Sanità: nuove tasse? Paolini trema insieme all’Abruzzo

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. La situazione economica abruzzese è estremamente pesante ed un ulteriore appesantimento della pressione fiscale avrebbe ripercussioni negative sull'intero sistema produttivo.
Intorno a questi argomenti si sono trovati unanimemente concordi tutti i partecipanti al tavolo delle parti sociali che, convocato dal vice presidente vicario Enrico Paolini, si è tenuto questa mattina, a Pescara, nella sede di viale Bovio.
La riunione è stata convocata alla vigilia dell'incontro che Paolini dovrebbe avere il 12 settembre prossimo in sede di Consiglio dei Ministri ed al termine del quale dovrebbe essere scritta la parola definitiva sulla vicenda del debito sanitario.
Al tavolo odierno hanno partecipato i segretari regionali di Cigl, Cisl, Uil, Ugl, nonchè i dirigenti di Confindustria, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Ance, Cna e Cia.
E' stato riconosciuto il grande impegno del vice presidente vicario Paolini e del suo staff nella ricerca di una soluzione alternativa a quella dell'imposizione di nuove tasse ed è stato anche concordato di stilare un documento congiunto da inviare al Governo prima della riunione del 12 in modo tale da metterlo nelle condizioni di «comprendere meglio quelle che sono le reali neccessità dell'Abruzzo in una situazione così particolare dal punto di vista politico ed economico quale è quella che sta vivendo».
Un altro punto emerso è che, al di là dell'emergenza di questi giorni, il problema sanità dovrà essere «affrontato con un grande senso di responsabilità dal prossimo governo regionale» che, quindi, sarà chiamato «a fornire risposte definitive rispetto ad una serie di tematiche: dai piccoli ospedali alla sanità privata, dal numero delle Asl alle liste d'attesa».
Sempre in relazione al piano di risanamento, è stato proposto di accelerare il processo di ricontrattazione del rapporto con la sanità privata, ritenuta dai presenti «una partita decisiva con ricadute non sole economiche ma anche di carattere sociale rispetto ai problemi occupazionali». Infine, è stata anche ventilata l'ipotesi di organizzare una civile manifestazione, di fronte a Palazzo Chigi, da tenersi prima di venerdì 12, per sottolineare «la compattezza delle forze sociali e produttive» della regione di fronte ad un problema così sentito dalla totalità delle famiglie, dei lavoratori e delle imprese.

LE REAZIONI: CASTIGLIONE (AN)

«Quello che Paolini cerca di far credere – osserva il capogruppo di An, Castiglione – è che la decisione del governo sia meramente discrezionale, ammettendo, bontà sua, che tale escamotage contabile presenti qualche rischio, ovvero che tali crediti non vengano riscossi, ma chiedendo fiducia, come se la politica possa cancellare anni e anni di inettitudine, e minacciando persino ritorsioni. La verità – conclude Castiglione – è che Paolini avrebbe dovuto assumere tali iniziative e mostrare la stessa determinazione nei tre anni che l'hanno visto silenzioso e accondiscendente vice presidente della giunta piuttosto che aspettare che la Regione si affacciasse sul baratro del fallimento».

PAGANO (FI):«DEBITI DELLA SANITÀ: TENTATIVO MALDESTRO DELLA GIUNTA»

«Nessuno vuole nuove tasse per l'Abruzzo, ma il presidente vicario Paolini non può mettere “le mani avanti”: la bocciatura ricevuta a Roma è puramente tecnica ed assolutamente logica». Così Nazario Pagano, Capogruppo regionale di Forza Italia.
«Mi sembra normale – spiega Pagano – che i tecnici del ministero abbiano eccepito che i famosi 100 milioni che la Regione ritiene di non dovere alle cliniche private si possano scomputare dal debito solo dopo che saranno stati effettivamente recuperati dal contenzioso, sicuramente non facile, con le cliniche stesse…Pertanto – continua Pagano – la decisione che dovrà prendere il Governo non è solo “politica” – come dice Paolini, lasciando intendere che potrebbe essergli ostile per spirito di parte – ma anche tecnica e non potrà prescindere da quanto rilevato dai funzionari del ministero. Alla fine – conclude Pagano – spero però che prevalgano proprio le valutazioni politiche e il Governo Berlusconi possa evitare all'Abruzzo l'ennesima batosta, dopo quelle già inflittegli dalla Giunta Del Turco».


04/09/2008 13.46