Gli Hospice in grave ritardo, dove sono finiti i 4.350.000 euro disponibili dal 1999?

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Oltre 4 milioni e 350mila euro stanziati dal Governo nel 1999 per la realizzazione degli Hospice dove curare i malati terminali di tumore, nessuna struttura funzionante in Abruzzo, salvo Pescara.

E molte promesse disattese dalla Regione, nonostante gli impegni assunti anche in consiglio regionale dall’allora assessore alla sanità Lanfranco Venturoni. Rispondendo all’interpellanza urgente sull’argomento da parte del consigliere Antonio Saia, Comunisti italiani, così si espresse Venturoni giusto un anno fa:«Quali sono le cause di tale grave ritardo per la realizzazione degli Hospice? I fondi sono stati assegnati e mi sembra che i direttori generali dovevano realizzare queste opere e che non le hanno realizzate sono andati a casa».

 Ci dobbiamo aspettare altri licenziamenti di manager, oppure ad un anno di distanza la situazione è cambiata? Il quadro illustrato da Venturoni era questo: Hospice di Pescara, concluso e di recente attivazione, a Chieti, Teramo e Avezzano aggiudicazione dei lavori in corso, a Torrevecchia Teatina e Lanciano Hospice in corso di realizzazione.

All’Aquila gara in corso di aggiudicazione, poi sospesa per il terremoto. La richiesta di attivazione degli Hospice è stata ripetuta dallo stesso Saia anche al sub commissario Baraldi, ma i risultati pratici in Abruzzo non si sono visti. E così, a due anni dalla prima interrogazione a risposta scritta proposta dai Comunisti italiani e ad un anno dalla conseguente presentazione di un progetto di legge a firma dello stesso Saia e di Maurizio Acerbo, Rifondazione comunista, tutto è legato ancora alla buona volontà dei medici che negli ospedali cercano di dare risposte a questi malati, tra un reparto della terapia del dolore ad una consulenza specialistica non finalizzata.

Eppure già nell’interrogazione del 31 marzo 2009, che doveva essere discussa proprio il giorno del terremoto e che quindi fu ripresentata ad ottobre in forma di interpellanza, il consigliere Antonio Saia aveva posto lucidamente il problema:«“non è certo colpa dell’assessore Venturoni in carica se non c’è traccia di Hospice, ma vogliamo sapere che fine hanno fatto i soldi stanziati e se sono ancora disponibili, visto che l’Abruzzo è agli ultimi posti in Italia in questo settore. E cosa pensa di fare la Giunta regionale di fronte a questo problema».

 La risposta di Venturoni fu rassicurante, ma come sappiamo siamo rimasti alle promesse, con grave ritardo nella realizzazione di queste strutture dedicate ai malati oncologici: «I fondi ci sono, sono rimasti gli stessi, le gare nella maggior parte sono già state aggiudicate e si stanno realizzando i lavori. Credo che questo, come lei ha ben detto, non è più un provvedimento rinviabile. Quindi credo che se i direttori generali tarderanno ulteriormente questa operazione, ma mi hanno garantito il contrario, prenderemo i provvedimenti che si prendono nei confronti dei direttori generali inadempienti».

s. c.  26/03/2011 8.36