Comunità montane d’Abruzzo: da 19 diventeranno 15

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Passano da diciannove a quindici le Comunità montane ricadenti nel territorio abruzzese; non potranno avere una popolazione complessiva inferiore a 10.000 abitanti, mentre sono esclusi i Comuni con popolazione superiore a 20.000 abitanti. ANGELO DI PAOLO (FEDERAZIONE DI CENTRO): “IN RITARDO ED INSUFFICIENTE IL PROGETTO DI RIFORMA»
La nuova ridelimitazione degli ambiti territoriali, che non potranno essere più di quindici, è demandata ad atti concertativi tra enti locali che, successivamente, potranno proporla alla Giunta regionale, che l'approverà necessariamente entro il prossimo mese di ottobre. Il processo di razionalizzazione delle Comunità montane è stato licenziato oggi dalla Giunta Regionale, approvando il disegno di legge "Riordino della disciplina delle Comunità Montane", proposto dall'assessore agli Enti locali, Giovanni D'Amico.
L'Assessore ha chiarito che la riduzione del numero delle Comunità Montane si potrà realizzare mediante accorpamento, scioglimento di Comunità Montane, oppure scioglimento con contestuale trasformazione in Unione di Comuni, anche mediante adesione ad un'unione già esistente.
La proposta può essere avviata anche a seguito di richiesta concertata tra le Comunità Montane, i Comuni e le associazioni regionali rappresentative degli enti locali interessati alla materia.
«Nessun atto d'imperio - ha avvertito D'Amico - poiché crediamo che il senso di tale legge stia nel riconoscere un ruolo agli enti locali, a cominciare dalla loro capacità di individuare le pertinenze dei loro territori».
Per l'assessore D'Amico il provvedimento licenziato dall'Esecutivo regionale ha il duplice obiettivo di «procedere all'adeguamento delle disposizioni contenute nella legge finanziaria 2008, per contenere la spesa pubblica», e di promuovere il «riconoscimento per le stesse Comunità montane del ruolo di Unioni di Comuni, specificamente preposte all'esercizio associato delle funzioni e alla salvaguardia e valorizzazione delle zone montane della nostra Regione».
«Con il disegno di legge - chiarisce ancora l'Assessore si è inteso anche dar seguito al principio sancito nella normativa di non sovrapposizione tra enti associativi».

17/06/2008 10.41

ANGELO DI PAOLO (FEDERAZIONE DI CENTRO): “IN RITARDO ED INSUFFICIENTE IL PROGETTO DI RIFORMA»

«Il progetto di riforma delle Comunità montane abruzzesi varato ieri dalla Giunta regionale è davvero poco ambizioso. L'assessore D'Amico, autore del progetto di legge, propone una modestissima riduzione nel numero di tali Enti: da diciannove a quindici. Non è questa la riduzione dei costi della politica che la gente si attendeva» ha detto il Consigliere Angelo Di Paolo del Partito Popolare Europeo (Federazione di Centro).
«Una riforma modesta, una riforma deludente, una riforma in ritardo rispetto alla tabella di marcia fissata dal Governo. Una riforma sbagliata anche per il fatto che va in onda solo a partire dal 2009, quindi sul finire della legislatura: anche per tale via la riduzione dei costi della politica sarà praticamente inesistente» continua Angelo Di Paolo.
«I tagli previsti», sostiene, «non rispettano le prescrizioni della Legge Finanziaria 2008 che obbliga l'Abruzzo a tagliare almeno otto Comunità Montane. Lo spirito della finanziaria è quello di contenere i costi, ma anche di finalizzare meglio le scarse risorse per la montagna. Applicando i criteri di buon senso previsti dalla legge, risultano soppresse le Comunità montane nelle quali almeno la metà dei Comuni non sono situati per almeno l'80% della loro superficie al di sopra di 500 metri di altitudine sul livello del mare. Criteri dunque assolutamente condivisibili, se si vuole riservare alla Comunità Montana il ruolo di governo della montagna ed eliminare lo scandalo delle Comunità marine».
17/06/2008 11.37