Arit, ecco i consulenti "fantasma" con il doppio incarico all'Unite

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Come era prevedibile ancora tanta preoccupazione e silenzio assoluto sui nomi dei consulenti fantasma mai dichiarati come, invece, prevede un preciso obbligo del Ministero. Iniziano a farsi strada, però, fantomatiche teorie che vorrebbero in realtà dimostrare che l'obbligo preciso non vi sia.

ABRUZZO. Come era prevedibile ancora tanta preoccupazione e silenzio assoluto sui nomi dei consulenti fantasma mai dichiarati come, invece, prevede un preciso obbligo del Ministero. Iniziano a farsi strada, però, fantomatiche teorie che vorrebbero in realtà dimostrare che l'obbligo preciso non vi sia.
Una tesi ardita che qualcuno sta facendo circolare all'Arit probabilmente per mettere le mani avanti, una interpretazione quanto mai singolare se non fosse che le migliaia di amministrazioni pubbliche in tutt'Italia, invece, quell'obbligo lo hanno recepito ed applicato.
Intanto, oggi le stanze dei direttori dell'Agenzia regionale sono quasi tutte vuote mentre serpeggia un certo malumore da parte dei moltissimi cococo che esistono, che lavorano, prendono lo stipendio ma che sono a tutti gli effetti dei "fantasmi"… persino per il ministro Brunetta.
Dunque, vista l'assoluta mancanza di volontà da parte dell'amministrazione pubblica di dichiarare quali siano i nomi dei consulenti, proviamo a chiarire un po' qualche aspetto della gestione del personale che da sempre, anche col precedente governo regionale, è stata fatta.
Clientele pure e sfacciate perché facilmente rintracciabili nella rete di interessi, della politica, tra i familiari di questo o quella persona vicino a questo o quel politico.
Una spartizione quasi matematica da far invidia al manuale Cencelli.
E mentre c'è chi si consiglia con "i vecchi" saggi della propria "parrocchia", la politica sta cercando la via di fuga -non certo dai nostri articoli- quanto dalle verità che stanno emergendo in sede di indagine penale sulle clientele.
Non è certo un mistero che il direttore generale, Ernesto Esposito, è vicino ai Ds, parrebbe area Verticelli e non dimentichiamoci che è cognato dell'attuale sindaco di Roseto. Nominato direttamente dalla giunta Del Turco (assente Verticelli).
Invece, la direttrice amministrativa, Lucia Del Grosso, non può certo smentire di essersi candidata alle scorse elezioni, sempre nella stessa area (parrocchia dell'attuale assessore Donato Di Matteo).
Ha risposto ad un avviso pubblico.
E il direttore tecnico Vincenzo Consorti?
Lui ha simpatie per la ex Margherita, è vicino all'attuale deputato Tommaso Ginoble. E' figlio di un ex sindaco per molti anni di Isola Del Gran Sasso nonché nipote di un ex assessore regionale. Anche lui ha risposto ad un avviso pubblico.
Nulla di irregolare, sia ben chiaro: ognuno ha libertà di avere le proprie idee politiche… ma in presenza di coincidenze anche i dubbi sono altrettanto leciti.
Per esempio, Consorti ha avuto diversi incarichi, vista la sua professionalità, ma sempre nel pubblico: è ex consulente all'Università di Teramo, è consulente a Molisedati (l'equivalente dell'Arit in Molise), professore a contratto all'Università di Cassino, consulente al Politecnico di Milano.
Siccome però in questi anni bisognava raccogliere voti ed il miglior modo è quello di trovare un posto di lavoro si è fatto spazio tra le stanze dell'agenzia e si sono infilate sempre più scrivanie e sempre più persone… raccomandate.
Non si spiega altrimenti l'inottemperanza della pubblicazione dei consulenti imposta dal Ministro.
Che dire allora del consulente fantasma Antonio Di Napoli che in un solo trimestre del 2006 ha guadagnato poco più di 9mila euro?
Di cosa si è occupato?
«Consulenza per conto dell'Arit nell'ambito del progetto Si-II-12 "Infrastruttura di interconnessione sicura della Comnet-ra" previsto nel II atto integrativo relativo all'Accordo di programma quadro sviluppo della società dell'informazione della regione Abruzzo». Dunque consulente "fantasma" a tutti gli effetti. E' poi solo marginale precisare che è anche «collaboratore» della Università di Teramo,  proprio come il suo
direttore Consorti. Nella lista in possesso di PrimaDaNoi.it figura anche
Daniela Musa che è consulente nell'ambito del progetto SI-II-08 "centro servizi territoriali", SI-II-09 "rete e medici di medicina generale" e SI-II-11 "centro servizi per l'archiviazione documentale". Consulente anche lei, e anche lei lavora all'Università di Teramo.
Se non ha il rientro inizia a lavorare dopo le 14 all'Arit, altrimenti dopo le 17.
C'è poi Domenico Cecchini consulente Ict Arit ed anche lui sistemato in pianta organica dell'Università di Teramo. 
Anche lui come il prof Consorti.
Si aggiunge al drappello anche Alessandro Marcandalli.
Tutti i consulenti stipendiati con soldi pubblici ma che non figurano nell'elenco ufficiale pubblicato sul sito.
La domanda semplice è: perché?
Non sarà forse il caso di chiarire come è possibile trovare tanti lavoratori dell'Università consulenti all'Arit?
Qui si parla di interesse pubblico, di diritto alla trasparenza, di inottemperanza a norme amministrative (di quelle penali si occupa la magistratura competente), di attività amministrativa efficiente e di costi adeguati.
Insomma l'argomento pare più che rilevante.
La politica ha l'obbligo di fornire risposte e chiarimenti ai cittadini.
La nostra lista sui consulenti fantasma è ancora lunga.

05/09/2008 15.24

I CONSULENTI DELL'ARIT SECONDO IL DOCUMENTO PUBBLICATO DALL'AGENZIA 

[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=16609]L'ARTICOLO DI IERI[/url]

[url=http://bura.regione.abruzzo.it/nuovo2/singolodoc.aspx?link=sm_file_017001.htm]IL BANDO PUBBLICO PER IL DIRETTORE TECNICO[/url]

[url=http://bura.regione.abruzzo.it/nuovo2/singolodoc.aspx?link=sm_file_020792.htm]IL BANDO PUBBLICO PER IL DIRETTORE AMMINISTRATIVO[/url]