Trasporti, la bufera in regione frena l'iter procedurale del piano di bacino

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Filt Cgil: «Imbarazzo sui ritardi procedurali alla luce delle scadenze impellenti ed importanti che ci attendono». Si è tenuta martedì scorso, la seconda Conferenza dei servizi con lo scopo di proseguire l'iter procedurale e progettuale di definizione del Piano di Bacino del trasporto pubblico locale.

In un clima di evidente incertezza ed imbarazzo dovuto alle note vicende giudiziarie che hanno decapitato appena qualche giorno fa la Giunta regionale abruzzese, l'assessore alla mobilità e ai trasporti Vincenzo Fidanza non ha nascosto le difficoltà nel dover rispettare i tempi fissati dalla stessa Regione Abruzzo per portare a termine il processo di attuazione della programmazione generale della rete PRIT (Piano Regionale Integrato dei Trasporti) e PTS (Programma triennale dei servizi minimi).
Assente la Regione ma assenti anche i progettisti del Piano di Bacino, è toccato a molti sindaci, dirigenti scolastici ed universitari, rappresentanti delle associazioni dei consumatori, delle imprese di trasporto e delle organizzazioni sindacali, portare i necessari contributi per sollecitare e migliorare gli scenari di riferimento e le rispettive strategie di intervento.

La Filt Cgil di Pescara presente con Franco Rolandi e Giancarlo De Salvia è intervenuta per ribadire innanzitutto il proprio imbarazzo (peraltro già manifestato lo scorso 27 febbraio) sui ritardi procedurali alla luce delle scadenze importanti ed impellenti che porteranno al processo di riforma del tpl ed alla liberalizzazione del settore.
«E' noto a tutti - ha sottolineato il Segretario della Filt Cgil di Pescara Franco Rolandi - che il 31 dicembre 2007 è scaduto il termine ultimo per la messa a gara dei servizi e che se non ci fosse stato, almeno per l'Abruzzo, il provvedimento della Giunta regionale che ha prorogato di un anno tale scadenza, spostandola al 31 dicembre 2008, molte aziende di trasporto si sarebbero trovate ad operare in condizione di illegalità». Le vicende giudiziarie hanno peraltro alzato il livello di apprensione del sindacato. «Ci chiediamo, aldilà dell'impegno profuso dalle quattro province che si trovano bene o male sugli stessi livelli, ovvero sulle iniziali enunciazioni contenute nelle strategie generali di intervento, che tempi potremo ipotizzare per la definizione del Piano Regionale Integrato dei trasporti fermo ormai ai blocchi di partenza da oltre 10 anni e che a questo punto crediamo obiettivamente sarà difficile sbloccare in questa legislatura».
Con ogni probabilità salterà anche l'annunciata realizzazione del processo di razionalizzazione e di fusione delle aziende di trasporto regionali, progetto che interessa direttamente la provincia di Pescara giacché due delle tre aziende regionali (Gtm e Arpa) operano nel territorio provinciale.
«La più grande preoccupazione è tuttavia - ha ribadito la Filt Cgil di Pescara - proprio il processo di riforma del tpl. Ci chiediamo infatti, non senza allarmarci, - precisa il sindacato - come affronteremo la scadenza di fine anno senza che la Regione abbia definito quanti e quali siano i bacini da sottoporre eventualmente a gara ma anche quali siano i servizi minimi che intende garantire. Allo stato attuale e con la legislazione regionale vigente, la mancata definizione di almeno quattro bacini provinciali e conseguentemente l'ipotesi di quattro gare provinciali da assegnare ad altrettante aziende solide e ben strutturate, ci potrebbe prospettare una miriade di gare che interesserebbero tutti i comuni al di sopra di 10 mila abitanti. In pratica una giungla che oltretutto penalizzerebbe i piccoli comuni che a nostro avviso meritano di avere come gli altri la garanzia di un servizio sociale come quello della mobilità collettiva».
Infine la Filt di Pescara ha sottolineato ancora una volta l'assenza nel piano di bacino provinciale di riferimenti alla nota filovia sull'ex tracciato ferroviario tra Pescara e Montesilvano, opera come noto già appaltata e aggiudicata tramite gara.

17/07/2008 9.33