Corsi e ricorsi: la formazione sarà sempre serbatoio di clientele e favori

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Era successo qualche mese fa anche con la sanità. Un bubbone così enorme che non poteva non scoppiare. Così sono partite le inchieste giudiziarie. Per certi versi allora si è cercato di dare la parvenza di un cambio di rotta rispetto al passato.
«Basta con gli sprechi», nuove regole per gli accreditamenti, «basta favori alle cliniche private», «tagliamo le consulenze»… Tutti buoni propositi lanciati dai palazzi della Regione e dalla giunta Del Turco. Tra qualche mese sapremo se i propositi si saranno trasformati in fatti.
Qualcosa di simile sta accadendo, a quanto sembra, anche nel mondo della formazione professionale, quell'immensa pompa aspiratrice di fondi europei -e non- che vengono poi distribuiti in mille rivoli dalle Regioni.
Con quali criteri?
Sempre gli stessi: le clientele ed i favori agli amici degli amici, ai finanziatori del partito.
Con quali criteri sono stati scelti gli enti formatori?
Il neo assessore Di Stanislao ha parlato di Far West e di «mancanza di regole» o facilità nell'accreditare nuovi enti che poi magari nemmeno avevano i requisiti.
Tutto parte dallo scandalo indegno dello Ial Cisl che ha amministrato milioni di euro per organizzare corsi di formazione qualche volta dallo scarso valore, qualche altra dagli inutili effetti, altre volte si sono interrotti, altre volte non sono nemmeno iniziati.
E tutto questo mentre la Regione continuava a versare soldi nelle casse dello Ial mentre tutto l'entourage dell'ente sperperava soldi mentre i sindacalisti della Cisl erano distratti.
Se poi quei soldi sono serviti anche per finanziare campagne elettorali il cerchio è chiuso… Che tutta questa distrazione sia motivata dal fatto che era necessario mantenere le clientele, era necessario fare favori a destra e a manca?
Che serviva comportarsi in questo modo per assicurarsi la (ri)elezione?
Come potrà davvero l'assessore Di Stanislao rivoluzionare questa materia ormai incancrenita da anni di consuetudini che stanno oggi producendo gli effetti nefasti?
Ieri ancora una riunione di uno degli otto tavoli tematici di lavoro propedeutici agli Stati Generali della Formazione, dell'Istruzione e del Lavoro, in programma nel prossimo mese di settembre.
L'assessore Di Stanislao, in particolare, ha puntato l'attenzione ancora una volta sul ruolo delle agenzie formative accreditate in relazione ai nuovi bisogni formativi ed alla necessità di determinare nuove competenze con efficacia e qualità.
Perché non è stato fatto finora?
E perché lo si vuole fare adesso?
«L'obiettivo - ha sottolineato Di Stanislao - è quello di attivare percorsi virtuosi attraverso una formazione di eccellenza che in Abruzzo faccia leva su trenta o al massimo quaranta agenzie formative.
E' per questo - ha proseguito - che ho parlato di accreditamento selettivo degli enti di formazione e non certo di tagli indiscriminati come qualcuno ha equivocato».
Di Stanislao però vuole «la svolta» e secondo lui «occorrono certamente delle scelte importanti ma non si può prescindere da decisioni che siano il più possibile condivise. Questo significa fare squadra e legare in un'autentica filiera formazione, istruzione e lavoro».
«La formazione - ha rilanciato l'assessore - deve diventare il punto di snodo di una serie di politiche che coinvolgano da vicino ed intersechino settori come sanità, agricoltura, attività produttive, pesca ed altri e che consenta, al tempo stesso, di accorciare le distanze tra i giovani, il mondo della scuola e quello delle imprese».
Ma la verità è solo una: così come per la sanità o si fa pulizia davvero o alle belle parole seguiranno solo grosse grane.

03/07/2008 10.13