Masciarelli: «400 milioni di tangenti a destra e sinistra»

Alessandro Biancardi

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IL MEMORIALE DI MASCIARELLI. ABRUZZO. «Il sistema sanità in Abruzzo è come la maxitangente Enimont, in tutti questi anni il giro di Tangenti è stato almeno di 400 milioni di euro». Queste le parole di Giancarlo Masciarelli, ovvero del memoriale dell'ex presidente della Fira affidato alle pagine del quotidiano il Riformista.
Un racconto dettagliato, a quanto riferisce il giornalista Fabrizio D'Esposito che lo ha letto, un racconto che lo stesso Masciarelli aveva scritto a gennaio del 2007, rinchiuso nel carcere di Castrogno dopo gli arresti per lo scandalo Fira.
Oggi quelle che saltano fuori sono accuse pesanti, rivolte alla classe politica abruzzese, in particolare al centrodestra, stando a quanto riferito dal quotidiano che scrive: «secondo Masciarelli la sanità dell'Abruzzo sarebbe stata una sorte di cassaforte del gruppo forzista che faceva capo a Fabrizio Cicchitto, ex vicecoordinatore nazionale degli azzurri, al deputato Sabatino Aracu e anche a Denis Verdini, attuale coordinatore di Forza Italia».
Tutto questo, sempre secondo il racconto, avveniva all'insaputa di
Roma: «in molti tra cui anche Berlusconi sarebbero stati all'oscuro di quanto accadeva in Abruzzo».
«Per dare sostanza alle sue rivelazioni», scrive ancora D'Esposito, «Masciarelli fa l'elenco delle proprietà di Aracu a Porto Rotondo, Pescara e Roma. Sette tra case e sedi di società».
E nel calderone Masciarelli ci butta dentro anche il figlio dell'ex ministro Beppe Pisanu, «a testa di una delle ditte vincitrici di appalti sanitari», Giuseppe Ciarrapico, «re delle acque minerali, indicato però come concusso per ottenere i servizi alberghieri dell'Asl di Chieti», ma anche Giovanni Pace, ex presidente di Regione.
Ogni cartolarizzazione, scrive il Riformista «sembra buona a lucrare soldi illecitamente. La prima riguarda la scelta della banca per i crediti». Masciarelli nel suo documento racconterebbe «di una guerra senza esclusioni di colpi tra i vari istituti di credito che vogliono contrattare con la regione. E la cifra indicata da Masciarelli supera di gran lunga quella indicata dai magistrati».
Sempre nel memoriale Masciarelli avrebbe scritto che «alcune banche dovevano pagare per entrare nell'affare e ciò sarebbe avvenuto con la loro rinunzia a parte dei profitti sugli investimenti fattigrazie ai crediti sanitari e depositati in conti segreti all'estero».
L'articolo del quotidiano di centrosinistra si ferma qui: la bordata è servita. E subito si registrano aspre reazioni.

«ACCUSE FALSE SEGUIRANNO QUERELE »

Non si sono fatte attendere le smentite del caso: «è diventato uno sport nazionale: ogni giorno qualcuno da' alla stampa un memoriale», scrivono in una nota congiunta Denis Verdini, Coordinatore nazionale di Forza Italia, e Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl .
Di quello scritto da Masciarelli non hanno dubbi: «si tratta di affermazioni comiche. Con il sistema sanitario abruzzese e con le sue cartolarizzazioni esiste lo stesso rapporto che abbiamo con la Nasa: nessuno. Seguiranno, dunque, querele penali e anche azioni civili attraverso le quali auspichiamo di acquisire per vie legali, come risarcimento, parte di quel denaro che si afferma ci sia stato dato, sfidando anche il piu' labile senso di realta'».

Sabatino Aracu parla invece di un «attacco vile, falso e strumentale messo in piedi contro la mia persona ed i vertici del partito anche a livello centrale, avverso il quale sono pronto ad intraprendere tutte le iniziative, anche giudiziarie, necessarie a tutelare la mia figura ed il mio operato politico». «Oltre che di informazione inesatta – prosegue Aracu - si tratta solo di oscure quanto fantomatiche trame.
Infatti, le informazioni riportate sulla mia persona e sui beni di mia proprieta', acquisiti in piena legittimita', sono totalmente infondate e servono a cucire un subdolo disegno politico contro il sottoscritto, arrivando in assoluta fantasia a chiamare in ballo i vertici di Forza Italia e in particolare l'amico Cicchitto, presidente del Gruppo PDL e non capo corrente di un partito dove le correnti non esistono e non sono mai esistite».

24/07/2008 14.00