Pil Abruzzo, nessun miglioramento in 7 anni

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Presentato a Roma il rapporto Svimez 2008. Nel periodo 2001 - 2007 il dato dell'Abruzzo è il peggiore d'Italia, uno zero spaccato: nessun passo avanti del Pil rispetto a sette anni fa.

Nello stesso periodo, il Mezzogiorno è cresciuto dello 0,7%, l'Italia dell'1,1%. I numeri sono comunque quelli di un Paese fermo, con il processo interno di convergenza interrotto a differenza di quanto avviene in Europa.
Il PIL 2007 dell'Abruzzo cresce dello 0,9% sul 2006, meno che in Italia (1,5) un po' più che nel Mezzogiorno (0,7), ma Puglia, Molise e Basilicata fanno meglio.
Significa che il dato regionale torna sopra quello medio del sud, ma la nostra regione non è più in testa al Mezzogiorno quanto a ritmo di crescita come lo era stata per decenni. I danni inferti all'Abruzzo dalla recessione 2003-2004 non sono ancora stati recuperati mentre il crollo della Politica regionale mette di nuovo in grande pericolo il nostro futuro, considerando che in queste settimane sono in gioco la verifica del piano di risanamento della sanità, la stipula del nuovo patto per la salute, la partenza dei fondi strutturali e del FAS, le ricadute della manovra economica del governo.
«Quel poco di crescita che l'Abruzzo fa registrare», ha commentato Roberto Campo della Uil, «dipende dagli eccellenti dati della grande industria e dell'export, pesantemente controbilanciati dalla debolezza del resto dell'economia e dai danni derivanti dall'eccessiva tassazione che deprime consumi e sviluppo. Funziona quella parte dell'economia che se la cava anche senza la politica regionale, va male quella parte del sistema Abruzzo su cui dovrebbe incidere la politica».
L'obiettivo della presidenza Del Turco di contribuire alla costruzione di una nuova classe dirigente «è il più mancato di tutti».
«Bisogna reagire», continua Campo, «e pretendere una Politica di qualità e responsabilità, trasparenza, controlli e far crescere una pubblica opinione informata ed esigente, che non attenda la magistratura per contestare e sanzionare gli amministratori inadeguati, o peggio».
Nell'emergenza, la Uil è per un'azione comune sindacati-imprenditori con i parlamentari «per non lasciare l'Abruzzo senza voce e rappresentanza in questa situazione drammatica».

«NO A NUOVE TASSE»

La Uil Abruzzo si appella al Governo affinché si eviti un ulteriore aumento delle tasse in Abruzzo: «non sarebbe una punizione esemplare e al tempo stesso salutare, piuttosto, deprimerebbe un'economia regionale che ha già seri problemi».
Il sindacato spera che si trovi «una strada che tenga insieme il risanamento dei conti pubblici regionali e il rilancio dell'economia».
La Uil Abruzzo si appella al Governo nazionale affinché la vicenda dell'Abruzzo «venga esaminata non come un adempimento burocratico dentro un solco già tracciato, ma la prima occasione utile per praticare un migliore equilibrio tra risanamento e sviluppo».

21/07/2008 9.23

LA PREOCCUPAZIONE DI CONFAPI

La Confapi Abruzzo, deferazione regionale delle piccole e medie imprese è preoccupata «per un'aeconomia che continua a perdere terreno nei confronti di altre realtà economiche».
L'associazione chiede «un impegno di tutti nella ricerca e nell'innovazione che devono essere poste al centro di un grande progetto regionale».
Tra i punti salienti, anche una riforma «mai attuata della Fira, per renderla realmente uno strumento di coordinamento della politica del credito per le Piccole e medie imprese».
21/07/2008 16.14