La "verità" al telefono. Villa Pini, «soldi spariti tra barche, ville e auto»

Alessandro Biancardi

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 La "verità" al telefono. Villa Pini, «soldi spariti tra barche, ville e auto»
ARRESTI DEL TURCO. CHIETI. I lavoratori delle case di cura di Vincenzo Angelini, il grande pentito d'Abruzzo, protestano. Lo fanno da tempo, ormai. Mancano stipendi da molti mesi. Non sono mancati cortei contro la Regione e l'assessorato alla sanità, colpevoli, secondo i lavoratori, di non fare abbastanza per loro. Eppure nell'ordinanza di 420 pagine della Sanitopoli di casa nostra spunta fuori un'altra verità. LA BELLA VITA DI ZELLI: VIAGGI IN LIMOUSINE E ROLEX DA 90 MILA EURO  VILLA PINI OGGI: OFFERTE PER I DIPENDENTI
Le aziende di Angelini vanno bene, o almeno andavano bene. A gonfie vele. Come non potrebbe essere così dopo le attenzioni, i riguardi, la valanga di soldi che le cartolarizzazione giravano direttamente alla clinica?
La disfatta di un impero, che sembrava a giorni alterni sempre più vicina al tracollo, l'ha raccontata Gianluca Zelli, uomo Humangest, un tempo amico di Angelini, poi suo acerrimo rivale, ad un sindacalista di Villa Pini, tale Fabio Frullo.
Zelli conosceva tutto di quel mondo e sperava che un giorno diventasse roba sua.
Ma ad un certo punto cominciò a capire che le finanze del magnate della sanità cominciavano a scricchiolare perché, come disse lui al sindacalista Uil, Angelini «avrebbe sperperato una vera e propria fortuna in tutti questi anni».
Il «don Rodrigo della sanità», secondo quanto ha detto ieri Mazzocca, è davvero lui?
E Zelli si rifà ai bilanci delle aziende: 40-50 milioni di euro «tutti intascati dalla famiglia Angelini».
«Se li è mangiati», disse ancora, «tra barche, ville, auto».
Una verità che emerge dai moltissimi colloqui telefonici intercettati dalle fiamme gialle lungo tutta la complicata inchiesta culminata con gli arresti eccellenti.
Poi citò un esempio su tutti, una Ferrari Scaglietti come regalo di laurea per la figlia.
Negli ultimi periodi, però, la situazione sarebbe degenerata: «adesso Angelini mangia pane e cipolle» anche se si può ancora permettere «4 o 5 persone della servitù che si alternano per coprire le 24 ore».
Secondo quanto spiegò Zelli i problemi di Angelini nascono nel 1985, 1986, lui si tirò fuori dalle sue sventure («io all'epoca non facevo nemmeno le superiori») e disse di non capire «come facciano i lavoratori a credere ancora alle loro (famiglia Angelini, ndr) menzogne».
Già, perché le rassicurazioni del grande gruppo privato sono sempre state dietro l'angolo, così come le minacce di licenziare tutti se la Regione non fosse intervenuta a metterci una pezza, con molti zeri. E la solfa è sempre stata la stessa: i lavoratori verranno pagati quando la Regione darà quei crediti che gli spettano.

GLI UTILI DI ANGELINI

Negli anni 2004, 2005, 2006, secondo quanto dice Zelli al sindacalista, citando «bilanci pubblici che puoi procurarti anche tu», il totale degli utili del Gruppo Angelini (S. Maria, San. Stef. Ar, Sanatrix e Villa Pini) «si aggira intorno ai 55 milioni di euro, post tasse, tutti incassati».
Per due anni, ricorda Zelli (2004 e 2005) ha avuto la cartolarizzazione.
E l'amico-nemico scese nei dettagli: nel 2004 la sola villa Pini ha fatto 27,8 milioni di utili al netto delle tasse, nel 2005 ha fatto 19,6 e nel 2006 ha fatto 7,2 milioni per un totale di 54,8 milioni di euro, definiti «tutta cassa».
Ma sul fatto che Angelini dica che non ci sono soldi Zelli non ha poi così tanti dubbi, per un semplice motivo: sa bene che «ha sperperato tutto negli anni».
E le altre cliniche come andavano?
Zelli scese nei particolari anche per quelle: «nel triennio 2004-2005-2006 gli utili sono stati: San Stef Ar + 1.140.000 (nel 2004: -262.000; nel 2005 + 1.695; nel 2006 +1.401.000); Maristella «è irrisoria», + 117.000 euro; Santa Maria: -
965.000 euro; Sanatrix – 20.000, comunque tutto il totale è di 54,9 milioni».

LE RIUNIONI SINDACALI CON ANGELINI

Intanto continuavano le proteste dei lavoratori senza stipendi.
A marzo si cominciò a licenziare e poi Angelini, rivelò il sindacalista a Zelli, dopo aver dato il ben servito faceva «telefonare a casa degli stessi licenziati per invitarli a scioperare contro la Regione».
Zelli (ridendo) disse che in questo Angelini era unico.
Il futuro di Villa Pini si fa sempre più incerto.
Si comincia a parlare di vendite, di cessioni.
Ci sarebbero imprenditori interessati, forse anche la Regione. E ci sono anche fughe di notizie da parte di alcuni giornalisti teatini secondo i quali gli arresti dell'imprenditore sarebbero imminenti.
Zelli negò di essere interessato a rilevare la clinica ma la Procura sostiene che anche lui ne avesse interesse «verosimilmente utilizzando i 21 milioni di euro della sponsorizzazione».
Il suo piano sarebbe stato quello di «spostare la clinica in un altro immobile e fare una speculazione edilizia».
Angelini ha una sola certezza: a Vittorini non la venderà mai.
Anzi all'imprenditore suo concorrente intende «rompere il sedere» a seguito dell'istanza di fallimento che ha presentato nei confronti della Sanatrix.
Ad inizio aprile 2008 Angelini incontrò i sindacati che poi racconteranno: «è in grande difficoltà, gira scortato, non riusciva nemmeno a parlare, mancava di lucidità, mi ha fatto una bruttissima impressione. (…) Si era portato dietro tutta la famiglia (…), è un uomo finito».
Per lui solo il sostegno dei parenti (le figlie, il genero e la moglie), che, spiegherà il sindacalista «lo incoraggiavano come fosse un pugile all'angolo in attesa di iniziare un incontro».
Ma di soldi nemmeno a parlarne, tutto, secondo il manager di Villa Pini dipendeva dalla presentazione del piano industriale di Villa Pini.
Presente alla riunione anche Camillo Cesarone, capogruppo del Pd in consiglio regionale oggi in carcere a Chieti con l'accusa di far parte di quella associazione a delinquere che avrebbe rovinato la sanità regionale.
Il sindacalista chiese a Zelli se Cesarone fosse laureato; Zelli rispose dì sì, un titolo conseguito in Scienze Politiche ma il sindacalista disse di essersi reso conto che Cesarone «non capisce nulla, che non sa neanche cos'è un piano industriale».

Alessandra Lotti 22/07/2008 9.20






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LA BELLA VITA DI ZELLI: VIAGGI IN LIMOUSINE E ROLEX DA 90 MILA EURO


ABRUZZO. Week end da 20 mila euro a botta, rolex da 90 mila euro, modello James Bond. E poi ancora viaggi a New York e spostamenti in elicottero e limousine- La vita di Gianluca Zelli, oggi in carcere con l'accusa di riciclaggio, vista da quello che emerge dalle intercettazioni telefoniche dell'ordinanza di custodia cautelare, era proprio una bella vita.
Padre fondatore della Humangest (lui ci ha messo le idee e Angelini gli spiccioli), dopo qualche anno la rileva interamente (a 4,5 milioni di euro) per poi cederla agli attuali proprietari.
Responsabile del personale aveva conosciuto Angelini quasi per caso, era entrato nel suo giro, nella sua azienda.
«Firmava carte senza procure», era diventato una specie di «direttore generale con ampi poteri», come dirà Angelini.
Talmente ampi che dentro ci stanno anche 21 milioni di euro spesi per una sponsorizzazione, soldi che la Procura sostiene che siano finiti nei paradisi fiscali.
La sua vita era agiata, aveva a disposizione «ingenti somme di denaro», e aveva una «notevole capacità patrimoniale», che secondo il gip Di Fine derivavano proprio dai proventi della finta sponsorizzazione.
Se doveva viaggiare faceva le cose in grande, senza badare a spese.
Se doveva fare un acquisto sceglieva il meglio e se aveva biglietti omaggio cercava qualche grosso personaggio da far accomodare vicino a lui.
Tutto sembra fatto per imitare il suo amico-nemico Angelini: sceglie gli alberghi che frequenta l'imprenditore tanto che anche la compagna gli rinfaccia il fatto di volergli assomigliare.

A CORTINA, 2 MILA EURO A NOTTE

E' il 4 febbraio del 2008 un collaboratore di Zelli gli dice che c'è una suite e una camera superior al Cristallo di Cortina disponibile dal 2 al 9 marzo e si parla di 1.935 euro a notte per camera e prima colazione.
Zelli gli chiede di vedere anche altre soluzioni e aggiunge che sa che in hotel c'è una cantina ben fornita poiché ci andava il dottor Angelini.
Il giorno dopo Zelli chiede alla sua compagna, amministratore delegato di Humangest se deve procedere con la prenotazione.
La donna domanda a quanto ammonterebbe la quota per il soggiorno chiedendo conferma se è di 1.400 euro al giorno per tutti i partecipanti. Zelli dice che la cifra è più alta e la donna non è d'accordo.
Si lamenta con lui e gli chiede perché non possano fare una vacanza un po' «più normale».
Lui controbatte dicendo che questa è una vacanza normale considerando che si tratta di un viaggio per 4 persone più due bambini.
Lei continua ad insistere che ci sono soluzioni molto più economiche, chiedendo perché bisogna prenotare per forza al Cristallo e a Cortina.
Lei, insiste dicendo che non è il caso di spendere «tutti quei soldi» (20-30 mila euro) per una settimana tra viaggio, soggiorno e lezioni di sci.
La donna continua a lamentarsi che a lei non piace fare vacanze all'ingrosso, sottolineando il fatto che ogni volta che si parte si debba per forza imitare le spese di Angelini.
La conversazione si chiude poi in tono polemico, lei dice a lui di prenotare, tanto alla fine si fa sempre come vuole lui.
Il discorso sembra chiuso, ma una settimana dopo rispunta la vacanza in grande stile.
Si sceglie un altro albergo, il Savoy che è collegato ad altre strutture più nuove.
Zelli chiede al suo collaboratore il totale: 9.695 euro. 3mila euro saranno a carico dell'altra coppia di amici, la somma che rimane se l'accollerà Zelli.

VIAGGIO A NEW YORK

A maggio del 2008 si organizza un nuovo viaggio. Data di partenza il 10 giugno, rientro previsto il 13. Anche in questo caso non si bada a spese: soggiorno a New York, volo in business class con la Continental, soggiorno all'Hotel Plaza oppure al Wordolf Astoria, zona Central Park.
Per il trasferimento dall'aeroporto in centro si opta per l'elicottero oppure una limousine e per finire una cena al ristorante Cipriani.

IL GRAN PREMIO CON PERSONAGGI "TOP"

Il 30 maggio Zelli sta per chiudere un super contratto con Seva Logistic ex Tnt. Il contratto è andato bene poichè darà loro «una milionata di fatturato al mese». Bisogna festeggiare.
Come premio per sé stesso si organizza un viaggio a Barcellona per seguire il Gran Premio, un evento enorme con l'impiego dell'elicottero.
Però c'è un inconveniente: chi doveva partire con Zelli dà buca, così il manager chiede al suo collaboratore se conosce una persona "top" per fargli compagnia, ribadendo che deve essere una persona di alto livello.
Ma all'esagerazione non c'è mai fine. Così proprio in quelle stesse ore Zelli decide di comprarsi un Rolex: un Perpetual Submariner Oyster del 1960 circa, modello James Bond.
Sul prezzo dell'oggetto qualche dubbio: ma su ebay, il sito di aste on line, ce n'è uno a 90 mila euro.
Un affare.
A.L. 22/07/2008 9.27