Sanità. Il Governo dice no ai precari, i sindacati si impuntano

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Un no alla stabilizzazione dei precari della sanità abruzzese, imposto dal Governo nazionale, e la richiesta di chiudere la negoziazione con le Cliniche private entro la fine di giugno. Si è chiuso così, ieri pomeriggio, il faccia a faccia di oltre quattro ore tra i sindacati e l'assessore regionale alla Sanità, Bernardo Mazzocca.
Un incontro intenso che è servito per l'esame approfondito delle osservazioni del Governo sullo stato di attuazione del Piano di rientro dai debiti delle Asl e sulle future mosse della Regione per uscire dall'attuale situazione di stallo.
Due, come detto, i problemi più importanti sullo sfondo.
Il primo è quello dei precari della sanità che premono per essere stabilizzati, come vorrebbe la Giunta regionale, per evitare il blocco o la parziale chiusura dei servizi sanitari.
L'attuale carenza di personale, dopo il licenziamento degli infermieri soprattutto, ma anche dei medici, alla scadenza dei contratti a tempo determinato mette a rischio l'assistenza o almeno la sua qualità.
Il secondo problema sul tappeto è il rapporto con la sanità privata, che si vuole chiarire con la definizione rapida della contrattazione in corso.
Proprio sui precari il confronto si è fatto acceso, perché l'assessore ha riferito che su questo punto il Governo è irremovibile, mentre i sindacati respingono questo diktat, ribadito peraltro in cronaca nazionale dalle dichiarazioni del ministro Brunetta contro la stabilizzazione del precariato nella Pubblica amministrazione.
Anche l'assessore è sembrato contrario a fare marcia indietro sui precari, ma a questo punto, per evitare guai maggiori e ulteriori strigliate dei funzionari ministeriali, Mazzocca dovrà presentarsi in Consiglio regionale e proporre di rivedere la scelta politica, adottata in Abruzzo, di stabilizzare il precariato.
Una decisione sofferta, che sarà poi il Consiglio a condividere o meno.
E su questa richiesta del Governo si prevede un'ampia opposizione dei sindacati e delle organizzazioni dei consumatori che giudicano un danno per i cittadini la limitazione dell'assistenza per mancanza di personale.
Senza dire che la scarsità del personale potrebbe rivelarsi un pericolo per la piena attuazione dei Lea, i livelli essenziali di assistenza.

LA SPACCATURA SUI PRECARI

Come detto, sui precari i sindacati si sono dichiarati contrari su tutta la linea, anche se è stata comunque condivisa la necessità di una maggiore incisività nelle azioni per il rientro dal debito, di cui è stata ribadita la paternità in capo al Centrodestra.
La discussione è proseguita poi sul confronto da accelerare sul nuovo Piano sanitario regionale e su questo è previsto un altro incontro entro la prima decade di luglio: i sindacati vogliono vederci chiaro sulle scelte sociali e territoriali del Piano sanitario regionale.
L'altra decisione più importante, sollecitata dai sindacati, è la richiesta alla Giunta regionale di adottare tutti gli atti necessari all'autorizzazione e all'accreditamento di Ospedali e Cliniche private, secondo precisi standard del personale.
In pratica si mette la parola fine all'accreditamento selvaggio, senza tener conto che ad un certo numero di posti letto, pubblici o privati, deve corrispondere una dotazione fissa di personale medico ed infermieristico.
Ed in questo adempimento, in prospettiva, si intravede una soluzione per la stabilizzazione dei precari. Sul rapporto con la sanità privata infine i sindacati sono stati irremovibili: la contrattazione con le cliniche per le prestazioni erogabili deve concludersi entro il mese di giugno, senza ulteriori proroghe o incertezze.

Sebastiano Calella 20/06/2008 8.50