Masciarelli "Conte di Cavour". «Era lui il vero assessore alla Sanità»

Alessandro Biancardi

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INCHIESTA DEL TURCO. ABRUZZO. Se il vertice politico amministrativo della regione (Del Turco ed i suoi fidati) era il “quartiere generale” dal quale partivano gli ordini, la mente operativa, il talento e l'intelligenza fervida in grado di trovare soluzioni pratiche era, invece, Giancarlo Masciarelli. Era quest'ultimo a possedere le conoscenze utili per rendere davvero operative e pericolose le associazioni a delinquere ipotizzate dalla procura di Pescara.
Una professionalità tanto preziosa da riuscire a traghettare senza alcun problema dalla giunta di centrodestra a quella di centrosinistra.
Nel suo curriculum Masciarelli portava a Del Turco un sistema, un pacchetto di offerte all inclusive con il grande pregio di essere già stato collaudato con successo.
C'era l'originale ingegnosa prima operazione della cartolarizzazione dei crediti della Sanità e c'era la seconda già predisposta che doveva solo essere messa in pratica con poche altre mosse.
Il vero punto di riferimento anche con la giunta Del Turco era allora Giancarlo Masciarelli, almeno fino al 2006 quando fu arrestato per l'inchiesta sulla Fira e poi rinviato a giudizio nell'altra inchiesta sulla fallimento del pastificio Delverde.
Nell'interrogatorio del 12 aprile 2008 l'imprenditore Vincenzo Angelini definisce Masciarelli “Conte di Cavour”.

«Contava più di Vittorio Emanuele II. Io mi sono dovuto esibire in mille giochetti… facendo il buffone … ogni tipo di parte, perché dagli umori personali di questo signore dipendevano ogni mese i miei stipendi. E quando dico “dagli umori personali di questo signore” intendo dire che sia il precedente assessore che il successivo (…) facevano raffiche di telefonata a Masciarelli ogni giorno… Masciarelli era il dominus. Perché questi signori (Del Turco & co, ndr) l'abbiano eletto come tale dovreste chiedere a loro io non potevo che constatare il fatto».

E Angelini non ha dubbio che fosse lui la mente ed il «consulente ombra»

«Comandava lui… per conoscenza diretta si parlava con Masciarelli come se si parlasse con l'assessore, invece dell'assessore, in molti casi con maggior potere rispetto all'assessore. Addirittura devo dire che nella versione Mazzocca il fenomeno è peggiorato… con Domenici, invece, che era un mezzo fascista, le cose si facevano lo stesso anche se Masciarelli non era d'accordo».


Secondo il Gip Di Fine, dunque, non ci sarebbe nessun tipo di distinzione di meccanismi tra la giunta Pace e quella Del Turco.
Cosicchè sarebbero omogenee le operazioni tra la prima cartolarizzazione e la seconda denominata “D'Annunzio” (proprio come la mega inchiesta della Guardia di Finanza che ha sconvolto la regione).
Insomma verrebbe quasi da dire: squadra che vince non si cambia.
È con il cambio di maggioranza alla Regione la posizione dell'imprenditore di Villa Pini in teoria sembrava addirittura rafforzata poichè era stato eletto come consigliere regionale «un suo uomo»: Camillo Cesarone, già dipendente della clinica privata con funzioni apicali perché era responsabile delle relazioni sindacali, eletto tra l'altro nelle file dello stesso partito del governatore Del Turco e di Lamberto Quarta, lo Sdi.
Anche l'avvocato Boschetti, che pure aveva operato con la maggioranza di centrodestra, aveva ottenuto «la promozione risultando eletto attraverso il partito della Margherita come consigliere regionale, rappresentando insieme a Masciarelli il vero punto di contatto» tra le due associazioni a delinquere quella di centrodestra e quella di centro-sinistra.
Allora, con un'operazione strategica, in teoria infallibile, Angelini si sarebbe dovuto assicurare i favori anche della nuova maggioranza seppure di tendenza opposta alla precedente.
Ma solo in teoria.
In realtà le cose andarono diversamente e lo stesso imprenditore ammette più volte di essere stato «letteralmente stritolato economicamente in quanto costretto a pagare sotto minacce di ritorsione» o perché gli prospettavano la «cessazione della protezione evidentemente fino a quel momento assicurata». E per protezione si intende quella dalla magistratura ma anche dalle ispezioni dei Nas.

L'IMPREVISTO DELL'ARRESTO

Secondo gli investigatori il sistema sarebbe traghettato senza alcuna modifica da destra a sinistra, uguale, immutato con un unico fulcro: Masciarelli appunto.
Masciarelli prima del suo arresto sarebbe stato addirittura «consulente volontario» dell'assessore Mazzocca come confermato dallo stesso ex presidente Fira nell'interrogatorio del 16 gennaio 2007.

«Io nel 2005 quando ci fu il cambio di giunta, chiaramente con lo spoil system, mi misi a disposizione ma in quel momento io stavo elaborando la seconda operazione di cartolarizzazione che non si sarebbe chiusa senza di me… A quel punto nel 2005 io ho continuato a lavorare legittimamente perché ero presidente della Fira e per ovvi motivi mi dimisi dopo le perquisizioni di gennaio e febbraio del 2006. È mi fu chiesto di continuare comunque a portare avanti il piano di rientro perché altrimenti non saremmo arrivati e fui definito come consulente volontario».

Figura essenziale oltre a Masciarelli (e Boschetti anche lui in grado di reggere al cambio di maggioranza) c'era il dirigente del Servizio assistenza ospedaliera pubblica e privata lucrativa, l'indagato Pierluigi Cosenza, il quale -secondo gli investigatori- si sarebbe occupato di atti essenziali alla vicenda della seconda cartolarizzazione, talmente utile da preferirlo al disobbediente Enzo Mancinelli.
Dunque anche sotto l'assessorato Mazzocca vigevano le regole ferree di «estromettere direttori generali delle Asl da ogni possibilità di intervento in senso opposto rispetto a quanto deciso al di fuori delle sedi istituzionali proprio da Masciarelli».

LA SECONDA CARTOLARIZZAZIONE


Con la delibera di giunta 1326 del 9 dicembre 2005 si definisce l'approvazione dell'operazione finanziaria con la quale si definiva la chiusura della posizione debitoria del servizio sanitario regionale fino al 31 dicembre 2004. Come si ricorderà la seconda cartolarizzazione aveva un importo complessivo di 327.388 443 euro.
La delibera venne però predisposta dallo stesso Masciarelli e dai suoi collaboratori grazie ad una serie di dirigenti compiacenti che firmavano pareri, l'istruttoria (il processo preparativo della delibera) appariva formalmente regolare, in realtà, secondo gli inquirenti, era sempre lo stesso Masciarelli attraverso uomini di sua fiducia ad organizzare gli atti che la giunta regolarmente approvava.
E in tutta questa operazione -secondo il racconto di Angelini- sarebbe rientrata anche la costrizione della scelta della Deutsche Bank per effettuare l'operazione di cessione dei crediti dello stesso imprenditore, questione che è ancora aperta in una indagine parallela.

Ma il Gip Di Fine nel tirare le conclusioni sulla condotta di Masciarelli dice apertamente che «il vero assessore alla sanità» era proprio lui «mentre solo formalmente spettava a Mazzocca».
La “grandezza” di Masciarelli risiedeva anche nel fatto che da solo riusciva a svolgere una quantità enorme di mansioni: dalla preparazione delle delibere al coordinamento degli uomini compiacenti, a mantenere i rapporti con i manager delle Asl, a convincerli e a persuaderli a comportarsi nel modo migliore. Aveva personalmente rapporti diretti con gli uffici regionali della sanità, con i direttori dei quotidiani locali e con i giornalisti ai quali con cortesia e fermezza spiegava e proponeva il suo punto di vista con le relative censure
Aveva rapporti con gli istituti di credito coinvolti nelle operazioni di cartolarizzazione e riusciva a trovare il tempo persino per contattare i rappresentanti delle altre regioni che si erano invaghiti del modello innovativo creato dall'Abruzzo in tema di sanità.
Anche l'altro grande imprenditore della sanità Luigi Pierangeli conferma il ruolo predominante di Masciarelli avendo dichiarato ai pubblici ministeri di aver sempre incontrato Masciarelli come se si trattasse dell'assessore alla sanità.
Dunque per gli inquirenti un vero assessore ombra e «la sua azione era consapevolmente diretta a consentire agli altri indagati di agire nella totale illegalità».
Lo stesso ruolo sarebbe stato ricoperto dopo gli arresti di Masciarelli dal segretario generale Lamberto Quarta (ruolo creato ad hoc dal presidente Del Turco).
I questo groviglio di interessi il ruolo del vero assessore alla Sanità, Bernardo Mazzocca sarebbe stato marginale: «non avrebbe incassato denaro da Angelini», sostiene il gip nell'ordinanza, «ma comunque avrebbe preteso, proprio perché evidentemente consapevole dei favori concessi assicurati dalla erogazione dei pagamenti delle prestazioni delle cliniche- assunzioni di personale presso la casa di cura Villa Pini pur in assenza di specifiche esigenze aziendale».

Alessandro Biancardi 18/07/2008 10.49

CHI E' MASCIARELLI

La scalata di Masciarelli all'interno della Fira è rapida e ben ponderata.
Il 5 luglio 2002 Masciarelli viene nominato dall'organo assembleare consigliere della Fira.
A Vincenzo Trozzi (genero dell'ex governatore Giovanni Pace e oggi indagato nella maxi inchiesta della Sanità e cartolarizzazione) viene affidato l'incarico di vice presidente.
Ma il 10 aprile 2003 il presidente Di Tizio si dimette, il 17 aprile Masciarelli viene nominato consigliere delegato.
L'ingegnere di Taranta Peligna era stato fortemente voluto dall'allora assessore alla Sanità Vito Domenici (indagato anche lui nell'inchiesta di questi giorni) che lo reputava «una persona con capacità ed accreditamento professionale gode della piena fiducia di questo assessorato».
Ma di fatto dal curriculum prodotto da Masciarelli, come rileva lo studio Anello, «non si evince, oltre una competenza specifica in tema di progettazione meccanica industriale e piani di sicurezza sul lavoro».
Masciarelli viene arrestato il 27 ottobre del 2006 insieme ad altre 10 persone, nell'ambito di una inchiesta che vedrà coinvolte 45 persone. I reati contestati associazione a delinquere finalizzata alla truffa, falso, malversazione di contributi pubblici, corruzione per un totale di 20 milioni di fondi pubblici gestiti illecitamente per favorire gli amici.
Lunedì è tornato agli arresti domiciliari, indagato questa volta nella maxi inchiesta della Sanità.

[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=6578]NEL 2006 L'ARRESTO DI MASCIARELLI[/url]

[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=6722 ]FIRA: COSI' AGIVA LA BANDA MASCIARELLI[/url]

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[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=6741 ]QUANDO MASCIARELLI DICEVA DI ESSERE IL PROPRIETARIO DI ANTENNA 10[/url]

ANGELINI E MASCIARELLI DIETRO AL FALLIMENTO DELLA EX DELVERDE?

Sarà il commercialista teatino Obletter –durante i suoi interrogatori nel corso dell'indagine che voleva accertare il fallimento della ex Delverde a spiegare come gli imprenditori della Sanità entrarono nell'affare.
Si evince dai verbali di interrogatorio che dietro l'operazione «c'erano Picciotti, Alimonti e Vincenzo Angelini» che avrebbe dovuto supportare l'operazione con capitale fresco (circa 20 milioni).

[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/news2/article.php?storyid=188&page=0]EX DELVERDE: LE ACCUSE DELLA PROCURA[/url]