aver pagato sempre tutti, centrodestra e centrosinistra prima, durante e dopo le cartolarizzazioni della sanità.
E lui pagava, perché, non lo ha mai negato, il suo ruolo in tutta questa storia è quella del corruttore, così a pieno titolo “è della partita”, indagato anche lui, anche lui ha davvero rischiato il carcere (i pm avevano chiesto per lui misure cautelari rigettate invece dal gip Di Fine).
Alle 14 c'è stata la pausa pranzo.
Si è diretto verso il bar del tribunale. Non è stato semplice perché ancora una volta i giornalisti di mezza Italia lo hanno seguito.
Volevano sapere. Hanno chiesto dettagli.
«Fatemi mangiare un panino».
Ha guardato Del Turco in aula?
Lui ha scherzato e ha abbozzato un «sono sposato da 35 anni, perché dovrei guardare Del Turco». E' stata una risata generale e si è avviato sperando di riuscire a trangugiare il “pasto”.
Alla ripresa dell'interrogatorio si è parlato anche di Del Turco, uno dei 35 indagati di questa vicenda ma anche il super indagato eccellente che in queste ore davanti a microfoni e telecamere non ha mai dato segno di scoramento ma si è lasciato scappare espressioni di disappunto.
Mormorii e mugugni hanno spesso sottolineato alcuni passaggi della ricostruzione “storica” dei fatti.
Qualche sedia ha tremato…
Si è parlato delle trasferte a Collelongo, delle mele e dei soldi nella busta lasciata sullo scaffale dei libri.
Poi Angelini ha parlato anche di Camillo Cesarone, ex capogruppo del Pd, e ha detto che e' stato eletto grazie al suo apporto.
Il re delle cliniche, che non ha fatto mancare momenti di teatralità tipici del suo stile, si è rivolto agli avvocati: «voi difendete un sistema che è trasversale. Io ormai sono un ex, sono qui per i miei
figli, vengo in tribunale per sradicare e mettere in luce un sistema che mi ha schiacciato».
Nel corso dell'interrogatorio ha anche accennato a delle minacce di morte che avrebbe ricevuto nel caso in cui non avesse pagato. Ma ai giornalisti non ha voluto dire, però, se adesso ha paura di ritorsioni.
Le minacce ci sarebbero state ma si tratterebbe di “colorite” minacce («se non paghi ti spezziamo le gambe»). Non ci sarebbe alcuna intercettazione secretata che proverebbe il pericolo reale di eliminazione fisica, voce che pure ieri serpeggiava tra i giornalisti.
Poi verso le 17 Angelini è crollato… nel senso che dopo oltre sei ore non aveva più voce e l'acqua non gli bastava più. La sua lucidità ha vacillato e ha chiesto di sospendere. Il gip non ha potuto far altro che accettare e rimandare al giorno seguente.
Oggi di nuovo tutti in quella aula 1 nella quale si ripercorre la storia delle presunte tangenti nella sanità degli ultimi anni in Abruzzo.
Una storia lunga perché è probabile che si arrivi fino a venerdì, di certo giovedì ci sarà ancora da fare e difficilmente si potrà chiudere questa prima parentesi di processo anticipato.
10/09/2008 9.03




ORE 10.00 ARRIVA DEL TURCO

Non molla la morsa di giornalisti di tutta Italia. L'incidente probatorio alla sua terza giornata continua a riempire le cronache.
«Ho fretta perche' venga fuori la verita'». Ha detto l'ex presidente della Regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco, arrivando verso le 9.40 al tribunale di Pescara.
Parlando con i giornalisti Del Turco ha espresso l'auspicio che oggi «sia l'ultimo giorno dell'accusa», per poi passare all'audizione di Angelini da parte della difesa degli indagati.
L'ex presidente ha ammesso di essere «piu' sereno ancora», dopo aver sentito la deposizione di Angelini di ieri.
Ai giornalisti che lo tempestavano di domande, anche sulla sua presunta telefonata a Berlusconi per evitare il commissario nel settore della sanita', Del Turco ha chiesto di non rendere «piu' difficile» la sua posizione, visto che lui non puo' rilasciare dichiarazioni.

10.05 ANGELINI:«SE MI "TORCHIANO" PERDO QUALCHE CHILO»

«Non posso parlare, non posso rispondere. Altri sbagliano...>.
Anche oggi Vincenzo Angelini, proprietario della clinica privata Villa Pini, non ha risposto alle domande dei giornalisti, entrando in tribunale per l'incidente probatorio. A chi gli ha fatto notare che Del Turco si e' detto piu' tranquillo, dopo aver sentito la sua deposizione in aula, Angelini ha risposto semplicemente: «Beato lui».
Il re delle cliniche private ha spiegato che la giornata di ieri e' stata «molto stancante», specie in considerazione della sua eta', avendo parlato «per sette ore di fila». In vista del controesame Angelini ha detto che rispondera' «anche a loro», agli avvocati della difesa.
«Se mi mettono sotto torchio - ha concluso - perdo qualche chilo... Mi fa solo bene».

11.45 QUARTA: «NON ABBIAMO PRESO SOLDI»

«Il centrosinistra non ha preso soldi». Oggi ci prova Lamberto Quarta, ex segretario particolare del presidente della Giunta a perorare la causa degli indagati. Sempre presente in questi tre giorni di incidente probatorio, ma sempre in silenzio, stamattina si è fatto scappare qualche commento.
Secondo Quarta, ancora agli arresti domiciliari, nel corso dell'udienza Angelini ha confermato le tangenti ma nel suo discorso «ci sono state delle contraddizioni in merito alle motivazioni».

12.40 «NON CI SONO CONTRADDIZIONI»

Anche l'ex assessore Antonio Boschetti ha evidenziato delle contraddizioni da parte di Angelini, per quanto riguarda il luogo in cui le presunte tangenti sarebbero state consegnate. In un primo momento Angelini avrebbe parlato di un bar mentre ora parla di Villa
Pini. Ma a ristabilire l'ordine ci pensa l'avvocato del re delle cliniche Sabatino Ciprietti che smentisce categoricamente le contraddizioni di Vincenzo Angelini.
Secondo Ciprietti, infatti, tornano tutti gli elementi forniti, nomi, date e somme.

12.50 QUARTA: «DEL TURCO HA FATTO BENE IL SUO LAVORO»

Nonostante le raccomandazioni del procuratore Trifuoggi agli indagati di evitare di rispondere alle domande della stampa, oggi Quarta si è lanciato in una accorata difesa dell'operato della ex giunta regionale. Un discorso di oltre 15 minuti con i giornalisti della carta stampata. Dopo qualche minuto sono arrivate anche le telecamere e probabilmente l'intervento verrà rilanciato nei tg. Un comportamento "pericoloso", visto i richiami del procuratore di ieri, e anche un pò incomprensibile, in quanto il suo legale Giuliano Milia, ieri aveva spiegato bene a Del Turco di stare attento e non "sgarrare" più, altrimenti c'era il pericolo di tornare in carcere.
L'ex segretario di Del Turco ha ricordato che quando c'era l'ex governatore alla guida della regione
«ha fatto un'opera di tagli pesanti nei trasferimenti alla sanita' privata, e ha fatto almeno quattro leggi che prima non esistevano. Ha fatto, quindi, un'imponente opera di riduzione della spesa soprattutto verso la sanita' privata, ha toccato interessi importanti e questi interessi si sono sentiti
minacciati». Per capire chi ci guadagna in tutta questa vicenda, «bastera' guardare cosa accadra' a fine anno, quando si faranno i conti della sanita'». Sempre Quarta ha fatto notare che «c'e' gente che tutela i propri interessi» e cioe' «Angelini e altri».
Sui risvolti delle indagini si è detto tranquillo e ha osservato che «la magistratura sta
facendo bene ad accertare, bisogna andare fino in fondo in questa vicenda. E' chiaro che c'e' qualcuno che ha dichiarato di aver dato dei soldi».

13.00 SI PARLA DI MAZZOCCA E BUCCIARELLI

Angelini continua le sue deposizioni. Adesso sta parlando delle posizioni di Angelo Bucciarelli ex responsabile dello staff di Bernardo Mazzocca e dell' ex assessore alla Sanità e delle presunte pressioni per far assumere delle persone presso la sua clinica.
Le domande alle quali deve rispondere l'accusatore sono sempre quelle dei pubblici ministeri e gli avvocati difensori sperano che entro oggi pomeriggio si possa iniziare con le domande della difesa.
Alcuni avvocati, che cominciano a sentire la fatica di questi tre giorni, sperano che ci sia una pausa per il pranzo verso le 14, come ieri, per poi riprendere nel pomeriggio.
Qualcuno avanza anche l'ipotesi che l'incidente probatorio possa fermarsi per due giorni per consentire ad Angelini, provato dalle sei ore di interrogatorio di ieri e da quelle di oggi, di riposarsi.

13.30 UDIENZA SOSPESA, SI RIPARTE ALLE 14.30

Sospesa per la pausa pranzo l'udienza. L'interrogatorio ricomincerà alle 14.30. Gli indagati hanno lasciato l'aula per raggiungere il bar del Tribunale. Angelini è riuscito a dribblare la stampa passando da un'uscita secondaria. Delusione per i cronisti che aspettavano qualche sua dichiarazione.

13.31 «MI SENTO UN APPESTATO»

Nel corso dell'incidente probatorio Angelini ha dichiarato di sentirsi un «appestato», per il modo in cui la Regione tratta la sua realta' imprenditoriale. Il proprietario di Villa Pini continua
a ribadire, come fatto ieri, che anche la Giunta regionale attuale lo penalizza e questo atteggiamento si verificherebbe nonostante il suo gruppo abbia piu' dipendenti del resto dell'Aiop, l'associazione che riunisce le cliniche private. Con gli altri la Regione avrebbe un rapporto privilegiato, non cosi' con lui.

14.30 «C'E' ANCHE L'OMBRA DEI SERVIZI SEGRETI»

Sta riprendendo in questi momenti l'incidente probatorio. Intanto si è saputo che nel corso della mattinata Angelini ha riferito ai pm dei rapporti che la Regione intratteneva con la Deutsche Bank. Il re di Villa Pini avrebbe confermato tutta l'ipotesi accusatoria. Secondo il suo avvocato Ciprietti sarebbero stati fatti nomi di politici nazionali nell'ambito della presunta trattativa tra Del Turco e gli imprenditori per la cessione della clinica.
La vicenda è quella della trattativa privata tra De Benedetti e Del Turco: un incontro a casa dell'imprenditore per proporre l'acquisto, secondo l'ipotesi accusatoria, all'insaputa del proprietario.
Ai giornalisti poco fa Angelini ha detto: «una trattativa della mia azienda senza di me…traete voi le vostre conclusioni. C'era qualcuno che si occupava delle mie aziende. La politica voleva gestirle».
Alla domanda all'avvocato Ciprietti se in tutto questo c'entrano i servizi segreti, il legale ha risposto: «può essere».

15.10 ANGELINI: «QUARTA MENTE PER DEL TURCO»

Nel fare rientro nell'aula 1 Angelini ha risposto, tramite i giornalisti, alle affermazioni fatte questa mattina da Lamberto Quarta. L'imprenditore, sempre a corto di dichiarazioni, questa volta si è lasciato andare: «Quarta ha fatto quello che fa sempre per Del Turco: il suo portavoce. Mente per conto di Del Turco. Ha detto una menzogna sul fatto che io sia caduto in contraddizione. Sono costretto a rispondere a Quarta perche' lui fa affermazioni e trincia giudizi in maniera irriguardosa
nei confronti di tutti, degli avvocati e soprattutto della Corte. E solo in questa veste io ho
l'obbligo, in mia difesa, di uscire dal riserbo».
Angelini sostiene inoltre che sempre per mezzo di dichiarazioni rese alla stampa Del Turco stia facendo delle prime confessioni: lo avrebbe fatto con la conferma degli incontri a Collelongo o delle trattative riservate con De Benedetti per svendere il suo gruppo.


15.50 RISCHIO CARCERE PER ALCUNI INDAGATI?

Alla ripresa dell'incidente probatorio Angelini ha raccontato gli episodi che riguardano la questione di Gianluca Zelli, ex uomo Humangest e dei 21 milioni di euro spariti nel nulla.
La Procura potrebbe prendere in seria considerazione il fatto che gli indagati continuino a parlare con la stampa nonostante la restrizione ai domiciliari e nonostante l'avvertimento di ieri del procuratore capo Nicola Trifuoggi. Quarta stamattina si è fermato a parlare con i giornalisti e la procura starebbe prendendo in considerazione l'ipotesi di aggravare le misure cautelari. Quarta ha riferito che avrebbe rilasciato l'intervista «in maniera consapevole», tant'è che quando ha visto avvicinarsi le telecamere non si è fermato ma ha continuato a parlare. La sua è stata una dichiarazione «d'istinto» perché aveva voglia di farlo in quel momento. Durante la pausa pranzo altri indagati hanno parlato con la stampa e durante la ripresa dell'incidente Quarta è uscito nuovamente per rilasciare altre dichiarazioni.
«Del Turco non ha offerto a De Benedetti nessuna clinica. Basta sentire De Benedetti al riguardo», ha detto. Sulle accuse mosse da Angelini nei suoi confronti e sul fatto che mentirebbe per conto di Del Turco, Quarta ha detto «é un suo pensiero, ne prendo atto».

15.50 UDIENZA SOSPESA

E' terminato in questo momento l'incidente probatorio. Da quanto si è appreso sarebbe sopravvenuto un problema procedurale: mancherebbero i verbali.
Gli indagati e l'accusatore Angelini torneranno in Tribunale venerdì mattina. Domani, quindi, sarà una giornata di riposo.

16.00 GLI INDAGATI STANNO LASCIANDO IL TRIBUNALE

Probabilmente venerdì (si riparte alle 9,30) non sarà l'ultimo giorno ma si potrebbe continuare anche la prossima settimana. I legali difensori, che stanno uscendo in questo momento, non hanno ancora avuto modo di contro interrogare il padrone di Villa Pini. Strettissimo riserbo, inoltre, sui nomi dei politici italiani che Angelini avrebbe chiamato in causa. «Non so di cosa state parlando», ha detto l'avvocato di Del Turco Giuliano Milia ai giornalisti che volevano qualche chiarimento.

16.40 ANGELINI «I SERVIZI SEGRETI DIETRO QUESTA VICENDA»

Si continua a parlare dell'intervento dei servizi segreti nella maxi sanitopoli abruzzese. Dopo il
«può essere» dell'avvocato Ciprietti anche Angelini si mantiene sulla stessa linea: «può darsi».
Sui nomi fatti in aula di politici nazionali lui non ha detto niente: «non posso rispondere ma se io avessi conosciuto un politico a livello nazionale», ha poi detto, «non stavo qui». Ha poi definito tutta la vicneda «brutta e pericolosa». Ha smentito le minacce di morte: «non sono mai stato minacciato, ma la situazione è difficile e pericolosa».

16.50: «FASSINO PROTEGGE I MIEI AVVERSARI»

Si era sparsa la voce che nel corso dell'incidente probatorio Angelini avesse fatto nomi di politici nazionali. E adesso arriva anche la conferma: in ballo è stato tirato Piero Fassino, secondo quanto riporta l'agenzia Agi.
Secondo il capo di Villa Pini esisterebbe un asse di potere Del Turco- Fassino- Tosinvest.
Angelini in aula avrebbe detto che ancora oggi subisce danni da questo «asse di potere» e che a lui risulta sempre che il grande sponsor politico della sua concorrenza è Fassino che comunque non sarebbe connesso in alcun modo con la vicenda delle Tangenti.
In aula Angelini ha confermato di aver dato 500 mila euro a Forza Italia, sotto forma di finanziamento al partito, e di una richiesta per una cifra sensibilmente inferiore che gli fu fatta anche da Alleanza Nazionale.