Abruzzo Engineering, l'Antitrust bacchetta la Regione:«affidamento diretto»

Alessandro Biancardi

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Abruzzo Engineering, l'Antitrust bacchetta la Regione:«affidamento diretto»
  ABRUZZO. L'Antitrust ha segnalato nei giorni scorsi alcune anomalie sulle modalita' con le quali, testuali parole, «la Regione Abruzzo ha provveduto all'affidamento alla spa Abruzzo Engineering di alcuni servizi sul territorio».  
Gare d'appalto inesistenti ma affidamenti diretti che avrebbero «creato effettivo pregiudizio economico alle altre imprese attive nei settori di interesse di Abruzzo Engineering».
Concorrenti a bocca asciutta, quindi, con danni materiali rilevanti.
Ma di che servizi si tratta? C'è un po' di tutto, dalla sicurezza ambientale e territoriale, alla protezione civile, nonche' alla realizzazione, gestione e manutenzione di una rete telematica a banda
larga nel territorio regionale».
Una semplice "tirata d'orecchio" da parte dell'Autority che però colpisce al tempo stesso due colonne portanti dell'Abruzzo che al momento non godono proprio di buona salute.
Da un lato la Regione (che avrebbe tenuto il comportamento «anomalo»), ormai decapitata dopo gli arresti dello scorso 14 luglio per presunte maxitangenti nella sanità e, dall'altro lato, Abruzzo Engeneering (presunta favorita), la mega società mista messa in piedi proprio dall'allora presidente Ottaviano Del Turco nonostante ne fosse in vita una identica (l'Arit).
Su AE pendono due inchieste della magistratura e l'ex presidente Lamberto Quarta si è dovuto dimettere dopo l'arresto di metà estate.
Insomma una paternale dopo guai ben più seri potrebbe anche sembrare aria fritta.
Ma così non è, e basta leggere attentamente le accuse mosse.
La segnalazione dell'Antitrust e' stata pubblicata nel bollettino del Garante, in cui l'Authority precisa che in particolare «e' stato rilevato l'iter anomalo seguito dalla Regione per la costituzione
della societa' Abruzzo Engineering, ricondotto dalla stessa all'affidamento 'in house' in virtu' della prevalente partecipazione di capitale pubblico e il successivo affidamento diretto alla stessa
dei servizi in questione».
L'Autorita' garante della concorrenza e del mercato ribadisce dunque «l'esigenza di un uso corretto e circoscritto dell'istituto dell'affidamento in house».
Secondo l'Antitrust questo comportamento avrebbe determinato «un effettivo pregiudizio economico alle altre imprese attive nei settori di interesse di AE, le quali, nel rispetto dei generali principi di non discriminazione, parità di trattamento e trasparenza, avrebbero potuto offrire i medesimi servizi».
Ma c'era una prescelta.
Per questo l'Autorita' «auspica che le amministrazioni competenti, uniformandosi ai principi di concorrenza stabiliti dall'ordinamento comunitario e nazionale, tengano conto di tali osservazioni e si impegnino ad arginare la distorsione causata dal mancato ricordo alla procedura di gara per la scelta del socio privato, attivando una concorrenza per il mercato che assicuri la scelta dell'operatore piu' idoneo nel caso di specie ad offrire il servizio migliore al miglior
costo».
Resta da capire come è stato possibile che la Regione si sia lasciata andare ad uno "svarione" tanto eclatante.
In passato sono state molte le polemiche su Abruzzo Engineering proprio perché doppione di un ente già esistente e da tempo posto "in sonno", polemiche anche per il raddoppio dei costi di gestione e per la nomina a presidente del Cda del pluriincaricato Quarta.
A fare chiarezza su una serie di stranezze ci sta pensando la procura di Pescara che ha aperto un filone parallelo partito dalla mega inchiesta della sanità.

1/09/2008 8.22