Conto alla rovescia per i saldi estivi

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Partiranno il 12 luglio ed andranno avanti fino al 25 agosto i saldi estivi in Abruzzo. le offerte promozionali sono già iniziate in diversi negozi della regione ma solo all'inizio della prossima settimana ci sarà l'apertura ufficiale.


ABRUZZO. Partiranno il 12 luglio ed andranno avanti fino al 25 agosto i saldi estivi in Abruzzo. le offerte promozionali sono già iniziate in diversi negozi della regione ma solo all'inizio della prossima settimana ci sarà l'apertura ufficiale.Secondo le previsioni della Confcommercio ogni famiglia spenderà poco più di 280 euro per l'acquisto di articoli in saldo. Il valore complessivo dei saldi estivi si aggirerà intorno ai 4 miliardi di euro con un'incidenza del 11,2% sul fatturato annuo del settore.
E se le vendite estive non stanno andando bene sia per una generalizzata crisi dei consumi trasversale sia per fattori legati a condizioni climatiche poco favorevoli, adesso si spera di recuperare con i saldi.

Per quanto riguarda il problema delle vendite promozionali, la Confcommercio ribadisce che sarebbe opportuno incrementare i controlli sulle vendite promozionali nei trenta giorni antecedenti i saldi e sulle richieste di vendite di liquidazione mediante la supervisione di un tecnico comunale, esperto del settore, «che abbia competenza in materia atta a verificare prima di tutto l'effettiva urgenza della richiesta e quindi la rispondenza della documentazione alle norme vigenti».
E come sempre accade è l'associazione di categoria che stila in 9 punti i consigli per i consumatori
1. Cartelli espositivi: è obbligatorio che l'esercente esponga
cartelli informativi sul tipo di vendita che si sta effettuando con la relativa durata.
2. Merci esposte: le merci oggetto dei saldi devono essere
indicate in modo inequivocabile per distinguerle da quelle poste in vendita al prezzo ordinario.
3. Pubblicità: le asserzioni pubblicitarie dei saldi devono
essere presentate in modo non ingannevole esplicitando il periodo, il tipo di vendita, gli sconti.
4. Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è
acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (artt. 128 e ss. del Codice del Consumo d.lgs. 6 settembre 2005 n.
206). In questo caso scatta l'obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.
5. Prova dei capi: non c'è obbligo. E' rimesso alla
discrezionalità del negoziante.
6. Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da
parte del negoziante qualora sia esposto nel punto vendita l'adesivo che attesta la relativa convenzione.
7. Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo
devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo.
Tuttavia nulla vieta di porre in vendita anche capi appartenenti non alla stagione in corso.
8. Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare
il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.
9. Sanzioni: chiunque violi le presenti disposizioni è punito
con il pagamento della sanzione amministrativa di una somma che va da € 516,46 a € 3.098,74.


09/07/2008 9.16