Del Turco, è dimagrito di 7 chili e legge libri di Zavoli

Alessandro Biancardi

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SULMONA. Un altro sabato di carcere per l'ex presidente della giunta Ottaviano Del Turco. Questa mattina a fargli visita sono stati il fratello Alfiere e la compagna dell'ex governatore, Cristina D'Avanzo insieme al figlio Guido. ACCUSE ALLA PROCURA? "IL GIORNALE": «DUBBI SULLA SOLIDITÀ DELL'INCHIESTA»
I tre hanno usufruito di due ore di colloquio: sono entrati alle 8,30 e sono usciti alle 10,30.
Il figlio Guido, come ormai tutte le volte che lascia il penitenziario si è fermato a parlare con i giornalisti. Tono pacato e sereno ha spiegato che il padre «e' pronto al confronto con Angelini», ha detto, «ma non in sede di incidente probatorio».
Proprio nei giorni scorsi l'avvocato Giuliano Milia ha detto che il confronto dovrà necessariamente slittare in quanto lui non ha avuto ancora modo di leggere tutte le carte.
Sullo stato di salute di Del Turco il figlio ha aggiunto: «è tranquillo, sereno, sicuro delle sue ragioni e che prima o poi riuscira' a dimostrare la sua innocenza».
Del Turco, detenuto in custodia cautelare al carcere di Sulmona da 14 luglio scorso in questi giorni ha intrapreso la lettura del libro di Sergio Zavoli "Socialista di Dio", e' dimagrito di 7 chili per la dieta cui e' stato sottoposto e non perche' soffre di una qualche patologia.
«Mio padre e' contento che i magistrati sono al lavoro anche in pieno agosto - continua il figlio Guido - rinunciando alle ferie per seguire il caso con la massima celerita'. Proprio in questo senso - conclude il figlio - occorre lasciare lavorare in grande serenita' sia avvocati che magistrati, soprattutto in virtu' della pronuncia del tribunale del Riesame, attesa per i prossimi giorni».

02/08/2008 14.55

TUTTO SULL'INCHIESTA DELLA PROCURA DI PESCARA


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LE ACCUSE A DEL TURCO
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ANGELINI:«HO SEMPRE PAGATO A DESTRA E A SINISTRA»
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ACCUSE ALLA PROCURA? "IL GIORNALE": «DUBBI SULLA SOLIDITÀ DELL'INCHIESTA»

 Qualche
giorno fa il "giustizialista" Antonio Di Pietro lo aveva detto
: in arrivo bordate alla Procura da parte di politica e stampa. Aveva parlato di «azioni destabilizzanti» e addirittura di «allarme rosso».
Oggi "Il Giornale", della famiglia Berlusconi, torna sulla vicenda Del Turco e non ci va proprio leggero sul lavoro dei magistrati. Parla di «tangenti che non esistono», «intercettazioni che intercettano tutto meno che l'indagato». E sulla permanenza in carcere altre parole pesanti: «deve marcire in carcere».
«Qualcuno si ricorda Ottaviano Del Turco?», si domanda nell'editoriale Massimo De Manzoni.«Sì, l'ex sindacalista che fino a metà luglio faceva il presidente della Regione Abruzzo in quota Partito Democratico: qualcuno se lo ricorda? L'hanno preso e sbattuto in carcere venti giorni fa. È accusato di corruzione e subito i pm e i loro trombettieri hanno fatto capire che le prove erano schiaccianti, salvo poi tenerlo tre giorni in isolamento per evitare... l'inquinamento delle prove».
«Noi del Giornale», continua il giornalista, «ammettiamolo, un po' di sana diffidenza nei confronti della pubblica accusa ce l'abbiamo nel Dna, abbiamo cercato di andarci a fondo. Tra gli strepiti dei giustizialisti e nel silenzio dei compagni di partito di Del Turco, dal lavoro del nostro Gian Marco Chiocci è emerso più di qualche dubbio sulla solidità dell'inchiesta abruzzese: conti che non tornano, case «comprate con tangenti» che non esistono, intercettatori che intercettano tutto meno che la voce dell'indagato, «pentiti» che fotografano tutto meno il passaggio di denaro. Insomma, niente pistola fumante».
«Nel frattempo Del Turco continua a soggiornare in cella e», si legge ancora nell'editoriale, «visto che non lo chiede nessuno, lo facciamo
noi: perché? Quali sono i motivi che impongono la custodia in carcere di quest'uomo? Reiterazione del reato? Impossibile, si è dimesso dalla carica. Inquinamento delle prove? Vien da ridere. Pericolo di fuga? Riesce difficile crederlo. Eppure, a quanto pare l'ex governatore deve marcire in galera. E se poi per caso il processo dimostrerà che è innocente, pazienza: tanto il referendum sulla responsabilità dei magistrati se lo sono scordati tutti. Come Del Turco».

02/08/2008 14.55