Sanità, precari manifestano in piazza Alessandrini

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Sanità abruzzese di nuovo in piazza. Un gruppo di precari ha manifestato questa mattina a Pescara in piazza Alessandrini, su iniziativa di Cobas, Rdb e Sindacato dei lavoratori.





Il motivo della protesta era uno, anzi due: chiedere che la Regione provveda alla stabilizzazione dei precari del settore e sensibilizzare l'opinione pubblica su questo tema.
Della Regione, ormai sono rimasti pochi brandelli e quando si sente parlare di Sanità viene un brivido lungo la schiena.
E soprattutto, questa volta i lavoratori con contratto in scadenza non hanno trovato interlocutori.
Ma loro non hanno smesso di far sentire le loro ragioni anche se oggi, diversamente da manifestazioni di questo tipo dei mesi scorsi, non hanno ricevuto rassicuranti promesse.
«In particolare - ha detto Fiorella Rolandi – si sollecita l'applicazione della legge sulla stabilizzazione dei precari, come avvenuto in Puglia, procedendo ad una interpretazione autentica della legge stessa. I soldi per sistemare i precari ci sono eccome, ma manca la volonta'
politica per farlo. Intanto, pero', la sanita' continua a soffrire, i reparti vengono tagliati e si rischia - ha concluso - di non assicurare i livelli essenziali di assistenza».
«In attesa che la giustizia faccia il suo corso», si domandano adesso i lavoratori, «la domanda che poniamo è: chi pagherà i 14 milioni di Euro in tangenti che, pare, si siano spartiti? Chi salvaguarderà il posto di lavoro dei precari (circa mille nella regione) della sanità pubblica? Chi assicurerà i diritti minimi legati alla tutela della salute in questa regione? Dove si nascondevano i sindacati “responsabili” mentre avveniva tutto questo? Dov'è la Rsu aziendale di oggi? Vogliamo sperare che a pagare non siano sempre i soliti noti: cittadini e lavoratori scherniti e vilipesi dai vari governi regionali, di destra e di sinistra, che negli anni si sono succeduti».

28/07/2008 15.50