Camoscio: parchi e ministero firmano protocollo tutela

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Un 'Piano di azione nazionale per la tutela del camoscio appenninico', redatto nel 2001, aggiornato alle esigenze delle recenti norme comunitarie e nazionali e finalizzato alla conservazione della specie. E' quanto stabilisce il Protocollo d'Intesa sottoscritto al Ministero dell'Ambiente tra la Regione Abruzzo.

«I firmatari dell'atto - afferma l'assessore ai Parchi, Fernando Fabbiani - si coordineranno e collaboreranno, congiuntamente al ministero, per contenere le principali minacce e fattori limitanti la conservazione della specie, sviluppare azioni di ricerca scientifica, organizzare e standardizzare il monitoraggio delle popolazioni di camoscio appeninico esistenti».
Tra le more dell'approvazione del nuovo protocollo figura anche «la reintroduzione - prosegue Fabbiani - del camoscio nel Parco Nazionale Monti Sibillini e Parco Regionale Sirente-Velino oltre alle iniziative volte alla conservazione della specie».
I soggetti aderenti, tra i quali Lazio, Molise, Umbria, Marche, Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga, Parco Nazionale della Maiella, Corpo Forestale dello Stato, ed Istituto Nazionale della Fauna Selvatica, si impegnano a mettere a disposizione del ministero tutte le informazioni in loro possesso per permettere un'accurata valutazione dello stato di attuazione del piano.
«La biologia del camoscio e la sua attuAle distribuzione rendono necessaria - secondo Fabbiani - una gestione unitaria e non diversificata. Un dato da non sottovalutare - prosegue l'assessore - è che in Abruzzo vi sono i nuclei più numerosi di camoscio appenninico. Il camoscio d'Abruzzo - conclude - definito il più bello del mondo, è una specie endemica che negli ultimi anni ha visto incrementare il numero tanto da espandersi nei territori oggetto del protocollo».
01/08/2008 10.38