Riordino delle comunità montane, Anci insoddisfatta

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Martedì scorso il Consiglio Regionale ha approvato il disegno di legge regionale sul Riordino delle Comunità Montane proposto dalla Giunta Regionale.
Le comunità Montane saranno leggermente tagliate. L' aula ad inizio settimana ha detto sì ad una rivoluzione molto soft (4 comunità su un totale di 19 ma qualcuno aveva chiesto che ne venissero tagliate almeno 8).
L'Anci Abruzzo, ha più volte sottolineato, in ultimo il giorno 23 giugno durante la seduta della Consulta della Montagna della Provincia di L'Aquila, la non condivisione della norma prevista all'art. 5 del disegno di legge della Giunta Regionale, che prevede l'espresso principio di non sovrapposizione tra enti associativi.
«La legge», ripete oggi l'Anci, «limita il processo di associazionismo che, a nostro parere, deve avvenire partendo dal basso e, quindi, dai Comuni».
Partendo dall'analisi della vasta dimensione territoriale delle Comunità Montane abruzzesi (in alcuni casi la distanza tra Comuni appartenenti alla stessa Comunità Montana è di circa 80 Km), secondo l'Anci, l'introduzione della norma che prevede la non sovrapposizione tra enti associativi, avrà come «unico effetto» quello di indebolire il processo di associazionismo di molti servizi comunali (tecnico, ragioneria, tributi, anagrafe, polizia municipale).
«La conseguenza», spiega il coordinatore Giovanni Meuti, «è che i singoli Comuni dovranno continuare a gestire tali servizi in proprio con la conseguenza di un mancato risparmio di spesa e, quindi, di aggravio dei bilanci comunali ed in particolare di quelli dei piccoli Comuni, sempre più in sofferenza».
L'Anci spera ancora in un confronto concertativo con la Regione, «per giungere ad una eventuale modifica della legge regionale nella parte relativa alle forme associative».

27/06/2008 9.10