Sanità, una Regione allo sbando tra debiti e precari

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3417

LA POSIZIONE DEI SINDACATI ABRUZZO. Il Procuratore della Repubblica Nicola Trifuoggi lo ha ribadito ieri in conferenza stampa: la Sanità abruzzese si trova in condizioni disperate. Una voragine milionaria e un ripianamento dei debiti molto più lontano di quanto non volessero far credere. SANITA’, SACCONI: «NESSUN TAGLIO, SERVE RAZIONALIZZAZIONE» DAL CODACONS PARTE LO SCIOPERO DEL TICKET
LA POSIZIONE DEI SINDACATI ABRUZZO. Il Procuratore della Repubblica Nicola Trifuoggi lo ha ribadito ieri in conferenza stampa: la Sanità abruzzese si trova in condizioni disperate. Una voragine milionaria e un ripianamento dei debiti molto più lontano di quanto non volessero far credere.


SANITA', SACCONI: «NESSUN TAGLIO, SERVE RAZIONALIZZAZIONE»



DAL CODACONS PARTE LO SCIOPERO DEL TICKET

Adesso con il governatore in cella di isolamento, l'assessore alla Sanità Bernardo Mazzocca ai domiciliari e dirigenti del comparto nei guai fino al collo ci si chiede che cosa ne sarà dei debiti e del buco milionario. Anche perché il momento è delicatissimo: in ballo ci sono il piano di rientro, la negoziazione del nuovo patto per la salute, le ricadute della manovra economica del governo e decisioni sul fondo FAS, l'utilizzo pieno degli investimenti 2007-2013.
Roberto Campo, segretario regionale della Uil propone che sindacati e organizzazioni economico-sociali concordino con i parlamentari abruzzesi di entrambi gli schieramenti «un'agenda delle priorità strategiche per l'Abruzzo e insieme ci si adoperi per far sentire la nostra voce nelle trattative in corso con il Governo nazionale e per assicurare una guida alla Regione non solo per l'ordinaria amministrazione».
Perché il rischio più grave, adesso, è la paralisi.
«Siamo molto preoccupati», incalza anche Maurizio Spina, segretario regionale della Cisl. «La crisi politica in atto che rischia di lasciare senza voce e senza rappresentanza la nostra Regione, impegnata in una difficile fase di transizione per la scarsità di risorse disponibili in bilancio».
Anche in questo caso la Cisl si appella alla classe politica, quella «non coinvolta nell'inchiesta», ad adoperarsi «per la ricerca di soluzioni istituzionali che possano evitare la gestione solo ordinaria derivante dal commissariamento. L'appello viene rivolto a tutti i consiglieri di maggioranza e di opposizione, pur nella consapevolezza della necessità di decidere tempestivamente di anticipare il rinnovo del Consiglio Regionale».
«L'inchiesta in corso», dice invece Mario Frittelle delle Rappresentanze di Base/Cub, «dimostra che i ripetuti allarmi lanciati dalla RdB sul connubio politica, sanità privata e cartolarizzazione degli ospedali (da noi sempre definita come indebito esproprio di beni
pubblici) avevano il loro fondamento politico ed economico».
«Anche ultimamente», continua Frittelle, «rispetto alla volontà espressa dai nostri amministratori di non voler stabilizzare i precari della sanità pubblica, di non voler assumere personale necessario all'assicurazione dei Livelli Essenziali d'Assistenza, abbiamo denunciato che le motivazioni addotte, espresse con la mancanza di soldi in bilancio, erano false».
E i sindacati adesso si chiedono «chi salvaguarderà il posto di lavoro dei precari (circa mille nella regione) della sanità pubblica? Chi assicurerà i diritti minimi legati al diritto alla salute in questa regione? Chi pagherà i 14 milioni di Euro che, pare, si siano spartiti? Vogliamo sperare che non si chiedano altri sacrifici ai cittadini e ai lavoratori che, storicamente in questa regione, sono sempre stati scherniti e vilipesi dai vari governi che si sono succeduti negli anni».
Anche la Cgil esprime «grande sconcerto per le gravissime notizie riguardanti l'arresto del presidente».
«La gravità delle accuse mosse», scrive il sindacato in una nota, «al di là delle responsabilità dei singoli delineano un quadro drammatico per la vastità delle implicazioni e per gli elementi di continuità con amministratori della precedente Giunta di centrodestra. Il riproporsi di una nuova questione morale che investe il Governo della Regione dopo sedici anni apre una nuova lacerazione tra i cittadini, la politica e le istituzioni».
La Cgil ricorda la battaglia condotta «per portare a trasparenza i conti della sanità e il ripristino delle regole. Questa battaglia», dicono oggi, «non deve essere dispersa e vanificata nell'interesse generale dell'Abruzzo, dei lavoratori, cittadini e pensionati, che non possono ulteriormente pagare le conseguenze di una gestione dissennata della sanità abruzzese. La crisi politica che oggettivamente si è aperta ha bisogno di una rapida soluzione e di un periodo transitorio che non comprometta le possibilità di sviluppo e di riorganizzazione della Regione Abruzzo a partire dalla sanità».


15/07/2008 8.29
[pagebreak]

SANITA': «NESSUN TAGLIO, MA RAZIONALIZZARE»

ROMA. Il governo Berlusconi ha stanziato piu' fondi destinati al Sistema sanitario nazionale rispetto al precedente governo nel cosiddetto 'Patto per la salute'.

Per questo ora spetta alle Regioni impegnarsi in un processo di razionalizzazione della spesa. Arriva a stretto giro di posta la replica del ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, che risponde alle critiche emerse ieri dalla Conferenza Stato-Regioni che giudica ''insufficienti'' le risorse destinate alla sanita'.
Intervenuto alla presentazione dei Rapporto annuale sugli infortuni sul lavoro, il ministro ha sottolineato che «si e' parlato impropriamente di tagli al Ssn ma nel 2009 noi abbiamo stanziato dei finanziamenti maggiori a quelli previsti dal precedente governo. Ci sono risorse in piu' - ha spiegato il ministro - per il rinnovo delle convenzioni di medicina generale e 400 milioni di euro per evitare i ticket».
Stesso discorso per quanto riguarda il biennio 2010-2011 per il quale, spiega il ministro, «ci sono 5 miliardi di euro in piu' rispetto al 2009. A casa mia questi sono tutti soldi in piu'».
«Le regioni legittimamente possono dire che questi soldi non bastano», sottolinea Sacconi ma «l'obiettivo resta quello di razionalizzare la spesa sanitaria delle regioni in modo da avere lo stesso rapporto costi-benefici in tutto il Paese».
15/07/2008 12.14
[pagebreak]
SCIOPERO TICKET E CLASS ACTION PER DANNI CITTADINI
L'inchiesta sulla sanità in Abruzzo, «al di là delle responsabilità personali che saranno appurate, evidenzia uno spreco di denaro pubblico per milioni di euro. Solo per le tangenti si parla di 15 milioni, senza contare il danno complessivo al sistema sanitario».
Per questo il Codacons lancia lo sciopero del ticket in Abruzzo. «E' intollerabile che dei malati siano costretti a dare un contributo per le spese mediche mentre altri speculano sul sistema sanitario e nuotano nell'oro» ha dichiarato Carlo Rienzi, presidente Codacons.
L'associazione invita i cittadini abruzzesi a mettere in atto lo “sciopero del ticket”, «rifiutandosi di pagare il ticket in farmacia. Il farmacista è comunque tenuto a dare il farmaco, altrimenti potrebbe essere denunciato per interruzione di pubblico servizio».
Il Codacons annuncia anche l'intenzione di costituirsi parte civile nel procedimento penale e prepara una class action contro le ASL e la Regione per risarcire i cittadini di quanto hanno indirettamente subito a causa di un sistema sanitario inefficiente e dilapidatore.
I cittadini abruzzesi possono inoltre rivolgersi al Codacons per chiedere indietro i ticket pagati negli ultimi 5 anni.
15/07/2008 18.48