Carceri Abruzzo, «in 40 giorni 4 aggressioni»

Alessandro Biancardi

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SULMONA. In Abruzzo la media delle aggressioni che subiscono le guardi penitenziarie è allarmante. Tra maggio e giugno ci sono state 4 aggressioni di cui 2 a Sulmona e 2 a Teramo. In tutti gli episodi il personale ha riportato ferite e sono ancora in convalescenza.


SULMONA. In Abruzzo la media delle aggressioni che subiscono le guardi penitenziarie è allarmante. Tra maggio e giugno ci sono state 4 aggressioni di cui 2 a Sulmona e 2 a Teramo. In tutti gli episodi il personale ha riportato ferite e sono ancora in convalescenza.
«La particolarità sta nelle aggressioni avvenute a Sulmona», racconta il vice segretario regionale Uil penitenziari, Mauro Nardella.
«Entrambi si sono verificate ad opera di due internati. Di essi abbiamo ampiamente parlato in precedenti comunicati ove denunciammo la non omologabilità del Carcere di Sulmona al loro contenimento».
I carcerati, spiega Nardella, «sono sottoposti a delle restrizioni a nostro parere poco "convenzionali" per via di una struttura costruita per detenere detenuti di lunga pena (Sulmona è un
supercarcere) che non possiede nulla di quello che in realtà una casa lavoro dovrebbe avere se non dei laboratori di calzoleria, falegnameria e sartoria».
Questa condizione «reprime ancor di più la loro indole rendendoli conseguentemente più aggressivi. La presenza inoltre di più di 100 psicopatici presso la stessa struttura fa il resto». Il periodo caldo della stagione estiva appena cominciata non aiuterà di certo chi soffre questo disagio. Il personale di Polizia penitenziaria, tra l'altro, è quello che più di tutti risulta soggetto a Burn out. «Se non si prenderanno urgenti disposizioni», continua Nardella, «la situazione potrebbe divenire estremamente allarmante».
La Uil a tal proposito ha chiesto alla direzione che il personale operante all'interno del reparto internati venga continuamente avvicendato. Per questo è stato fissato un incontro che il 19 giugno porterà ad una modifica delle regole sulla mobilità interna del personale.
Lo stesso giorno la Uil chiederà che «la struttura venga cancellato dall'albo dei presidi psichiatrici». E fino a quando non accadrà il sindacato «manterrà lo stato di agitazione del personale».

16/06/2008 13.52