Sanità. Uil:«il Governo decida con saggezza»

Alessandro Biancardi

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L’INCUBO DI NUOVE TASSE. ABRUZZO. Nell’attesa di saperne di più sull’incontro romano di ieri (il vicepresidente vicario Paolini se la prende comoda e decide di raccontare l’incontro domani mattina) c’è apprensione sul futuro dell’Abruzzo.
Il terremoto giudiziario scoppiato, oltre allo strascico di angosce e verità, si trascina dietro anche un futuro plumbeo legato alla diretta amministrazione di questa regione gravata da problemi decennali irrisolti e dal debito sanitario accumulato a causa di scellerate amministrazioni (abbiamo scoperto non esenti da presunti reati gravissimi).
Ora, però, è il governo a decidere se pareggiare i conti con l'imposizione di nuove tasse agli abruzzesi oppure “graziare” Paolini ed il commissario Lalli per «il mese di duro lavoro» per preparare carte e prove di “ravvedimento”.
Ma è probabile che tutto sia arrivato fuori tempo massimo… bisognava forse pensarci prima.
Nulla lo impediva.
Così sui cittadini ora c'è la fondata probabilità che ricadano nuove tasse che non faranno affatto bene all'economia in affanno che sfianca l'Abruzzo.
La Uil Abruzzo prova a lanciare messaggi al governo Berlusconi perché c'è tra l'altro anche tutta una serie di pesi e contrappesi politici che potrebbero incidere sulla decisione del consiglio dei ministri.
«Ci auguriamo che il Governo valuti tutti gli aspetti della questione e decida con saggezza», si augura Roberto Campo, segretario regionale.
«Non dimentichiamoci che la rigidità dei piani di risanamento è riconosciuta anche da centri studi governativi, richiede modifiche sostanziali a questi strumenti. La sanzione in caso di inadempienza dell'ente Regione non può più essere scaricata sui contribuenti sotto forma di tasse aggiuntive, perché così si danneggia gravemente l'economia regionale e diminuisce la capacità di reazione del territorio colpito».
Inoltre sulla voragine dei conti incide anche una parte che dipende da entrate minori (per circa 80 milioni) di quanto previsto nel piano di risanamento: «una prova in più dell'effetto depressivo causato dalla tassazione eccessiva di salari, pensioni e imprese», sostiene Campo.
«Anche l'aumento del debito è una prospettiva di difficile sostenibilità», conclude il sindacalista, «considerando che già le cartolarizzazioni gravano sul bilancio ordinario in aggiunta alla spesa sanitaria e che la promessa governativa della diminuzione del loro peso, mediante l'intervento della cassa depositi e prestiti, non si è ad oggi concretizzata».
Tra le altre cose l'Abruzzo è la regione italiana che è andata peggio nel decennio in corso dal punto di vista dell'economia e dello sviluppo.
«Le decisioni sul caso Abruzzo», spiega ancora Campo, «dovranno essere in armonia con il più complessivo disegno di realizzazione del federalismo fiscale che a breve dovrà essere presentato, che a sua volta dovrà assicurare a tutte le regioni, anche tenendo conto delle loro diversità oggettive, risorse adeguate che, se spese correttamente, paghino buoni servizi per i tutti i cittadini».
Infine, la Uil regionale si augura che il Governo «consideri importante per il Paese che una regione come l'Abruzzo, che nel recente passato ha rappresentato la prova tangibile della possibilità di uscire dal sottosviluppo, superi il declino che sta vivendo in questi ultimi anni e riprenda il suo cammino».

03/09/2008 15.02