L'Uda "maglia rosa"per l'autonomia finanziaria

Alessandro Biancardi

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CHIETI. L'Università Gabriele d'Annunzio di Chieti Pescara, "maglia rosa" per l'indipendenza economica e, quindi, per le risultanze economico-finanziarie. PSICOLOGIA: DOPO LA PROTESTA IL NUMERO CHIUSO SLITTA AL 2011
E' un prestigioso quotidiano nazionale ad attribuire, attraverso l'esame dei vari Bilanci consuntivi delle varie Università, il primo posto nella classifica all'Ateneo di Chieti-Pescara. Fra quelli che arrivano a coprire la più alta percentuale delle entrate totali con le proprie risorse (contributi degli studenti, finanziamenti per la ricerca e fondi privati) l'Ateneo di Chieti-Pescara è al primo posto con una quota di entrate proprie che si attesta al 40,3% dell'intera massa contributiva centrale.
Una strada obbligata da percorrere, quella dell'autonomia finanziaria, che è stata imboccata dai vertici dell'Università già da qualche anno, dal momento che i finanziamenti statali – anche a causa della drastica riduzione in termini assoluti – si sono sempre più indirizzati al pagamento delle spese fisse del personale che assorbono l'88,9%.
Il sistema universitario italiano deve scontare, inoltre, un'eccessiva burocratizzazione, un obsoleto sistema di governance ed una forte carenza di incentivi in termini di qualità didattica e scientifica, sia per i professori-ricercatori che per gli studenti.
«Da qui», ha spiegato il rettore Franco Cuccurullo, «la convinzione che un rilancio dell'università italiana non può che passare attraverso una radicale autonomia gestionale, accompagnata da un sistema incentivante basato su una rigorosa valutazione dei risultati della ricerca e delle attività formative».
L'Ateneo d'Annunzio, già in pole position fra gli "Atenei virtuosi" che avrebbero dovuto beneficiare dei fondi legati al merito nella classifica nazionale stilata alla fine della scorsa estate, conferma quindi, come dato di fatto, la economicità della gestione.
Il direttore Generale della d'Annunzio, Marco Napoleone, in una intervista rilasciata già nel 2007 su un periodico regionale, aveva affermato che, alla luce della situazione finanziaria del nostro Paese, la strada giusta da seguire sarebbe stata quella di trasformare le Università in vere e proprie aziende che, con l'introduzione di snellezza decisionale ed operativa, nonché di efficienti meccanismi di gestione, avrebbero potuto più facilmente sostenere il passaggio alla condizione di Enti totalmente svincolati dall'assistenza centrale e proiettati verso la sola meritocrazia del mercato.

14/06/2008 9.30
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PSICOLOGIA A NUMERO CHIUSO, PROTESTE TRA GLI STUDENTI

CHIETI. Giovedì 12 giugno 2008 la Facoltà di Psicologia ha deliberato i nuovi corsi di Laurea triennale e magistrale (ex specialistica), inserendo una novità poco gradita agli studenti iscritti alla triennale: il numero chiuso per l'iscrizione alle lauree magistrali.
In particolare ci saranno due corsi di laurea magistrale con 120 posti ciascuno: "Psicologia clinica e della salute" e "Psicologia (cognitiva, sociale, infanzia)".
«Noi ci chiediamo», dice Domenico Tucci, presidente dell'associazione universitaria 360°, «che fine faranno gli oltre 400 studenti che si laureano in media ogni anno nella triennale a Chieti?» Considerato che il Ministero dell'Università, attraverso le indicazioni sulle modalità di attivazione dei nuovi corsi di laurea, indica di escludere il numero chiuso, ricordano gli studenti, «suggerendo altre strade e ritenendo che tutti gli studenti iscritti alla triennale devono avere la possibilità di iscriversi alla laurea magistrale», l'intera Associazione universitaria 360 Gradi è contraria al numero chiuso per l'iscrizione a Psicologia.
«Siamo solidali e partecipi con il Comitato Studentesco degli Studenti di Psicologia», continua Tucci, «che lunedì mattina, in occasione della seduta del Senato Accademico di Ateneo, organizzerà una manifestazione di protesta per scongiurare il numero chiuso».
Il Senato Accademico delibererà proprio quanto deciso dal Consiglio di Facoltà di Psicologia.
C'è quindi ancora la possibilità di trovare ascolto dall'organo maggiore dell'Ateneo.


14/06/2008 10.14

NUMERO CHIUSO SLITTATO AL 2011

«Grosso modo possiamo accettare lo slittamento del numero chiuso al 2011. Una vittoria degli studenti di 360°? Direi meglio che a vincere è stato il buonsenso».
Matteo Gorilla, lo studente che fa parte del Senato accademico della d'Annunzio, commenta così l'esito della riunione che doveva discutere la proposta di adottare il numero chiuso nella laurea specialistica di Psicologia.
E sfoggia la moderazione del vincitore di fronte alla marcia indietro dei Presidi riuniti per decidere sulla richiesta del consiglio di facoltà di Psicologia che come noto, a maggioranza – e sembra con la contrarietà del preside – aveva deciso di introdurre una strettoia nel percorso del tre più due.
Nei primi tre anni di laurea ci sono 900 iscritti, di questi si laureano circa 400 (nel 2007 sono stati 408).
Per proseguire nella laurea specialistica, i due corsi attivati (Psicologia clinica della salute e Psicologia cognitiva sociale e dell'infanzia) avrebbero avuto il numero chiuso con 120 posti ciascuno.
E visto che il più gettonato dei due corsi è il primo, 400 studenti dovevano combattere per 120 posti. Di qui le proteste degli studenti, i comunicati stampa e la manifestazione ieri di fronte al Rettorato. Un aiuto insperato è arrivato agli studenti dal Rettore Cuccurullo, che si è schierato dalla parte del no al numero chiuso, dimostrando un'apertura “psicologica” (è il caso di dirlo) maggiore dei prof della Facoltà.
«Insomma fino a ieri c'era la possibilità del numero chiuso – conclude Gorilla – da domani no per almeno tre-quattro anni, durante i quali si potrà monitorare il trend delle iscrizioni e delle scelte. Il numero chiuso, già orribile da solo, sarebbe stata una soluzione autoritaria che non condividiamo».

17/06/2008 10.35 (s. c.)