Masciarelli-Taormina e il dossier che non conosceremo mai

Alessandro Biancardi

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Masciarelli-Taormina e il dossier che non conosceremo mai
ABRUZZO. E’ stato forse uno dei momenti più “intensi” di questa estate e che ha tenuto desti moltissimi parlamentari nel bel pieno del solleone. La notizia della esistenza di un fantomantico dossier scottante per i suoi contenuti l’ha rivelata l’ex senatore forzista e avvocato Carlo Taormina in un momento preciso della storia.
Era stato “inspiegabilmente” scaricato da Giancarlo Masciarelli, l'ideatore del sistema delle cartolarizzazioni e l'uomo che ha tenuto rapporti con le banche, che spingeva poi per conto di Del Turco per favorire la Deutsche Bank, l'uomo che è riuscito ad essere una preziosa risorsa sia per il centrodestra che per il centrosinistra fino al suo arresto dell' ottobre 2006.
Masciarelli dopo essere finito ai domiciliari lo scorso 14 luglio ha invece preferito, come molti degli altri indagati, l'avvocato Giuliano Milia che era stato la sua prima scelta anche nel 2006, poi sostituito dopo pochi giorni con Taormina.
All'epoca si discusse molto perché era impossibile non vedere il mondo politico di Forza Italia dietro la nomina del prestigioso avvocato.
Ma evidentemente i rapporti con il partito erano ben saldi e Masciarelli aveva assi nella manica.
Nel settembre del 2007 l'ex uomo Fira si recò a Roma ad [url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=12281]incontrare Berlusconi[/url], un incontro che potrebbe oggi spiegare molte più cose di allora.
Quella notizia, seppure mal digerita, non è stata mai smentita pubblicamente da Masciarelli che ha continuato a mantenere rapporti importanti con la politica anche dopo i primi arresti.
La sua ambiguità politica (giustificata dal profondo credo «non sono né di destra né di sinistra ma del partito dei soldi») arriva fino al luglio 2008 quando presta la sue competenze finanziarie per l'imprenditore Vittorini nella turbolenta trattativa per acquistare la Sanatrix dell'imprenditore Angelini.
Masciarelli, dal canto suo ha detto che il dossier non esiste. Le 70 pagine scritte a mano dall'ex presidente della Fira, la Finanziaria Regionale, nella quale verrebbero raccontate le tangenti all'epoca della prima cartolarizzazione, fino al 2004 sarebbero in realtà appena «4 paginette».
Ma Taormina non indietreggia e assicura: «c'é tutto: Docup, prima e seconda cartolarizzazione, persone coinvolte e protezioni giudiziarie. Ne ho parlato con i pm, ma non posso divulgare i dati: commetterei un reato».
L'esistenza di questo dossier, però, sarebbe stata confermata anche dal giornalista che ha pubblicato la notizia: il cronista si è chiuso dietro il segreto professionale sulla fonte che glielo ha fatto esaminare. «Il professor Taormina nega di essere la fonte», ha detto il procuratore Trifuoggi, «comunque se esiste, ce l'ha lui….»
Che Taormina avesse il dente avvelenato lo si può supporre per non essere stato ricandidato e dunque volesse farsi notare.
Ma la boutade sembra tanto l'ennesimo messaggio cifrato lanciato in questa complicata storia.
Sta di fatto che Cicchitto e Verdini di Forza Italia si sono molto risentiti per le presunte “verità del dossier” (milioni e milioni di mazzette finite nelle tasche dei «politici di destra e sinistra»).
Che logica ci può essere dietro un braccio di ferro con un'arma spuntata dalle falsità?
Proprio per questo almeno dal punto di vista logico Taormina non poteva non dire spezzoni di verità citando fatti precisi e circostanze con l'unico scopo di far capire proprio ai diretti interessati che Masciarelli sapeva. Che lui sapeva.
Si è anche parlato di una presunta querela proprio da parte di Verdini e Cicchitto contro Taormina.
Ma siamo davvero sicuri?
Il presunto dossier cercato dalla procura di Pescara non è stato trovato e tecnicamente potrebbe non essere sequestrato perché “memoria difensiva” e carteggio tra indagato e difensore.
Nell'eventuale processo per diffamazione invece, diventando corpo del reato, quelle pagine potrebbero essere prelevate dagli inquirenti… sempre che esistano e sempre che le si trovi.
A questo punto diventerebbe pubblico il suo contenuto.
Ma siamo davvero sicuri che convenga alla politica?
09/09/2008 8.01