Giornalisti. Ora la Regione cerca il "supporto del supporto stampa"

Alessandro Biancardi

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CHIODI E PAGANO

CHIODI E PAGANO

ABRUZZO. Amore-odio per i giornalisti. Anzi amore e odio. Eppure la giunta Chiodi arruola sempre più professionisti della scrittura.

Il centrodestra di Chiodi è sempre pronto a contestare qualche cronista critico e a sviolinare chi invece dice cose che fanno piacere. E’ capitato nei mesi del post terremoto, più volte, ma anche nella vicenda Stati. Ieri, invece, l’ufficio stampa della Regione ha dovuto battere un comunicato per far gongolare Chiodi per un editoriale di Repubblica che lo elogiava per l’ottimo lavoro sul risanamento dei conti della Sanità.

Nel merito della spinosa questione (la sanità) meglio attendere per pronunciarsi, sta di fatto che la giunta e la presidenza del Consiglio regionale (Nazario Pagano) con i giornalisti vogliono avere a che fare e ne hanno sempre più bisogno per propagare il loro verbo, anche al prezzo di inventare fantasiose figure professionali, più metafore o iperboli che altro.

Così dopo la pubblicazione di un bando che prevedeva in pratica una nuova figura di giornalista, quella del “portaborse del giornalista dell’ufficio stampa”, se ne inventa una nuova, quella del “supporto al supporto stampa”.

Per quanto riguarda il primo bando si deve registrare doverosamente qualche dubbio del sindacato dei giornalisti nazionale sul tipo di inquadramento ed il completo silenzio del sindacato a livello regionale che preferisce la linea del “meglio non andare troppo per il sottile se si tratta di lavoro”. Intanto lo scorso 6 settembre si sono tenute le prove scritte e si attende di conoscere i nomi dei vincitori. Una frotta di giornalisti hanno partecipato nella speranza di un posto migliore. Un concorso come gli altri non senza malumori.

La linea del sindacato della stampa regionale sarà probabilmente la stessa anche per il nuovo bando che di sicuro appare originale, anche se non sempre chiaro o univoco.

L’avviso parla di «individuazione di una struttura (cooperativa, agenzia, impresa, società,ecc.) per la fornitura di servizi giornalistici a supporto delle attività della Struttura Speciale di Supporto “Stampa”».

Non è uno scherzo: cercano proprio un “supporto al supporto stampa”. Ma si dirà che saranno in pochi, poverini, non riusciranno a smaltire l’enorme mole di lavoro… infatti sono in 5 (a far parte dell’ufficio stampa del Consiglio regionale), collaboratori esclusi, e sono cosa ben diversa (per volere supremo imperscrutabile) dall’altro ufficio stampa, quello della “giunta regionale” dove invece i giornalisti sono ''appena'' 25. Qualcuno ricorderà le pungenti critiche dell’ex governatore Ottaviano Del Turco che, bastonando i predecessori del centrodestra, parlava spesso di un «esercito di giornalisti»: l’arresto anzitempo non gli ha però impedito qualche nuova assunzione.

Allo stato di fatto 25 a 5 è una disparità intollerabile che non può essere più sopportata e dunque serve un aiuto, anzi un supporto.

Certo, ma rimangono anche insondabili domande: perché i due uffici non si possono accorpare, coordinare o lavorare in sinergia, prevedere mobilità o altre diavolerie che potrebbero aiutare a risparmiare e lavorare meglio?

Magari aspettiamo il prossimo editoriale che ce lo spieghi.

Sta di fatto che l’avviso all’inizio parla di una «organizzazione specializzata» (cooperativa, agenzia, impresa, società, ecc.) «nella fornitura di servizi giornalistici» «cui avvalersi, all’occorrenza, per garantire la più ampia diffusione delle informazioni legate alle attività che si svolgono sul territorio regionale o per realizzare particolari obiettivi strategici volti a rafforzare l’immagine complessiva dell’Istituzione».

Poi però si spiega che l’organizzazione deve essere formata da «giornalisti disoccupati in grado di poter garantire la copertura dei servizi su tutto il territorio regionale per l’eventuale fornitura di un servizio temporaneo per un massimo di n. 2 unità».

Una descrizione accurata anche se gli obiettivi rimangono ancora un po’ sfumati. Alla fine della fiera sembra che la Regione cerchi il supporto di due giornalisti disoccupati ma in cooperativa... che si presuppone non lavori (altrimenti perché disoccupati?) e dunque non se la passi bene. Oppure disoccupati significa altro?

Il contratto però non è stipulato con la persona giuridica visto che l’inquadramento è di categoria C1. Durata del contratto 24 mesi.

Non basta perché i soggetti interessati dovranno inoltre produrre: «una relazione sulle attività svolte negli ultimi tre anni circa le esperienze maturate per incarichi analoghi presso enti pubblici; in dettagliato elenco di corrispondenti distribuiti sul territorio regionale; l’elenco dei giornalisti soci della società, cooperativa, impresa, ecc., data di costituzione della organizzazione».

Ad ogni modo non appare chiaro il riferimento alla società-cooperativa ed il rilievo al fine della selezione dei due giornalisti.

Si capisce ancor meno per quale ragione i due giornalisti debbano fornire un elenco di collaboratori se poi ad essere pagati sono solo in due.

Chi offre il prezzo più basso vince. E’ scattato il toto nome, le scommesse sono aperte.

Chi saranno i fortunati?

 15/09/2010 10.34