Sanità, il Consiglio dei ministri deciderà sulle nuove tasse per l’Abruzzo

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «Riconoscimento del grande lavoro finora portato avanti dalla Regione in materia di debito sanitario sulle procedure di rientro adottate nei confronti delle cliniche private, ma rinvio al Consiglio dei ministri della decisione sull'incremento dell'imposizione fiscale».
È quanto emerso nella riunione tecnica che stamane il commissario dell'Agenzia regionale della Sanità, Giuliano Lalli, e i dirigenti della direzione Sanità della Regione hanno avuto a Roma con i tecnici del ministero dell'Economia.
«Pur lodando la decisa svolta che la Regione ha dato nell'attuazione del piano di rientro - ha spiegato il vicepresidente vicario Enrico Paolini - i tecnici del ministero sostengono che i crediti che la Regione vanta nei confronti delle cliniche private potranno essere scomputati dal monte debiti man mano che essi entreranno effettivamente nella disponibilità del bilancio regionale. Una decisione che di fatto lascia piena discrezionalità al Governo che a questo punto potrebbe decidere di aumentare l'imposizione fiscale per coprire il presunto debito di 294 milioni di euro».
Davanti ai tecnici del ministero dell'Economia, il commissario Lalli e i dirigenti della Regione hanno evidenziato la possibilità di richiedere indietro alle cliniche private la somma di 101 milioni di euro per prestazioni non dovute.
In questo modo, per vari motivi, il debito si ridurrebbe a 193 milioni e successivamente potrebbe essere richiesto un prestito speciale per coprire il deficit.
Di fronte all'interpretazione dei tecnici del ministero dell'Economia, il Governo, secondo il vicepresidente vicario, «avrebbe una forte discrezionalità politica».
«Se da un lato posso dirmi soddisfatto dei giudizi lusinghieri che sono stati dati al lavoro dell'Agenzia regionale e della Giunta regionale dal 22 luglio scorso - aggiunge Enrico Paolini - dall'altro non posso dirmi che preoccupato per una situazione che lascia piena discrezionalità politica al Governo in sede di Consiglio dei ministri. Da qui il mio personale appello a tutte le forze politiche di maggioranza e opposizione per evitare una soluzione che rischia di piegare l'economia dell'Abruzzo. Confermo infine - conclude il vicepresidente vicario - la mia indisponibilità a propormi quale commissario straordinario».

02/09/2008 17.56