Tagli per i parchi nazionali, preoccupazione della Federparchi

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. All'esame del parlamento un decreto legge che rischia di compromettere gravemente il funzionamento degli enti parco. Grande la preoccupazione della Federparchi per quanto previsto dal decreto legge 112/2008 in discussione al parlamento per la conversione in legge.
Se il contenuto restasse quello originario, i parchi vedrebbero gravemente compromesso il proprio avvenire.
In particolare, a generare apprensione sono gli articoli 74 e 67 del richiamato decreto, che prevedono rispettivamente la riduzione del numero dei dipendenti di supporto impiegati in attività non istituzionali e il taglio dei fondi per la contrattazione integrativa.
Se la prima norma venisse confermata, il personale di supporto dei parchi dovrebbe essere ridotto fino a non superare il 10% dell'organico complessivo.
Una misura che si tradurrebbe, per molti enti, in una vera e propria paralisi, con conseguenze drammatiche sulle attività istituzionali, di conservazione della natura e di promozione del territorio e con risvolti assolutamente negativi sulle economie locali, che tanto devono alla presenza delle aree protette.
Anacronistico appare il riferimento al fondo 2004 per la contrattazione integrativa, considerato che all'epoca alcuni dei parchi neppure l'avevano ancora istituito, o era di importo talmente modesto da non poter assolutamente soddisfare le attuali esigenze maturate con il notevole sviluppo che nel frattempo ha caratterizzato la vita di queste importanti istituzioni.
«Come se non bastasse», spiega Federparchi, «da un ulteriore passaggio della norma sembrerebbe conferito al governo il compito di confermare ogni anno gli enti ritenuti necessari ai sensi della legge 70/1975. Di conseguenza, i parchi vivrebbero sotto la costante minaccia di soppressione, con evidente compromissione delle loro attività e dei loro programmi a medio e lungo termine, che costituiscono peraltro l'essenza stessa di un sistema di aree protette moderno ed efficiente».
La Federparchi fa quindi appello al ministro dell'Ambiente Prestigiacomo e a tutti i parlamentari «perché guardino con lungimiranza allo sviluppo di una componente fondamentale per l'avvenire del paese e riflettano sulle alte finalità dei parchi e sulle peculiarità che li distinguono dagli altri enti pubblici non economici».

16/07/2008 9.00