Boschetti vuole parlare con i magistrati, Conga e Zelli restano in carcere

Alessandro Biancardi

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INCHIESTA DEL TURCOABRUZZO. Antonio Boschetti (nella foto), assessore alle attività produttive della Regione Abruzzo, vuole riparlare con i magistrati pescaresi. Lo si apprende da fonti giudiziarie. Intanto sarebbero state respinte tutte le istanze di scarcerazione. E' probabile che qualcuno si appellerà al tribunale del riesame.  ABRUZZO VERSO LE ELEZIONI. PISEGNA VUOLE IMPUGNARE DECRETO PAOLINI

INCHIESTA DEL TURCOABRUZZO. Antonio Boschetti (nella foto), assessore alle attività produttive della Regione Abruzzo, vuole riparlare con i magistrati pescaresi. Lo si apprende da fonti giudiziarie.
Intanto sarebbero state respinte tutte le istanze di scarcerazione. E' probabile
che qualcuno si appellerà al tribunale del riesame.



 ABRUZZO VERSO LE ELEZIONI. PISEGNA VUOLE IMPUGNARE DECRETO PAOLINISul fronte delle indagini finiti gli interrogatori si tirano le somme anche se pare probabile un allargamento su diversi fronti delle indagini.
Rimangono aperti filoni relativi alla delibera 58 della Deutsche Bank ed uno specifico filone sulla Sanatrix e gli ipotizzati tentativi da parte del centrosinistra di far cedere la clinica del gruppo di Angelini ad altri. La procura starebbe indagando su eventuali violazioni già in parte emerse dalla prima parte delle indagini che hanno portato agli arresti delle 10 persone tra cui Del Turco ed il fidato Quarta.
Secondo la procura, infatti, l'obiettivo giurato della ipotizzata associazione a delinquere era quella di obbligare Angelini a vendere, tanto che lo stesso Del Turco si era già recato a Roma ad incontrare De Benedetti per "offrirgli" il gruppo ma senza che lo stesso titolare delle cliniche sapesse nulla.
Questa almeno sarebbe la ricostruzione basata in gran parte su dichiarazioni del grande elemosiniere.
Non si escludono nemmeno eventuali colpi di scena o accelerazioni improvvise per ora annunciate da una ridda di voci (false).
Ieri gli altri indagati hanno rigettato al mittente ogni accusa tranne Masciarelli che avrebbe fatto parziali ammissioni scaricando però molto sul mondo della politica «assetato di soldi».

«UN ABBRACCIO TRA LE SBARRE»

Intanto dal carcere di Sulmona filtrano molte notizie. Questa volta, dopo le parole rassicuranti dei primi giorni, si inizia a parlare di cattivo stato di salute per il principale indagato.
Del Turco starebbe male, secondo quanto riferito dal suo medico. Lo sconforto starebbe avendo il sopravvento e la dura vita del carcere si starebbe palesando in questi giorni in tutta la sua pesantezza.
«Ieri è stata una giornata difficile». E' lo sfogo di Ottaviano Del Turco con un'amica.
L'ha raccontata così, senza molte parole, alla deputata del Pdl Melania De Nichilo Rizzoli, che ieri mattina, a una settimana dall'arresto, è andata a trovarlo nel penitenziario di Sulmona.
«Ci siamo abbracciati attraverso le sbarre e abbiamo pianto entrambi», racconta la Rizzoli che, in quanto parlamentare, ha potuto incontrare l'ex presidente della Regione Abruzzo nella sua cella.
«Una stanza di due metri per tre, o forse meno, con un letto, un piccolo armadietto, la televisione e il bagno».
Al soffitto, solo una lampadina. Del Turco l'ha mostrata all'amica e le ha detto: «In Parlamento cercate di fare più leggi per le carceri.
Qui non abbiamo neanche le plafoniere».
«Già dimagrito, infragilito e in difficoltà».
Così Rizzoli descrive l'ex presidente dell'Abruzzo. L'ha colpita vederlo, secondo le regole del carcere, «senza cintura, né lacci alle scarpe», ma soprattutto l'ha preoccupata di averlo trovato «così amareggiato e in difficoltà, un uomo di solito forte e coraggioso come lui, che mi è stato vicino in momenti difficili».
La parlamentare, che è anche il medico di Ottaviano Del Turco, voleva accertarsi di persona delle sue condizioni di salute: «è affetto da diverse patologie che, in un carcere di massima sicurezza e con delle pressioni psicologiche non trascurabili, potrebbero peggiorare. Lui mi ha detto – riferisce - che i medici lo controllano tre volte al giorno».
E poi aggiunge un'impressione personale: «dall'atmosfera, da come l'ho trovato, mi sembrava di essere lì per fare visita a un malato grave».
Rivedere la famiglia, i nipoti, ma anche poter leggere un libro d'arte. Sono i desideri che Del Turco, «che non sfoglia i giornali e non guarda la tv», ha espresso all'amica.
Ma lei si é dovuta scusare: «niente libri d'arte, perché qui dentro non é possibile portare volumi con le copertine rigide».
E' riuscita a strappargli un sorriso «amaro» solo con una battuta:
«gli ho detto che con tutti i soldi che l'accusano di avere preso, ora è destinato alle serie economiche dei libri».
La parlamentare del Pdl ha anche visitato il carcere di Sulmona, che ha trovato «pulito e ordinato, abbellito con le decorazioni dei detenuti. Ottaviano vuole stare lì - spiega - perché si sente vicino a casa. Di questo io e lui non abbiamo parlato, come non abbiamo parlato del processo, ma io mi auguro che, in quanto incensurato, gli concedano almeno gli arresti domiciliari».
Ieri anche la solidarietà di Rutelli.
«Sì, certo, ho telefonato a Guido Del Turco per testimoniare la mia solidarietà personale a Ottaviano», ha confermato Rutelli, interpellato dall'Ansa, «e confermo – ha aggiunto - che tuttora non posso neppure immaginare che un politico che conosco come un uomo colto e disinteressato agli affari e al denaro abbia potuto compiere la follia di accettare addirittura milioni di euro di tangenti».
«Vedo bene, come ho già detto pubblicamente nei giorni scorsi - aggiunge l'esponente del Pd - la gravità dell'inchiesta sulla sanità in Abruzzo: emerge del marcio da quel che abbiamo letto; e i magistrati risultano essere persone serie. Non resta che aspettare le verifiche fattuali per esprimere dei giudizi: è questo che prescrive la nostra Costituzione prima di definire colpevole un cittadino».
«Quanto a Del Turco», conclude Rutelli, «gli auguro con tutto il cuore che emerga la sua innocenza».

RIGETTATE TUTTE LE ISTANZE DI REVOCA DELLE MISURE CAUTELARI

Sarebbero state rigettate le istanze di revoca delle misure cautelari. Secondo quanto si apprende il Gip avrebbe rigettato le altre istanze dopo quelle già rigettate di scarcerazione per i principali indagati: Del Turco e Quarta.
Non sarebbero emersi secondo quanto si apprende elementi nuovi per alleviare le misure restrittive.

22/07/2008 12.27

BOSCHETTI VUOLE PARLARE, CONGA RESTA IN CARCERE

Antonio Boschetti, assessore alle attività produttive della Regione Abruzzo, vuole riparlare con i magistrati pescaresi. Lo si apprende da fonti giudiziare.
Boschetti, detenuto nel carcere di Lanciano, non ha ancora presentato istanza di scarcerazione, ma potrebbe chiederla domani al termine del colloquio con i Pm pescaresi. Boschetti vorrebbe chiarire qualche aspetto della sua posizione: nei giorni scorsi il suo interrogatorio di garanzia è durato 2 ore, e l'assessore ha risposto a tutte le domande dei Pm.
Intanto si è appreso che resta in carcere Luigi Conga. Lo ha deciso il gip del tribunale di Pescara, Maria Michela Di Fine,che ha, dunque, respinto l'istanza del legale di Conga, che aveva motivato la sua richiesta con il fatto che il suo assistito soffre di stati depressivi, attacchi di panico e patologie cardiologiche. Il gip ha deciso pero' che Conga sara' trasferito in un altro carcere in grado di offrire controlli medici 24 ore su 24, stando anche alla relazione del direttore sanitario della casa circondariale pescarese che ha confermato le precarie condizioni di salute di Conga e allo stesso tempo ha sostenuto che non e' incompatibile con il carcere e necessita, quindi, di una struttura carceraria piu' adeguata alle sue condizioni. Il legale ha annunciato che fara' ricorso al tribunale del Riesame.

ANCHE ZELLI RESTA IN CARCERE

Resta in carcere anche Gianluca Zelli, amministratore delegato della societa' Humangest, arrestato il
14 luglio scorso con l'accusa di riciclaggio. Lo ha deciso il Gip del Tribunale di Pescara, Maria Michela Di Fine, che ha respinto l'istanza di scarcerazione presentata dal legale di Zelli, subito dopo l'interrogatorio durante il quale aveva sostenuto che a firmare i contratti milionari di
sponsorizzazioni per il motomondiale era stato direttamente l'imprenditore Vincenzo Angelini, grande accusatore di Ottaviano Del Turco.
22/07/2008 15.45

MAZZOCCA, MASCIARELLI, BUCCIARELLI E DOMENICI, SI DECIDE DOMANI

La procura di Pescara ha espresso parere a favore di una misura meno affittiva degli arresti domiciliari per l'ex assessore alla sanita' Bernardo Mazzocca.
Il pool di magistrati ha invece espresso parere negativo sulle richieste di revoca degli arresti domiciliari per Giancarlo Masciarelli, ex presidente della Fira, Vito Domenici, ex assessore ed ex consigliere regionale, e Angelo Bucciarelli, segretario di Mazzocca.
Per domani e' attesa la decisione del gip del tribunale di Pescara, Maria Michela Di Fine.
22/07/2008 16.30







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L'ABRUZZO VERSO LE ELEZIONI

Dopo poco più di una settimana dal terremoto giudiziario che ha falcidiato la giunta Del Turco la partita si è già spostata su un altro piano: le nuove elezioni. La vorticosa giostra di preparazioni alle prossime inaspettate elezioni si è messa in moto ma si dovranno chiarire ancora molti aspetti tecnici. La prima data utile sembra il 30 novembre 2008.

Intanto ieri sono stati due gli argomenti sul tavolo di quella che è stata definita "Unità di crisi" convocata dal vice presidente vicario Enrico Paolini: la possibilità di abrogare la legge regionale 30 dicembre 2004, n. 51 "Disposizioni in materia di ineleggibilità, incompatibilità e decandenza dalla carica di consigliere regionale" e la necessità di assicurare all'Abruzzo l'utilizzo delle provvidenze statali e comunitarie evitando il rischio che le stesse possano essere sottratte.
Su questi argomenti si è sviluppato l'incontro convocato da Paolini al quale hanno partecipato i sindaci dei comuni capoluogo Luciano D'Alfonso (Pescara), Giovanni Chiodi (Teramo), Francesco Ricci
(Chieti) e Angelo Bonura (vice sindaco dell'Aquila) e i presidenti delle province Tommaso Coletti (Chieti), Giuseppe De Dominicis (Pescara), Ernino D'Agostino (Teramo), Oreste Cambise (vice presidente provincia dell'Aquila) e Pio Alleva (assessore provincia dell'Aquila).
Dagli amministratori delle più importanti istituzioni abruzzesi si è levata, quindi, la voce unanime sulla necessità di rivedere la norma definita «anti-sindaci» che, secondo loro, andrebbe abrogata al più presto.
D'Alfonso: «irresponsabile è stato chi ha portato in vita questa norma, così come irresponsabile è stato chi non l'ha tolta di mezzo».
Magari bisognava pensarci prima per spianare la strada a qualche amministratore che vuole accumulare più poltrone.
Chissà se davvero la priorità della regione oggi è davvero questa.
Parlando della data delle elezioni, l'Unità di crisi ha preso atto della opportunità di tornare al più presto alle urne, ma tenendo presente che «ci sono delle esigenze di carattere generale che impongono la massima attenzione sul completo utilizzo dei fondi».
Coletti: «meglio votare un mese dopo del previsto, piuttosto che perdere dei soldi con conseguenze nefaste sull'intero sistema economico regionale».
E Paolini ha convocato la Giunta regionale per le ore 14 di giovedì 24, a L'Aquila, a Palazzo Centi.

LE DIMISSIONI

Sempre ieri è stato il giorno delle dimissioni: Mazzocca non è più assessore, Domenici ha preferito dedicarsi alla sua difesa, Giovanni Pace si è autosospeso dal partito (An) fino al chiarimento definitivo della sua posizione.
In molti attendono ora la decisione del gip sulla eventuale revoca di misure cautelari.

PUBBLICATO IL DECRETO: PARTONO I 7 GIORNI PER LE DIMISSIONI DEI FUTURI CANDIDATI

E' stato pubblicato come annunciato ieri sul Bura i ldecreto firmato dal vice presidente della giunta Paolini che dà il via alle operazioni elettorali.
Da oggi, come spiegato ieri, partono i 7 giorni per dare le dimissioni da parte di tutti gli amministratori pubblici (sindaci e presidenti di provincia) che eventualmente vogliono candidarsi alla presidenza della regione.
Secondo i calcoli la prima data utile per votare è il 30 novembre.
Il decreto è stato pubblicato nel numero straordinario dove si trova l'altra legge contestata sul commercio.

22/07/2008 9.39

[url=http://bura.regione.abruzzo.it/Sm_File_027538.PDF ]ECCO IL BURA INTEGRALE[/url]

MARINO MARINI:«E' INIZIATA LA GIOSTRA INUTILE»

«Le dimissioni di Del Turco, politicamente sbagliate se l'ex presidente (come mi auguro) è innocente, riaprono l'ennesimo valzer di nomi di candidati da inserire nelle prossime liste». E' il parere del sindaco di Picciano, Marino Marini, coordinatore comunale di Forza Italia.
«Così», dice, «soprattutto nel centro-destra, si ricomincia la giostra dei tavoli rotondi e delle mega-riunioni con 15 capi-partito e partitini (che non sarebbero eletti neppure in rappresentanza dei loro condomini pescaresi) capaci di produrre solo tante chiacchiere inutili e candidati deboli, con il risultato di lasciare fuori dalle liste chi invece potrebbe portare voti e rinnovamento. Per l'ennesima volta si lasceranno fuori dalle liste i veri rappresentanti dei territori e della nostra area vestina, perché tanto ai politici pescaresi di Penne e dintorni non interessa nulla»
«I vertici del centro-destra», sostiene, «hanno già dato prova della loro incompetenza politica nelle ultime due elezioni amministrative di Pescara e non solo, riportando percentuali da prefisso telefonico, mentre il successo alle elezioni politiche è stato esclusivamente frutto del carisma di Berlusconi il quale, sfortunatamente per l'Abruzzo e fortunatamente per l'Italia, ha capito che nessun rappresentante abruzzese fosse degno di ricoprire un posto da ministro o da sottosegretario».
22/07/2008 10.24

INCONTRO CON I PARLAMENTARI PER NON PERDERE FINANZIAMENTI

Una riunione con tutti i parlamentari eletti in Abruzzo per accertare se esistono le condizioni per accedere ai fondi residui della legge 488 (incentivi per industria e commercio) che sono destinati ad altri obiettivi. Lo ha annunciato l'assessore al Bilancio, Giovanni D'Amico, a margine dei lavori della commissione consiliare Bilancio e programmazione.
«C'è una norma in finanziaria - spiega l'assessore - che permette alle regioni italiane che sono in difficoltà con i propri bilanci in ragione dell'attuazione dei piani di rientro dei deficit sanitari, di poter accedere ad uno speciale fondo finanziato con le risorse della legge nazionale 488 senza alcun obbligo di destinazione ad industria e commercio. Con il senatore Giovanni Legnini avevamo individuato un percorso che potesse portare in Abruzzo una quota parte dei 750 milioni di euro, che sono le risorse complessive che compongono il fondo stesso. La riunione con i parlamentari abruzzesi serve proprio a riprendere il percorso politico da portare in Parlamento in modo da permettere al governo nazionale di destinare risorse all'Abruzzo da quel fondo».
D'Amico valuta come "indifferibile" la riunione con i parlamentari, in ragione anche delle ristrettezze nelle quali si trova il bilancio regionale.
«Quello che dico ai parlamentari - conclude l'assessore D'Amico - è che questa iniziativa è decisiva per il futuro amministrativo della Regione Abruzzo ed esula da questioni strettamente politiche».

22/07/2008 11.56

IL GOVERNO DIFFIDA LA REGIONE: ARRIVA IL COMMISSARIO

Incontro infruttuoso. La speranza di riuscire a persuadere il governo Berlusconi ed il ministro Sacconi sarebbe naufragata. La riunione di oggi a Roma con il presidente vicario Paolini avrebbe raccolto –secondo le prime informazioni- una diffida ufficiale rivolta alla nostra regione per i debiti della sanità ed il piano di rientro.
Vista anche la situazione politica appare impossibile ogni margine di manovra. Il commissario rimarrebbe l'unica possibilità.
22/07/2008 16.06

SOSTITUZIONE DOMENICI

E' ripresa da poco la seduta del consiglio regionale abruzzese, che era stata aggiornata alle
16. In apertura di seduta il presidente del consiglio regionale Marino Roselli ha preso atto delle dimissioni pervenute all'ufficio di presidenza: quelle di Ottaviano Del Turco, del 17 luglio, dell'assessore alla sanita' Mazzocca Bernardo Mazzocca, e del consigliere Vito Domenici.
Il consiglio ha proceduto alla sostituzione di Domenici con il primo dei non eletti nella lista di Fi, Leo Orsini, che e' gia' in aula.
22/07/2008 17.08

SOSTITUITI CONSIGLIERI REGIONALI ARRESTATI

La giunta delle elezioni del consiglio regionale ha stabilito che e' Cesare D'Alessandro, il
primo dei non eletti nella lista della Magherita (circoscrizione di Teramo), il consigliere regionale che sostituisce Ottaviano Del Turco.
Lo ha comunicato il presidente dell'assemblea regionale, Marino Roselli, dopo l'arrivo del decreto con il quale il governo ha chiesto la sostituzione dei consiglieri arrestati. A sostituire Camillo Cesarone, e' Luciano Piluso, della circoscrizione di Chieti.
Antonio Boschetti e' stato invece sostituito da Giuseppe Forte, gia' seduto in aula. Vito Domenici e' stato invece sostituito da Leo Orsini (Fi).
Roselli ha anche dato lettura del decreto di Enrico Paolini, circa lo scioglimento della giunta dopo le dimissioni di Del Turco dall'incarico di presidente. L'organismo resta pero' in carica fino alle nuove elezioni.

PISEGNA, ATTI PAOLINI VIZIATI PER FORMA E SOSTANZA

Il vicepresidente del Consiglio regionale, Nicola Pisegna Orlando, in qualità di portavoce della componente di Alleanza Riformista del Pd, esprime «sconcerto» per le dichiarazioni rilasciate dal presidente vicario della Regione, Enrico Paolini, sul "Riformista" di oggi, e contesta tutti gli atti successivi alle dimissioni del governatore Ottaviano Del Turco, definendoli «viziati nella forma e nella sostanza».
«In effetti, per eleganza ed efficacia, il facente funzione svolge nel peggiore dei modi il compito di vicario che gli deriva dalle dimissioni del presidente Del Turco - ha rilevato Pisegna - passando sul piano politico dai fischi di domenica scorsa a Pescara, all'incasso del commissariamento sulla sanità a Roma. Le gravissime dichiarazioni in cui parla di costante soggezione di Del Turco ad Angelini - ha aggiunto - di scarsa trasparenza sulla sanità, del 'tutto gia' deciso, del fatto che gli indagati sono politicamente poco affini a lui, stanno ad evidenziare la sua assoluta debolezza in qualità di assessore regionale, che avrebbe dovuto contrastare eventuali delibere poco chiare o denunciare eventuali illegalità nelle sedi opportune».
Per quanto riguarda gli atti contestati «nessuna norma, a cominciare dallo Statuto della Regione Abruzzo, prevede l'emanazione di un decreto di ricognizione delle dimissioni così come adottato dal vicepresidente, il quale, citando l'articolo 86 dello Statuto, non può non essersi reso conto che lo stesso non si armonizza con la legge elettorale vigente, con la possibilità di alimentare contenziosi o dubbi interpretativi che porteranno problemi funzionali anche alla futura legislatura».

«Tutti gli atti da me adottati sono stati assunti su conferme parere della Conferenza dei direttori della Giunta regionale e ogni mia decisione ha avuto il conforto dell'Avvocatura regionale».
Risponde il vicepresidente vicario, Enrico Paolini.
«Tengo a precisare - conclude il vicepresidente - che ogni mia decisione futura si muoverà su questa linea».


22/07/2008 17.43