Del Turco incontra i figli in carcere. La moglie di Quarta: «Angelini criminale»

Alessandro Biancardi

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LA CRONACA DEL GIORNO. ABRUZZO. INCHIESTA DEL TURCO. Sono arrivati qualche minuto dopo le 8.30 i due figli di Del Turco al carcere di Sulmona. Alle 10.50 sono usciti. Hanno lasciato al padre libri e pastelli per disegnare. C'è ottimismo «nelle carta non c’è niente di concreto contro di lui». L'ex manager Conga, invece, non ha risposto. per lui crisi depressive e attacchi di panico. PDL, COMINCIANO LE MANOVRE PER SCEGLIERE IL CANDIDATO GIUSTO
11.00 LA DIGNITA' POLITICA DIETRO LE DIMISSIONI

«Mi sembra che le esigenze cautelari siano terminate in quanto non sussiste ne' il pericolo di fuga, ne' di inquinamento delle prove: hanno perquisito tutto. Tuttavia abbiamo piena fiducia nell'operato
della magistratura, cosi' come abbiamo fiducia nei nostri legali. Speriamo di rivederlo presto a Collelongo».
Sulle dimissioni arrivate ieri ancora il figlio: «mio padre si e' autosopseso dal Pd per rispetto dei militanti. Relativamente alle dimissioni da Presidente della Regione si e' trattato di una questione di dignita' politica».
Quello di oggi è stato il primo incontro tra l'ex presidente e i suoi figli. Il permesso dell'incontro è stato accordato ieri dal gip, su richiesta del figlio di Del Turco.
«Mio padre e' innocente», ha detto ancora il figlio. «Dopo quattro giorni abbiamo letto attentamente le carte con i nostri legali e non abbiamo trovato riscontri su quanto contestato a mio padre».
«Non abbiamo pianto», hanno aggiunto. «Quando ci siamo incontrati ci siamo solo abbracciati forte e il nostro colloquio è stato tranquillissimo».

11. 20 LIBRI E PASTELLI IN CELLA

«E' stato un incontro tranquillo, ho portato libri e materiale per disegnare; come sapete mio padre è un pittore».
Così Guido Del Turco, ha continuato il racconto sul primo incontro con il padre. «Sono assolutamente tranquillo, fiducioso, sereno come papà», ha detto.
«Ci siamo detti tantissime cose, non abbiamo versato una lacrima perché noi famigliari lo conosciamo e siamo assolutamente sicuri che nostro padre sia innocente. State leggendo anche voi le carte - ha aggiunto -, le state analizzando come sto facendo io. Dalla lettura di queste carte e e da quello che dicono le persone coinvolte non c'é assolutamente nulla. Non sono stati trovati riscontri, sarà mio a padre a parlarne con il suo avvocato, non lo chiedete a me perché a difenderlo è l'avvocato».
E lunedì scorso, quando è esplosa la notizia dell'arresto il figlio Guido racconta: «ero davanti alla mia scrivania e ho saputo che l'avevano arrestato; se mi chiedete come sto adesso, dopo quattro giorni: ho letto le carte, ho parlato con mio padre e sono assolutamente tranquillo, fiducioso, sereno come papà».

11.35. QUESTO CARCERE NON E' MALEDETTO

«Questo penitenziario ha una fama maledetta perché negli anni sono avvenuti episodi spiacevoli, brutti. Mio padre ha trovato un penitenziario pulito, con il personale addetto che è superprofessionale non solo con lui, ma con tutti i detenuti, che qui stanno bene».
«Mio padre - ha raccontato ancora - mi ha detto 'qui mi sono ambientato, leggo tantissimo, ha gia' letto quattro librì; ma non chiedetemi i titoli. Gli ho chiesto 'papa', come stai qui dentro, e lui mi ha risposto che, compatibilmente con il fatto che non sta a casa, sta bene. E' chiaro che l'alternativa migliore sarebbe stare a casa. Ci tornerà presto».

11.50 «TORNERA' PRESTO A CASA»

«Ci siamo lasciati con un abbraccio», ha detto ancora il figlio, «sorridendo e scherzando, sicuri che presto potrà tornare a Collelongo, perché ci sembra che le esigenze di custodia cautelare siano terminate. Non esiste il pericolo di fuga: dove va? Non esiste il rischio di reiterazione del reato: si è dimesso. Non c'é il
pericolo che inquini le prove, perché gli hanno ribaltato casa e non solo la sua, gli hanno ribaltato l'ufficio e non solo il suo. Questi sono i tre elementi, correggetemi se ce n'é un quarto, che consentono la detenzione in carcere. Questi elementi non ci sono più, sono crollati».

12.00 CONCLUSO INTERROGATORIO ZELLI

Intanto da questa mattina gli interrogatori del pool di magistrati sono ripresi al carcere di San Donato. Il primo ad essere ascoltato Gianluca Zelli, amministratore delegato della societa' "Humangest", accusato di riciclaggio. Secondo l'accusa, il manager avrebbe fatto sparire nel nulla, circa 21 milioni di euro. Il difensore Ernesto Torino Rodriguez all'uscita dal carcere ha
detto che Zelli «ha chiarito la sua posizione e si e' difeso dalle accuse».

13.30 CONGA STA MALE. ATTACCHI DEPRESSIVI. NON RISPONDE AL GIP

«Non ha potuto rispondere, non si trova nelle condizioni di rispondere per lo stato di salute che
il gip e i pm hanno potuto constatare: stato confusionale molto importante durante tutto il tempo che e' stato al cospetto dei magistrati».
Queste le condizioni dell'ex manager dell'Asl di Chieti Luigi Conga, così come ha riferito il suo legale Barbara D'Angelosante all'uscita dal carcere. Subito dopo l'arresto l'uomo si era sentito male ed era stato trasportato in carcere. Ma da allora le sue condizioni non sarebbero migliorate.
Questa mattina l'interrogatorio a cui è stato sottoposto nel carcere di Chieti non ha prodotto risultati.
«Conga – ha spiegato l'avvocato- si trova in uno stato depressivo piuttosto consistente. Oggi abbiamo depositato una documentazione medica cospicua in base alla quale abbiano anche
richiesto la sostituzione della misura cautelare in carcere con quella agli arresti domiciliari. Debbo escludere - ha detto ancora - che abbia avuto qualche momento di lucidita' durante
l'incontro con i magistrati proprio a causa dello stress e delle patologie di cui soffre: stati depressivi, attacchi di panico e patologie cardiologiche».
Il legale di Conga non ha potuto nemmeno avere dal proprio assistito qualche chiarimento sui 113 mila euro trovati dalla Guardia di Finanza sulla sua Porsche Cayenne al momento dell'arresto.


17.00 MOGLIE QUARTA, «ANGELINI CRIMINALE A PIEDE LIBERO»

Vincenco Angelini è «un criminale a piede libero». Lo ha detto Cinzia Di Vincenzo, la moglie di Lamberto Quarta, dopo aver incontrato nel pomeriggio di oggi il marito nel carcere di San Donato a Pescara.
La donna ha sottolineato che il marito «non ha preso un centesimo da Angelini. E comunque non c'é nessuna prova».
«Il buon Angelini si sta vendicando di questo governo regionale per quello che non gli ha dato», ha riferito la moglie di Quarta.
La Di Vincenzo ha inoltre affermato che nel corso dell'interrogatorio Quarta ha risposto a tutte le domande che gli sono state formulate, e che è stata presentata da parte del legale di fiducia istanza di scarcerazione per il marito.








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DI STANISLAO (IDV), ELEZIONI A NOVEMBRE

«Gli abruzzesi vogliono avere al più presto il diritto di scegliere la propria classe dirigente. Per questo noi dell'Italia dei Valori riteniamo che le elezioni per il governo regionale debbano essere fatte improrogabilmente a novembre. Chi vuole andare oltre tale data pecca di ipocrisia».
Lo ha dichiarato l'ex assessore Idv alla giunta regionale Augusto Di Stanislao durante la conferenza
stampa che si e' svolta questa mattina presso il Palazzo Giunta di viale Bovio a Pescara, alla presenza del Coordinatore Regionale Idv senatore Alfonso Mascitelli e del Capogruppo Idv
Paolo Palomba.
«E' impensabile - ha aggiunto Di Stalislao -che si vada alle urne oltre il mese di novembre visto che la gente e' ormai stanca di aspettare».
«Trenta giorni fa - ha proseguito l'ex assessore Di Stanislao - abbiamo deciso di entrare in giunta
animati da un forte spirito di servizio per rilanciare un'azione riformista del centro-sinistra; oggi dobbiamo passare la mano perche' non ci sono piu' le condizioni per essere un partito di responsabilita'».
«Abbiamo tre questioni importanti da portare avanti: - ha dichiarato il Coordinatore Regionale Idv senatore Mascitelli - in primo luogo, la questione morale che dovra' essere posta come la priorita' delle priorita', dandoci leggi e regole chiare per renderla attuabile in tutti gli aspetti del governo
della cosa pubblica».
«Non vogliamo riconsegnare l'Abruzzo al vuoto del centro-destra, ma questo non significa dare cambiali in bianco a un centro-sinistra che deve necessariamente voltare pagina».
18/07/2008 13.32

CASTIGLIONE (AN): «LE ELEZIONI NON VANNO PROCRASTINATE»

«Nessuno cerchi di procrastinare le elezioni. Le ambizioni personali e il comprensibile timore di
confrontarsi con l'elettorato dopo il disastro provocato, devono cedere il passo una volta per tutte al senso di responsabilità. Ogni giorno che passa fa sprofondare sempre di piu' l'Abruzzo nella palude».
Cosi' Alfredo Castiglione, capogruppo An in consiglio regionale, sottolinea la necessità
di andare immediatamente al voto, «senza alcun indugio, possibilmente in ottobre o novembre».

ELEZIONI E SANITA' PAOLINI PARLA CON IL GOVERNO

Due importanti colloqui telefonici hanno caratterizzato la giornata del presidente vicario della Regione, Enrico Paolini. Due i temi affrontati con esponenti del Governo centrale: le elezioni anticipate e la situazione di emergenza in cui versa la sanità abruzzese.
In un primo contatto con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri, Gianni Letta e, a seguire, con il Ministro per gli Affari regionali, Raffaele Fitto, il presidente vicario ha concordato per la prossima settimana un incontro con il Governo centrale, nel quale valutare insieme la situazione e le decisioni da prendere.
All'incontro, al quale è prevista la partecipazione degli stessi Letta e Fitto, se possibile prenderà parte anche il Ministro della Salute, Maurizio Sacconi, con il quale, in tarda mattinata, Paolini ha avuto un primo colloquio telefonico per esaminare la situazione del capitolo sanità.
Una «lunga e proficua» conversazione, nel corso della quale il Ministro si è detto propenso ad analizzare con il presidente vicario la situazione straordinaria determinatasi in Abruzzo che, sicuramente, «può essere foriera di decisioni adeguate al caso e cioè», sottolinea Paolini «meno drastiche del previsto».

PDL, COMINCIANO LE MANOVRE PER SCEGLIERE IL CANDIDATO

La data delle prossime elezioni regionali è ancora incerto ma il Pdl si prepara sui blocchi di partenza.
Domani il partito di centrodestra riunirà i suoi vertici regionali per parlare ufficialmente della bufera giudiziaria e per cominciare a esaminare la complessa tematica delle candidature.
Strategia con largo anticipo, probabilmente per non ripetere i gravi ritardi verificatisi alle amministrative di Pescara.
Intanto, impazza il totocandidati alla presidenza della Giunta regionale: tra i papabili ci sarebbero Fabrizio Di Stefano (già senatore), il sindaco di Teramo, Gianni Chiodi, i parlamentari di Fi Maurizio Scelli e Daniele Toto (appena nominati in parlamento e volti “nuovi” della politica”.
Si pensa poi anche al senatore azzurro Filippo Piccone, sindaco di Celano (L'Aquila).
Per il centrosinistra la riorganizzazione dei partiti non è ancora partita. Tra i papabili ci potrebbero essere il segretario regionale del Pd, Luciano D'Alfonso, ma in questo caso un'incognita resta il suo
coinvolgimento nell'inchiesta giudiziaria che ha portato in carcere il suo ex braccio destro, Guido Dezio. Sicuramente Rifondazione Comunista e l'Italia dei Valori non sceglieranno di unirsi al Pd (salvo sorprese dell'ultim'ora) e non è da escludere che possano correre insieme.
Maurizio Acerbo, perse le cariche di consigliere comunale a Pescara e deputato potrebbe avere del tempo libero a disposizione per buttarsi nell'avventura…

ADICONSUM: «PENSARE ALLA SANITA'»

«Adesso iniziano i guai per cittadini e lavoratori del settore», questo il commento della Adiconsum. «Dopo la caduta del governo regionale il ministro Sacconi ha fatto chiaramente intendere che in Abruzzo arriverà un commissario. E siccome il commissario non può fare miracoli o aumenta la pressione fiscale o stabilisce metodi e tempi per razionalizzare la spesa».
Allora questo, per Adiconsum, «è il momento giusto per portar via i cumuli di macerie che sanitopoli ha creato, per far nascere un cantiere che ricostruisca una sanità efficace, efficiente ed economica per la nostra comunità, certi del fatto che non è semplice riportare ordine laddove il disordine regna da oltre un trentennio».
L'associazione chiede di «ridurre il numero delle ASL abruzzesi da sei ad una soltanto, aumentare i medici di famiglia sul territorio affinchè si abbassi il tetto dei mutuati, riorganizzare la rete ospedaliera e potenziare i servizi di base su tutto il territorio».