Remo Gaspari: «è il momento che la politica si faccia da parte»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4452

Remo Gaspari: «è il momento che la politica si faccia da parte»
PESCARA. Remo Gaspari è intervenuto questa mattina a margine della presentazione della campagna della Confcommercio “un applauso per l’Abruzzo”. Con una visione lucidissima di quello che sta accadendo in queste settimane ha detto: «è giunto il momento che la politica si faccia da parte e proponga nuovi amministratori».
Lucidissimo, cappello a falde larghe chiaro, stile Panama, occhiali scuri, giacca e cravatta, Remo Gaspari è tornato a parlare. Da quando Del Turco è stato arrestato ormai lo fa spesso.
Tono duro, come da tradizione, severo e preciso ha snocciolato dati del Sole 24 ore e statistiche Istat.
Il messaggio principale è stato uno: «basta con i politici. Adesso è il momento di cambiare».
Lui si aspetta una svolta, chiara, imminente.
Si aspetta che i politici di oggi cedano il passo ad uomini nuovi, esperti, colti, intelligenti. Facce nuove, pulite, che vogliano solo portare avanti la regione per il bene comune.
Gaspari è sembrato infastidito, adesso esige «buoni amministratori» e con quell'espressione intende riferirsi a persone che vogliano «il vero bene dell'Abruzzo. Non come sta succedendo adesso», ha detto. «Provate a pensare», ha stuzzicato i giornalisti, «se da quando ho lasciato la politica nel 1994 vi viene in mente una sola opera che abbia inciso in maniera fondamentale sullo sviluppo dell'Abruzzo. Non ne troverete nessuna. Adesso si pensa a tante cose marginali che non producono ricchezza e dunque lavoro. Ci sono questi schifosi co.co.co, sigle fastidiose che producono solo precariato e danno la speranza di accendere sogni che in realtà non si accenderanno mai. Ai tempi miei le cose erano diverse, si pensava solo ad amministrare, produrre ricchezza».
Il quadro tracciato da Gaspari è stato molto negativo. Sugli amministratori del futuro non si è sbilanciato: «non faccio nomi», ha detto, «ma sarebbe opportuno che a questo punto la Regione fosse amministrata da persone al di fuori dei partiti e penso a professori universitari, persone colte e capaci. E' proprio giunto il momento che la politica si faccia da parte», ha ribadito più volte.
E se la svolta non ci sarà per la regione è pronto un vero e proprio declino: «nel 94», ha proseguito Gaspari, «l'Abruzzo era la prima regione del mezzogiorno e ai primissimi posti delle classifiche europee. Adesso è scivolata al ventesimo posto, siamo ancora la prima regione del centrosud ma incalzati dalla Calabria e presto potremmo perdere il primato».
Su una sua eventuale candidatura ha tolto qualsiasi dubbio: «non ci penso proprio a ricandidarmi, ho 87 anni, ho solo tanta esperienza e sono a disposizione di chi vuole consigli perchè la mia mente funziona ancora».

UN APPLAUSO PER L'ABRUZZO


E' una campagna tra l'ironia e la disperazione quella lanciata dalla Confcommercio e presentata questa mattina, chiamata "un applauso per l'Abruzzo".
«Tutta questa carica di negatività che ci è piombata addosso dopo lo scandalo della Sanità», ha detto Ezio Ardizzi, presidente dell'associazione di categoria, «non ce lo meritiamo. C'è gente onesta, che lavora e questa regione ha bisogno di andare avanti».
«Il sistema della politica ha affossato negli ultimi vent'anni la nostra terra», ha proseguito Ardizzi, «ogni poltrona disponibile è ormai occupata da persone incapaci che hanno gestito molto male tutti gli ambiti della vita sociale. Adesso c'è bisogno di tre passi indietro. Vogliamo manager capaci, colti e preparati a tutto campo e che possano amministrare l'Abruzzo per il vero interesse pubblico».
Ardizzi ha alzato più volte il tono della voce visibilmente alterato ed ha continuato a parlare della stretta attualità.
«Sono molto infastidito da quello che vedo», ha detto, «che significa questa corsa alle dimissioni? E' uno scandalo.I sindaci pensino prima a terminare i propri mandati e quando sarà il momento si potranno candidare. Al terremoto gigantesco della regione ne seguiranno decine di altri minori che dicono una sola cosa: decine di consigli comunali bloccati, amministrazioni ferme per la corsa di poltrone sempre più importanti. Non ne abbiamo più bisogno. Queste persone, questo sistema ha dimostrato ampiamente quanto è possibile fare. Il risultato è disastroso ora basta. L'Abruzzo che produce non può tollerare oltre questo sistema»

Secondo la Confcommercio la paura del popolo abruzzese è quella che in un solo colpo possa essere messa nel dimenticatoio l'immagine secolare di “Abruzzo forte e gentile” e che possa improvvisamente prendere il sopravvento l' idea di una comunità di dubbia moralità.
« Occorrono, allora», è stato detto, «dei segnali forti che possano restituire fiducia attraverso messaggi di sostegno ed incoraggiamento che vadano a ribadire l'assoluta moralità di una collettività i cui valori sono storicamente diversi da quelli che in questi giorni campeggiano sulla stampa anche internazionale».
Una campagna madiatica che culminerà nella giornata di domenica 10 agosto alle ore 12.00 allorquando Abruzzo/Confcommercio inviterà tutti a fare all'unisono un grande applauso alla regione quale tributo all'Abruzzo generoso, onesto ed operoso che campeggia su uno degli slogan dell'iniziativa.


a.b. 30/07/2008 12.12