Il Consiglio straordinario si chiude senza voto. Pd: «sì a elezioni in autunno»

Alessandro Biancardi

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Il Consiglio straordinario si chiude senza voto. Pd: «sì a elezioni in autunno»
LA LUNGA GIORNATA POLITICA A L'AQUILA. Oggi è il giorno del consiglio regionale straordinario che prevede l'abrogazione della legge anti-sindaci. Inizio previsto alle 11. Sicura battaglia tra contestatori e promotori dell'iniziativa.
Passerà la norma anti sindaci? A vedere i numeri pare proprio che non ci siano possibilità.
Il Pd è rimasto solo a perorare la causa. Contrari il Pdl, La Destra, ma anche Italia dei Valori, Rifondazione Comunista e Sinistra Democratica che già nei giorni scorsi avevano fatto capire come stavano le cose

Intanto, per star tranquilli, nei giorni scorsi si sono dimessi il presidente della Provincia di Pescara, Giuseppe De Dominicis (Pd), e gli assessori provinciali dell'Aquila Celso Cioni (Dc) e di Teramo Antonio Assogna (Prc). Hanno lasciato la loro poltrona anche il primo cittadino di Teramo, Gianni Chiodi, e di Celano (L'Aquila), senatore Filippo Piccone, entrambi di Forza Italia, entrambi in corsa per la candidatura alla presidenza della Giunta per il Pdl.
Nelle file del Pd hanno lasciato l'incarico il sindaco di Giulianova (Teramo), Claudio Ruffini, già presidente della Provincia di Teramo, e Franco Di Bonaventura, alla guida del Comune di Roseto degli Abruzzi (Teramo). In tutti i Comuni arriveranno i commissari per gestire la fase pre-elettorale.

Vanno avanti le discussioni anche sulla data delle elezioni: Critico Mario Amicone, capogruppo Udc: «a parole tutti chiedono di voler tenere l'elezioni il primo giorno utile, che sarebbe il 30 novembre, ma poi nei fatti tutti nella maggioranza, ad iniziare da Paolini, cercano pretesti o strumenti come il preannunciato ricorso al TAR da parte di Nicola Pisegna e come la convocazione del Consiglio di oggi per farsì che il 30 novembre non si possa votare ed andare verso la primavera».

«Non vorrei che dietro la volontà di cambiare la norma sulla ineleggibilità e incompatibilità dei consiglieri regionali si nascondesse il disegno di far slittare le elezioni alla prossima primavera», è la preoccupazione che esprime il senatore Fabrizio Di Stefano, coordinatore regionale di An.
«Stravolgere le regole a partita in corso – ha spiegato Di Stefano – potrebbe rappresentare il tentativo disperato di quanti sperano di rimandare il più a lungo possibile la fine della legislatura scatenando, con le modifiche alla norma, ricorsi e contenziosi che finirebbero per determinare il rinvio del voto».
«Potevano anche risparmiarci questo ridicolo Consiglio che deve cancellare la norma concepita per bloccare la candidatura dei sindaci in carica», ha commentato invece il segretario regionale del Movimento Italiani nel Mondo di Ubaldo Nappi.
«Alla agonizzante maggioranza di centrosinistra, poco importa se le imprese Abruzzesi pagano addizionali IRAP ed IRPEF per coprire il buco della Sanità, se sono riusciti a perdere la maggior parte dei fondi destinati alle infrastrutture; l'importante per loro è conservare " la specie". L'augurio è che la società civile, con il voto, condanni all'estinzione Politica una classe di Amministratori che dimostra di avere a cuore esclusivamente le proprie sorti e certo non quelle degli elettori».

12.02 SUBITO UNA SOSPENSIONE

Consiglio regionale aperto e subito sospeso per consentire la Conferenza dei Capigruppo.
Marino Roselli ha fatto appena in tempo ad esaurire l'appello, che Nazario Pagano, Forza Italia, contrario all'odg, ha sollecitato la riunione dei capigruppo per un accordo sul dibattito. Dopo di lui hanno preso la parola Bruno Di Paolo, sempre dell'opposizione, e quindi Stefania Misticoni, maggioranza, che ha difeso la legittimità del Consiglio e del suo ordine del giorno, senza opporsi strumentalmente alla Conferenza dei Capigruppo che poteva approfondire i temi del dibattito. Poi la votazione e la conta che ha visto prevalere i favorevoli alla sospensione. In aula, settore per il pubblico, molti amministratori locali.
Tra gli altri Pino De Dominicis, presidente dimissionario della Provincia di Pescara, Claudio Ruffini, ex sindaco di Giulianova, Luciano La Penna, sindaco di Vasto, Antonio Centi, già sindaco dell'Aquila ed ora responsabile dell'Anci. Clima un po' teso, decisioni importanti in vista, ma anche rischio che non se ne faccia nulla.

12.04 INTANTO DOMANI LA GIUNTA A PESCARA

Convocata dal presidente vicario, Enrico Paolini, la Giunta regionale si riunirà domani, 1. agosto, alle ore 9,30, presso la sede della Regione a Pescara.
Questi i sei punti all'ordine del giorno:
1) Legge regionale 26.07.1983 n. 54. Legge regionale 26.04.2004 n. 15 "Legge Finanziaria". Art. 224 "Pianificazione e ricerca mineraria". Direzione Attività produttive.
2) Direttive per la concessione nell'ambito della Regione Abruzzo di contributi per la ricerca e lo stoccaggio di gas di cui agli articoli 4 e 13 del D.Lgs. 23 maggio 2000 n. 164, secondo criteri e modalità analoghi a quanto previsto dal Decreto Ministero dell'Economia e delle Finanze 2 novembre 2004.
3) Funzioni delegate dallo Stato alle Regioni in materia di incentivi alle imprese di cui al D.L.vo 31 marzo 1998 n. 112 - Riparto del Fondo Unico.
4) Partecipazione della Regione Abruzzo alla manifestazione in ricordo di Andrea Golfera ed istituzione del Premio regionale "Andrea Golfera".
5) Conferimento incarico di Commissario regionale straordinario presso l'Agenzia aanitaria regionale ASR-Abruzzo con sede a Pescara.
6) Attuazione del Programma di attività in materia di cooperazione internazionale ex art. 2,3,4 della L.R.63/95. Anno 2008. Approvazione degli interventi posti a bando.

12.56 SI ATTENDE PARERE MA E' CAOS

Il Consiglio regionale è stato sospeso e riprenderà alle 14, salvo ritardi per le contemporanee riunioni dei vari gruppi politici. I capigruppo, prima di procedere nella discussione, hanno deciso di chiedere il parere dell'Ufficio legislativo della Regione e stanno aspettando che la dott.ssa Colangelo sforni un parere in tempo reale. La domanda è semplice: può il Consiglio in carica, così come è ridotto e con le dimissioni del Presidente Del Turco, approvare una nuova legge elettorale? Il clima nei vari gruppi è che non si potrebbe, non essendo un argomento di amministrazione corrente. Ma l'Ufficio legislativo si deve esprimere anche sulla legittimità della riunione convocata per oggi con all'Odg l'abolizione della legge anti sindaci. La conferenza dei capigruppo non è stata affatto tesa, anche perché tutti sono consapevoli dell'importanza delle decisioni da prendere. Quando il parere sarà pronto, il Consiglio potrà ricominciare.

14.52 VERSO LA SOSPENSIONE?

Riprende il Consiglio regionale, dopo la pausa decisa dalla Conferenza dei capigruppo. Il clima è sempre quello della grande incertezza sui poteri del Consiglio e soprattutto sulla possibilità di abolire la legge antisindaci. Prima della sospensione si era deciso di chiedere un parere dell'ufficio legislativo. Viste le difficoltà di elaborare in tempi brevissimi una valutazione tecnica inattaccabile e considerato anche che non ci sono le condizioni politiche per andare avanti alla cieca, è probabile che – come dichiara Maria Rosaria La Morgia – il Centrosinistra richiederà un rinvio del Consiglio per approfondire meglio tutte le problematiche di carattere giuridico.
A difendere l'abolizione della legge anti sindaci resta solo il vice segretario regionale del PD, Camillo D'Alessandro. Ma non si capisce ancora il significato di questa strategia che ha messo in crisi il Consiglio e quello che resta della maggioranza.

16.28 AL VOTO AL MASSIMO ENTRO IL 30 NOVEMBRE

Vanno avanti tra proteste e contestazioni i lavori al consiglio regionale.
Durante il dibattito ci sono stati momenti di tensione ed interventi dai toni accesi e coloriti. Il capogruppo dei Ds, Stefania Misticoni, ha sottolineato «che questa legge obbrobrio debba essere cancellata, ma ci siamo resi conto della necessità di un approfondimento giuridico per verificare se questo consiglio, in regime di prorogatio, può fare un atto del genere ed anche di trovare una maggioranza per arrivare al risultato».
I consiglieri di Forza Italia Nazario Pagano e Giuseppe Tagliente, ma soprattutto quello dell'Idv Augusto Di Stanislao, hanno bocciato la proposta per trattare gli urgenti argomenti
della data delle elezioni, in questo senso è stato chiesto un impegno del presidente vicario, Enrico Paolini, e del presidente del Consiglio regionale, Marino Roselli, «fissare la data delle
elezioni entro e non oltre il 30 novembre e di stabilire i limiti dell'ordinaria amministrazione per fare la lista delle priorità urgenti ed indifferibili da approvare prima delle
elezioni».
Il capogruppo di Sinistra democratica, Gianni Melilla, ha chiesto che venga fatta la lista delle priorità e ribadito l'esigenza di andare avanti in un clima di collaborazione prima
del voto il 30 novembre.

17.33 SABATINI (DCA): IL CENTROSINISTRA IN CONFUSIONE

«Stamattina dopo l'apertura della seduta di Consiglio regionale si è avuta chiara l'impressione di un centrosinistra a brandelli senza una linea strategica plausibile», è quanto sostiene il consigliere regionale della Dca Bruno Sabatini partecipando ai lavori del Consiglio, convocato per l'abrogazione della famigerata legge denominata "anti sindaci".
«La situazione dell'Abruzzo rischia di aggravarsi», ha proseguito il consigliere, «a causa di comportamenti politici ed istituzionali assolutamente non coerenti con il buon senso, che in questa fase dovrebbe prevalere su interessi di partito o di coalizioni».
Sabatini è tornato a al vice presidente Paolini di indicare «al più presto la data per l' elezioni regionali, perché si possa avere a breve, una nuova maggioranza e un nuovo Governo alla guida della Regione».

17.48 PROCEDE STANCAMENTE LA DISCUSSIONE

Procede stancamente il dibattito al Consiglio regionale, dopo la ripresa dei lavori. Tagliente, Pagano, Di Stanislao, Di Matteo, Verticelli, tra gli altri, sono intervenuti in forma “accademica”, nel senso che il dibattito non avrà come sbocco finale il voto, ma solo l'enunciazione di alcuni principi. Marco Verticelli ha comunque difeso questo Consiglio ed ha espresso la sua valutazione: si può decidere insieme cosa fare. Ma non sembra che ci sia aria di grossa collaborazione.

17.56 PD FAVOREVOLE A VOTARE IN AUTUNNO. SCIOLTA SEDUTA

La maggioranza di centrosinistra, durante l'acceso dibattito in Consiglio regionale d'Abruzzo, ha
rinviato al mittente le accuse sulla volontà di votare a primavera.
I consiglieri del Pd si sono detti favorevoli ad andare al voto nel prossimo autunno.
Il capogruppo della Margherita, Camillo D'Alessandro, ha detto che «il centrodestra nel 2004 ha approvato una legge per non far candidare D'Alfonso; questa volta, nell'opporsi all'abrogazione della legge-antisindaci, il problema non si chiama D'Alfonso, ma i sindaci del centrodestra come Chiodi, Paolini e altri che si vogliono candidare per mantenere una sorta di casta».
D'Alessandro ha ribadito che il Pd vuole andare al voto in autunno. Il consigliere Pd Donato Di Matteo, iscritto ancora ai Ds, con toni accesi ha affermato «é vero che questa abrogazione non è una priorità, ma è anche vero che è una vergogna impedire a nostri colleghi di concorrere non noi a questa tornata elettorale, così come è avvenuto nel 2005. Questa situazione contrasta con un Paese davvero democratico».
Dopo diversi interventi di esponenti di maggioranza e opposizione il presidente del Consiglio regionale, Marino Roselli, ha sciolto la seduta.

18.40 «CONSIGLIO INUTILE COSTATO 12 MILA EURO»

Tutti a casa senza aver deciso nulla. «E' una vergogna – dichiara Nazario Pagano, capogruppo di Forza Italia – il nulla di fatto con cui si è concluso questo Consiglio straordinario è costato di rimborsi 10-12 mila euro. E' ora di finirla con questi teatrini. E' stato penoso sentire Donato Di Matteo e Walter Caporale insistere perché si voti in primavera. In pratica tutto il consiglio è stata una prova di autoreferenzialità del Pd, quello che gli costerà la sconfitta alle prossime elezioni. Il problema è semplice: piaccia o non piaccia la legge elettorale c'è, non si può modificare, si vota con quella. Come d'altra parte capita in molte altre regioni d'Italia».


18.44 NICOLA PISEGNA ORLANDO: «CONSIGLIO UTILE E OPPORTUNO»

«La mia valutazione è che questo Consiglio è stato utile ed opportuno – ha dichiarato Nicola Pisegna Orlando, capogruppo dello SDI – al di là degli aspetti burocratici – si poteva non si poteva convocarlo – era l'unico modo che aveva il Pd per porre l'attenzione sul problema della norma anti sindaci. Infatti il Centrosinistra come prima legge depositata aveva proprio questa proposta di legge elettorale nuova. Ci hanno rimproverato che in tre anni non l'abbiamo approvata. La verità è un'altra. Ci siamo dati un cronoprogramma che vedeva prima altre leggi, come lo Statuto, ed intanto abbiamo cercato l'accordo con il centrodestra in Commissione. Proprio qui, per la loro opposizione a cancellare le norme sulla incandidabilità e sull'ineleggibilità, abbiamo perso tempo prezioso per aspettare le loro decisioni e per concordare insieme un testo, come riteniamo che si debba fare in questi temi che riguardano le regole del gioco. Perciò è solo elettoralistico l'attacco al Pd che voleva l'accordo. Oggi abbiamo deciso di aspettare un parere dell'ufficio legislativo, che ariverà in una decina di giorni, mentre domani incontreremo il Ministero per gli Affari regionali per chiarire quali sono le competenze del Consiglio. Quindi non è stato tempo perso».