Se la Casta fa a gara per andare in carcere…

Alessandro Biancardi

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Se la Casta fa a gara per andare in carcere…
ARRESTI DEL TURCO ABRUZZO. Per una volta fanno a gara ad andare in carcere. La cosa non si era mai vista e non si ricorda a memoria d'uomo. E' vero pure che ne escono subito dopo… La gara di "ispezioni" al carcere di Sulmona, notoriamente impenetrabile, da parte di numerosissimi parlamentari ora può contare sull'ennesimo episodio.
Forse chiamarlo giallo è troppo, sta di fatto che senza preavviso alle 20 due signori hanno citofonato al penitenziario chiedendo di poter entrare e di poter far visita al detenuto illustre: Ottaviano Del Turco.
I due signori sono Giovani Legnini, senatore della Repubblica, insieme al collega Franco Marini, esponenti del Pd.
Una legge utilizzata moltissimo da due settimane a questa parte permette a tutti i parlamentari di poter ispezionare le strutture di detenzione italiane, a questi è data facoltà di accedere a tutte le zone visitabili per verificarne idoneità, servizi, condizioni e quant'altro.
Sta di fatto che dal 14 luglio scorso –giorno in cui sono scattati gli
arresti- Sulmona è diventata meta preferita da parte di molti deputati che nemmeno conoscevano la cittadina che ha dato i natali ad Ovidio.
L'onorevole Pierluigi Mantini (Pd) è stato il primo, quando Del Turco era ancora in isolamento. Sono poi arrivati Giancarlo Lehner (Pdl), Renato Farina (Pdl) ex agente "Betulla", Melania Rizzoli (Pdl), Marcello Pera (Pdl), Lella Golfo, presidente della fondazione Marisa Bellisario, Giuliano Cazzola (Pdl) che in una busta ha consegnato a Del Turco i saluti di Livia Turco (Pd), Pierluigi Bersani (Pd), Renato Brunetta (Pdl) e Margherita Boniver (Pdl). A questi si aggiungono appunto Legnini e Marini.
Una processione inusuale di "eletti" i quali si sono precipitati per esprimere solidarietà e portare i propri «saluti» (Di Pietro li ha chiamati «pizzini») all'ex presidente della regione accusato di associazione a delinquere e di aver intascato oltre 5 milioni di euro di tangenti dall'imprenditore della sanità Angelini.
«Una visita che ha esclusivamente il significato di solidarietà umana», ha spiegato Legnini a PrimaDaNoi.it.
I fatti risalgono a giovedì sera, ma solo oggi se ne è avuta conferma.
Dunque in maniera molto riservata, «proprio per non caricare la visita di significati politici», è stato detto.
Il regolamento delle visite -ispezioni è chiaro: la trafila è preferenziale per i parlamentari ma devono attenersi all'obbligo di non poter parlare dei fatti inerenti le inchieste in corso che sono causa della restrizione.
«Gli incontri in carcere si svolgono infatti in forma non riservata», ha spiegato Legnini, «e quindi gli argomenti affrontati nel breve colloquio sono solo del tipo "come stai", "come passi il tempo" e le risposte sono "sto abbastanza bene, compatibilmente con la situazione di limitazione della libertà", "sono sereno, chiarirò tutto"».
Nessun altro cenno alla vicenda giudiziaria, dunque, anche perché i due rappresentanti delle Istituzioni hanno sottolineato ufficialmente «la loro fiducia nelle Magistratura, auspicando una soluzione rapida di tutta la vicenda».
Dunque, risulta assolutamente superfluo se poi lo stesso Legnini risulta essere collega di studio (associato o meno che importa?) di quel Femminella difensore di Cesarone Camillo, pure indagato nella stessa inchiesta.
Il regolamento prevede tra le altre cose la presenza di un funzionario del carcere (di solito il direttore) che controlla e vigila e poi stila una breve nota che viene inviata prontamente alla procura di Pescara.
Tutte le richieste di ingressi –quelli preannunciati- vengono girate allo stesso procuratore che ad oggi può contare una lista molto lunga di visite.
Con questo stratagemma alcuni parlamentari sono riusciti ad incontrare Del Turco mentre la procura ne aveva disposto l'isolamento, una visita persino più tempestiva di quella dei rispettivi legali o familiari.
Incontrare un collega in carcere è di sicuro un bel gesto di amicizia e di umanità ma se davvero sono così "essenziali" i termini del colloquio viene da chiedersi perché così tante persone hanno rivolto medesime domande ricevendo per di più medesime risposte.
Per la prima volta poi proprio grazie a queste visite abbiamo potuto assistere all'intervento diretto dello stesso Del Turco al dibattito scatenatosi proprio dopo il suo arresto persino con "interviste" per interposta persona, con particolari di ogni genere («pigiama grigio a righe per le notti dell'ex presidente»).
Inutile dire che la trafila per i comuni mortali è tutta un'altra cosa, magari occorrono settimane per superare tutti i passaggi e di sicuro la risposta è in prevalenza negativa.
Che dire poi della solidarietà espressa in forma bipartisan (caso molto raro), agli indagati.
Così come bipartisan sono gli attacchi alla stessa procura con calunnie e ingiurie pesantissime ai danni del procuratore Nicola Trifuoggi del quale autorevoli esponenti di questa Repubblica hanno reso edotta l'Italia intera sul presunto devastante curriculum scolastico, sulla sua sanità mentale, sulla competenza giuridica, augurandosi poi di vedere sue foto compromettenti pubblicate (ma le espressioni erano molto più esplicite).
Il primo comandamento sembra dunque essere: screditare.
Non sono mancati nemmeno attacchi pesanti e diretti, o solo uno strano pressing volto alla scarcerazione, «perché non sussistono più le esigenze cautelari», dicono. Chissà se avranno letto almeno la metà delle 500 pagine della ordinanza.
Che dire poi di attacchi quanto meno strani di alcuni giornali, tra l'altro editi da gruppi imprenditoriali non esattamente estranei all'intera vicenda della sanità, allo stato dei fatti in pieno conflitto di interessi…?
Ma sono tante le notizie "strane", a volte solo particolari o addirittura presunti scoop che sembrano avere significati precisi, messaggi forse per qualcuno, che contribuiscono ad inquinare il clima già teso e delicato.
E per non farci mancare nulla qualcuno ha già iniziato a proporre interrogazioni parlamentari per verificare se esistano le condizioni della carcerazione, un atto parlamentare che entra a gamba tesa direttamente nel merito di un provvedimento giudiziario… anche questo non si era mai visto.
L'intento è chiaro: trovare ogni cavillo per incrinare il lavoro della procura che sembra aver lavorato come un orologio svizzero, finora, cosi come ha testimoniato l'ultima ispezione del 2007 (su sei anni di
attività) tanto da "esportare" il modello di lavoro in altre procure.
C'erano una volta le toghe rosse…
In tutto questo trambusto l'inchiesta va avanti, non si fermerà nemmeno per il mese di agosto così come probabilmente gli attacchi dello Stato allo Stato.

PRESTO ANGELINI DAVANTI AL GIP PER RIPETERE LA SUA CONFESSIONE

Intanto si svolgerà nei prossimi giorni l'incidente probatorio che codice alla mano indica l'acquisizione anticipata della prova (rispetto al processo). Dunque Angelini potrebbe essere sentito dal Gip che gli rivolgerà domande inerenti all'inchiesta ed in sostanza si tratterà di ripetere e confermare quanto detto nell'ambito della confessione in presenza dei soli pubblici ministeri.
Secondo l'agenzia Ansa Vincenzo Angelini sarebbe pronto a sostenere l'incidente probatorio con il Gip di Pescara Maria Michela Di Fine.
L'imprenditore che con le sue accuse sulle tangenti ha dato il via alla sanitopoli abruzzese che ha decapitato la Giunta Del Turco, ha fatto sapere di essere disposto a ripetere davanti al Gip le stesse accuse che ha riversato nei verbali ai Pm che conducono l'inchiesta.
Poteva opporsi alla richiesta dell'accusa, ma non lo ha fatto: qualora il Gip dovesse approvare la richiesta dei Pm, Angelini risponderà e confermerà le accuse a Del Turco e gli altri, non in un confronto all'americana tra le parti, ma direttamente al Gip.
Gli indagati potranno fare domande ad Angelini solo attraverso gli avvocati o rilasciare dichiarazioni spontanee.
Secondo la difesa di Angelini, che ha aderito alla nuova richiesta, l'ok all'incidente probatorio potrebbe arrivare in tempo strettissimi e l'udienza si dovrebbe tenere molto prima del 14 agosto, data dei termini di scarcerazione di Del Turco e gli altri sottoposti ai provvedimenti restrittivi.
Al momento non vi sono ancora responsi dal tribunale del Riesame dell'Aquila che oggi doveva pronunciarsi sulle richieste di revoca delle misure dell'ex assessore Vito Domenici.

28/07/2008 16.06