Sanità e tangenti. Udienza sospesa, si riparte domani mattina

Alessandro Biancardi

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Sanità e tangenti. Udienza sospesa, si riparte domani mattina
LA DIRETTA DELLA GIORNATA. PESCARA. Sarà il giorno più importante dopo quello degli arresti, 14 luglio 2008, data che è entrata nella storia perché segna la fine del governo del presidente Ottaviano Del Turco e che ha visto portare in carcere 10 persone con accuse gravissime. La procura ha accertato tangenti per 15 milioni mentre si dice certa che altri 21 milioni siano stati occultati perché di «provenienza illecita». GUARDA IL RACCONTO FOTOGRAFICO DELLA MATTINATA
Questa mattina i giornali e le televisioni di tutta Italia saranno nuovamente al tribunale di Pescara per raccontare la giornata e gli eventuali colpi di scena.
La scaletta prevede l'inizio della udienza che servirà per cristallizzare le confessioni di Vincenzo Angelini in regime di contraddittorio affinchè quelle denunce possano essere prodotte nel futuro processo e costituire una "prova".
Ieri si sono rincorse moltissime voci e sembrerebbe che alla fine l'ex presidente Del Turco sarà presente e non si lascerà probabilmente sfuggire l'occasione per parlare con i giornalisti e raccontare la sua verità. Lui stesso all'uscita dal carcere di Sulmona disse: «parlerò solo dopo l'incidente probatorio».
E' data per probabile anche la presenza di altri indagati.
Il gip ha richiesto la registrazione anche video, evidentemente per scrutare meglio espressioni, tic, sguardi ed altri dettagli che potranno risultare utili alla comprensione generale delle dichiarazioni.
Ieri pomeriggio l'ultima riunione del collegio difensivo che comprende tutti gli avvocati degli indagati chiamati a partecipare alla udienza di oggi (18 su 35 indagati).
L'obiettivo sarebbe quello di prendere più tempo possibile e di rallentare il processo di formazione della prova.
Secondo quanto riferito da alcuni avvocati ieri, all'inizio della udienza sarà presentata una istanza di astensione nei confronti del gip Maria Michela Di Fine che presiederà questa che è a tutti gli effetti una udienza anticipata del futuro processo.
I difensori sostengono che il giudice si sia già pronunciata sulla colpevolezza degli indagati e che dunque abbia formulato già un giudizio chiaro. Questo darebbe agli avvocati la facoltà di chiederne l'astensione.
A questo punto è probabile che il gip rigetti tale richiesta e prosegua l'udienza che potrebbe essere ostacolata da una ulteriore richiesta di "ricusazione del giudice".
L'ulteriore richiesta aprirebbe un procedimento presso la Corte d'Appello dell'Aquila parallelo volto a conoscere se il gip Di Fine sia realmente adatto a presiedere l'udienza oppure no.
A questo punto il gip potrebbe o fermare l'udienza per ragioni di opportunità in attesa che la Corte d'Appello si pronunci oppure continuare con l'udienza.
Si è parlato anche di una ulteriore richiesta degli avvocati proponendo "eccezione di incostituzionalità della norma" che prevede che sia lo stesso gip a presiedere l'udienza di incidente probatorio.
Ma a questo riguardo il codice parla chiaro così come alcune sentenze di Cassazione.
Angelini ad ogni modo dovrà ripetere quanto già detto davanti ai pm e dovrà rispondere alle domande dell'accusa, del gip e, se vorranno, anche degli avvocati difensori.
08/09/2008 8.06

8.55 DEL TURCO E' ARRIVATO


E' arrivato con quasi 45 minuti di anticipo l'ex presidente della Regione Ottaviano Del Turco. Al suo ingresso in Tribunale non si è sottratto alle domande dei giornalisti e ha ostentato tranquillità.
Ha ammesso che in queste ore sta vivendo «il piu' sereno» dei suoi stati d'animo.
Ha sostenuto che è da «molti decenni a questa parte» che non stava così bene.
«Spero - ha detto ancora - di poter dare un po' di risposte, dopo due mesi. Se guardo
agli altri grandi processi abruzzesi tremo un po' per i tempi - ha aggiunto - ma spero che le cose si possano chiarire prima. Saro' molto attento - ha concluso - perche' ho visto molte contraddizioni»
Insieme a Del Turco è arrivato anche il fotografo istituzionale della Regione.

9.00 ALTRI ARRIVI IN TRIBUNALE

Oltre a Del Turco, assistito dagli avvocati Giuliano e Roberto Milia, sono gia' arrivati a Palazzo di Giustizia, accompagnati dai legali, gli altri arrestati nell'ambito della stessa inchiesta e cioe' gli ex assessori Antonio Boschetti e Bernardo Mazzocca, il suo ex segretario Angelo Bucciarelli, l'ex capogruppo del Pd in Regione, Camillo Cesarone, l'ex presidente della Fira (la Finanziaria della Regione Abruzzo), Giancarlo Masciarelli, l'ex manager della Asl di Chieti, Luigi Conga, l'ex rappresentante della Humangest, Gianluca Zelli, e l'ex segretario della presidenza della Giunta regionale, Lamberto Quarta. Da qualche minuto e' giunto anche l'ex presidente della Regione Abruzzo, Giovanni Pace, predecessore di Del Turco, che e' indagato nello stesso procedimento.
Tutti gli indagati in questo momento si trovano nell'aula 1 del Tribunale in attesa che l'incidente probatorio abbia inizio.
I giornalisti sono tenuti a debita distanza. E stato organizzato un cordone di vigilantes che impedisce di avvicinarsi all'aula.

9.12. PACE ASPETTA IL RACCONTO DI ANGELINI

«Non sono mai stato menzionato da nessuno, nemmeno da Angelini», ha detto Giovanni Pace al suo arrivo in Tribunale.
«Angelini», ha detto ancora l'ex governatore, «ha detto che un signore gli avrebbe consigliato di darmi 100 mila euro perché avrei potuto vincere le elezioni. Angelini ha preso i soldini e li ha dati ad un altro signore perché li consegnasse a me. Io non c'entro nulla in questo meccanismo, tant'è che il gip ha respinto la richiesta degli arresti domiciliari».
Adesso Pace si augura che Angelini confermi questa versione. «Se così sarà e non aggiungerà altro questa sera sarò a festeggiare con donne e champagne».



9.16. E' ARRIVATO ANCHE ANGELINI

E' arrivato in Tribunale anche Vincenzo Maria Angelini. Il re della clinica Villa Pini, il grande accusatore, ha impiegato circa cinque minuti per raggiungere l'aula, assediato da una quarantina di giornalisti. Si è scusato con loro ma ha spiegato che non ha intenzione di rilasciare dichiarazioni.
Con il suo ingresso in aula Angelini ha visto per la prima volta dall'arresto il presidente Del Turco e gli altri indagati, finiti in galera dopo le sue rivelazioni.
Tramite il suo avvocato, Sabatino Ciprietti, ha gia' fatto sapere che ripetera' punto per punto, nel corso dell'ottavo interrogatorio, cio' che ha gia' detto precedentemente agli inquirenti, il procuratore capo Nicola Trifuoggi e i pm Giuseppe Bellelli e Giampiero di Florio. Angelini siederà di
fronte al gip che ha firmato le ordinanze di custodia, Maria Michela Di Fine.
All'udienza possono assistere tutti gli indagati ma non possono fare domande direttamente al loro accusatore.

9.20 PRIME FRECCIATE A DEL TURCO

Jeans e giacca sportiva, scortato dal suo legale, Angelini ha lasciato intendere che confermerà tutto quello che ha già detto. Ai giornalisti che lo hanno tempestato di domande e che gli hanno detto che Del Turco è arrivato in Tribunale solo per guardare il suo accusatore negli occhi il re delle cliniche private ha risposto: «evidentemente non ha niente di meglio da guardare».
Angelini ha detto che parlerà con la stampa «quando la tecnica giudiziaria del processo me lo consentirà» e poi ha spiegato di aver trascorso gli ultimi due mesi, dal momento in cui sono stati eseguiti degli arresti, «in clinica, a lavorare, blindatissimo nel mio ufficio, come sempre».



9.35 IL POOL DI PM TACE

Arrivati in aula 1 anche il procuratore Nicola Trifuoggi, i sostituti Giuseppe Bellelli e Giampiero Di Florio. Loro non hanno rilasciato dichiarazioni alla stampa.
Sono tre le questioni fondamentali che saranno approfondite nel corso dell'incidente probatorio: le condotte degli indagati, circostanze e modalita' relative alle richieste di denaro o di altre utilita'
nei confronti di Vincenzo Angelini, alle promesse e alle consegne di denaro; i rapporti tra gli indagati e Vincenzo Angelini; i fatti e le vicende relative alla prima cartolarizzazione ed ai rapporti di Angelini con la Regione Abruzzo e con la Asl di Chieti dal 2003 al luglio 2008, alle sponsorizzazioni Humangest 2005-2006, alle vicende delle case di cura del gruppo 'Villa Pini' nel periodo in questione e ad altri fatti riferiti ad Angelini nel corso delle spontanee dichiariazioni ai pm nei mesi scorsi.

9.50 «IL GIP DEVE ASTENERSI»

Come era stato preannunciato, il difensore dell'imprenditore Gianluca Zelli - ex presidente Humangest - Ernesto Rodriguez, prima di entrare in aula ha confermato che in avvio di incidente
i difensori presenteranno al Gip Maria Michela Di Fine l'invito ad astenersi dall'udienza, per incompatibilità nel ruolo di presidenza dell'incidente probatorio.
In caso contrario - ha detto Rodriguez - sarà presentato ricorso alla Corte di Appello dell'Aquila.

11.36 MOMENTI D'ATTESA

Momenti d'attesa in Tribunale. Tutto è calmo, qualche indagato è uscito dall'aula per andare in bagno e nulla più. Pare che nell'aula 1 si sia fermi alla prima fase dell'incidente probatorio e non si sa se gli avvocati difensori abbiano già presentato le richeste di astensione, ricusazione e incostituzionalità.

11.40 DEL TURCO ESCE DALL'AULA PER QUALCHE MINUTO

Qualche secondo di pausa se l'è presa anche l'ex presidente della Regione Ottaviano del Turco che ha lasciato l'aula uno per poi farvi ritorno poco dopo.
I giornalisti hanno approfittato per fargli qualche domanda e lui non si è sottratto, sebbene sia stato un po' evasivo. Alla domanda se avesse visto Angelini ha risposto: «si, l'ho visto…l'ho visto…».
Sulle dichiarazioni del re delle cliniche nel corso dell'incidente probatorio l'ex governatore ha detto: «e cos'altro doveva dire..», lasciando intendere che abbia confermato la sua versione dei fatti.

11.49. ISTANZA DI INCOSTITUZIONALITA' VERSO LA CORTE D'APPELLO

I legali difensori degli indagati presenti questa mattina in aula avrebbero già presentato un invito diretto al gip Maria Michela Di Fine di autosospendersi dall'incidente probatorio.
Il giudice per le indagini preliminari avrebbe rigettato l'invito e quindi sarebbe stata già indirizzata alla Corte di Appello dell'Aquila l'istanza di incostituzionalità del suo ruolo in udienza come preannunciato alla vigilia dal collegio difensivo.

12.00 CONFERMATA RICUSAZIONE

E' arrivata la conferma in questi minuti della presentazione da parte degli avvocati difensori della ricusazione del gip Di Fine. Sarà quindi adesso la Corte d'Appello a dover stabilire se il gip possa essere presente nel corso dell'incidente probatorio. Ora si sta cercando cerca di capire se l'udienza di questa mattina possa andare avanti o debba essere sospesa per motivi di opportunità.
La risposta della corte d'Appello potrebbe arrivare non prima di una settimana.
La notizia l'ha confermata l'avvocato Giuseppe Lettieri, difensore di Gianluca Zelli, ex presidente Humangest, finito nell'inchiesta per una "sospetta" sponsorizzazione di 20 milioni di euro

12.30 UDIENZA SOSPESA

Alle 12.20 il gip Maria Michela Di Fine ha deciso di sospendere l'udienza e si è ritirata per decidere su sei eccezioni: l'astensione, la ricusazione, una eccezione di costituzionalità sulla norma, la
nullita' dei provvedimenti ammissivi dell'incidente probatorio e l'incompetenza territoriale e omissione di notifica ai difensori dell'indagato Pietro Anello.
Ancora una volta, all'uscita dal Tribunale Del Turco ha parlato e ha detto ai giornalisti: «non fatemi ripetere un'altra volta la frase “beato chi è nato a Collelongo”, perché adesso io vado lì e ci rivediamo domani mattina alle 9.30, ed effettivamente sento di avere un privilegio».
Gli avvocati sembrano abbastanza tranquilli anche se oggi quello che doveva succedere non è successo. Angelini non ha avuto modo di confermare le sue accuse ma ci si è fermati solo ad una prima fase dell'incidente probatorio.



12. 45. DEL TURCO: «ANGELINI TESO E DIMAGRITO»

Rispondendo a delle domande dei giornalisti Del Turco ha detto di aver trovato Angelini «teso» e ha detto di non aver scambiato «nemmeno una parola. Ma l'ho guardato in faccia».
«Mi è parso molto dimagrito», ha aggiunto, «si vede che deve aver sofferto molto in questo periodo».
Del Turco ha anche ricordato che quella di questa mattina è stata la prima occasione di essersi ritrovato assieme a tutti gli indagati.
Clima sereno, sguardi e qualche pacca sulle spalle tra gli indagati. Nell'uscire Quarta, Del Turco e Masciarelli sono scesi nei sotterranei dove c'è il parcheggio riservato agli avvocati. Ancora lì del Turco ha continuato a rispondere alle domande di alcuni giornalisti che lo avevano seguito e ha ribadito la sua assoluta tranquillità.

15.42 TRIFUOGGI:«PERDITA DI TEMPO, NON CAPISCO GLI INDAGATI…»

Avvicinato dall'Ansa il procuratore di Pescara Nicola Trifuoggi non usa mezzi termini: «il rinvio dell'udienza a domani mattina è solo una perdita di tempo».
Il Gip Di Fine si è riservato di rispondere domani alle eccezioni presentate in blocco dai legali dei difensori, tra i quali la sua incompatibilità ambientale.
«Le istituzioni, l'opinione pubblica e la stessa politica vogliono sapere la verità, nel più breve tempo possibile previsto nella ragionevole durata del processo - ha detto Trifuoggi ai giornalisti dopo il rinvio dell'udienza - Proprio non riesco a capire: prima gli indagati chiedono di poter parlare con Angelini, poi i difensori impediscono l'incidente probatorio. Tanto se anche le eccezioni dovessero essere fondate, noi rifaremmo la richiesta di incidente, ci sarebbe un altro Gip e ricominceremmo. Secondo me la richiesta è infondata», ha concluso il capo della procura pescarese.

16.15 TUTTI GLI INDAGATI FANNO FRONTE COMUNE

«C'é una sentenza della Corte di Cassazione del 2001 che analizza un caso analogo a Brescia. In quel caso la Corte non ebbe dubbi: è pacifico che il Gip che ha emesso le ordinanze presieda l'incidente probatorio».
Il procuratore Trifuoggi ne è certo: esistono precedenti decisioni che avrebbero potuto far risparmiare una mattinata.
D'altronde è vero che lo scopo dei difensori era quello di prendere tempo anche per studiare la montagna di carte che la procura ha raccolto durante le indagini (che non sono terminate), si parla di 44 faldoni di documenti.
«Anche perché - ha proseguito - sono esclusi profili di illegittimità: questo abbiamo detto in aula. Mi chiedo perché la difesa abbia scelto questa strada. L'incidente probatorio non é un 'contro-interogatorio', il Gip pone solo domande sulla base di una scaletta, che ratificherà».
Angelini come detto dovrebbe ripetere le sue dichiarazioni ma senza subire un interrogatorio spesso più duro e che serve per escutere testimoni o coimputati da parte dei difensori per far emergere linee difensive o accusatorie.
Per la Procura si tratta di una inspiegabile strategia dilatoria: «Nell'interrogatorio di garanzia nel carcere di Sulmona Del Turco iniziò a parlare della politica sanitaria del governo Berlusconi nel 2001, ma a noi la cosa non interessava, non eravamo lì per ascoltare lezioni del genere - ha continuato Trifuoggi -. Quando poi andammo sullo specifico dell'inchiesta, si avvalse della facoltà di non rispondere. Per poi successivamente leggere sui giornali che non vedeva l'ora di ascoltare Angelini... .Adesso il suo avvocato fa follie per non far sentire Angelini. E in seguito Del Turco non ha mai chiesto di essere riascoltato da noi. Non so proprio cosa fare...», ha insistito il capo della procura pescarese.
Trifuoggi poi si è soffermato su un aspetto non secondario della presentazione delle eccezioni: «Uno dei legali ha parlato in aula a nome di tutti i difensori, nessuno si è dissociato, anche dopo mia specifica richiesta».
Che la strategia fosse comune e unitaria si era capito nei giorni scorsi in seguito alle “faticose” riunioni che i difensori hanno tenuto nello studio dell'avvocato Milia per concordare le varie mosse.
Dunque, tutti gli indagati seguiranno la medesima linea, nessuno ha pensato né di dissociarsi né di impostare una linea diversa.
Stesso discorso anche per quegli indagati di “seconda linea” accusati di reati e fatti minori.