Immigrati in Abruzzo, ce ne solo oltre 60 mila

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2406

ABRUZZO. Gli immigrati presenti in Abruzzo sono oltre 60 mila. Nell'ultimo anno sono aumentati del 10% e nell'arco di 5 anni la loro presenza è quasi raddoppiata.
Tutti i dati del fenomeno li illustra Gianni Melilla, consigliere Regione che sottolinea: «solo una minima parte di loro delinque, ma la loro criminalità, pur marginale, alimenta la paura e l'insicurezza dei cittadini».
Il consigliere Melilla stila un rapporto dettagliato di quello che accade in regione. L'età media degli immigrati è 31 anni, mentre quella della popolazione abruzzese è di 43 anni.
Le donne sono più degli uomini (sono il 52,9%).
Provengono prevalentemente dall'Europa centro-orientale (circa il 50% di cui la metà albanesi), dall'Unione Europea (circa il 25% di cui la metà dalla Romania insieme alla Bulgaria dall'1 gennaio 2007 paesi membri dell'UE), dall'Africa (circa il 10% in prevalenza marocchini), il resto dall'Asia Orientale (per la maggior parte cinesi) e dall'America latina (prevalentemente brasiliani e argentini).
Sono circa 10 mila i ragazzi di famiglie extracomunitarie che frequentano le scuole abruzzesi: praticamente c'è un alunno straniero ogni 20 studenti (circa il 5%).
Il settore lavorativo delle collaboratrici familiari è quello che ha avuto l'incremento maggiore: è frequente oramai incontrare nelle strade donne dell'est che badano ai nostri anziani e disabili.
Ma vi è stato anche un forte aumento nel lavoro autonomo con 7.000 imprese individuali di extracomunitari (il 6,5% del totale delle imprese abruzzesi).
Negli infortuni sul lavoro gli extracomunitari coinvolti sono l'8% del totale.
«Gli extracomunitari in grande prevalenza lavorano onestamente, pagano le tasse, contribuiscono alla crescita economica dell'Abruzzo», sottolinea Melilla. «Solo una minima parte di loro delinque, ma la loro criminalità, pur marginale, alimenta la paura e l'insicurezza dei cittadini».
In un recente sondaggio della Demos quasi il 50% degli italiani ha dichiarato di sentirsi minacciato dalla presenza degli immigrati.
«La percezione del pericolo rappresentato dagli stranieri alimenta un clima politico che a volte sfiora la xenofobia e l'intolleranza», continua il consigliere. «Eppure dobbiamo tener conto di questo fenomeno e capire come superarlo scegliendo la via del dialogo e dell'integrazione nel pieno rispetto della legalità e della sicurezza».
«Appare lontana anni luce», ricorda Melilla, «la disponibilità che spinse il Presidente Fini ad accettare la richiesta del centro-sinistra di concedere il voto alle elezioni amministrative per gli extracomunitari residenti in Italia. Eppure questa scelta sarebbe assolutamente motivata».

Le attuali misure presentate dal Ministro Maroni in materia di sicurezza e immigrazione, secondo il consigliere, «risentono di un'impostazione ideologica punitiva che può incrinare la tradizionale cultura dell'accoglienza e dell'integrazione del nostro Paese. Basti pensare all'introduzione del reato di immigrazione clandestina.
Speriamo che il Parlamento corregga questa linea politica ascoltando le autorevoli voci della Chiesa, del Volontariato, dell'ONU e dell'Unione Europea».
«Noi», sottolinea il consigliere, «con il festival dei Popoli Migranti a Pescara dal 13 al 15 giugno continuiamo a credere nella cultura che coniuga diritti dei migranti e sicurezza dei cittadini. E con modestia ma con grande determinazione, siamo dalla parte di chi ha bisogno di tutela sociale e umana».

IN ITALIA 1 MLN DI ROMENI

In un anno il numero dei romeni in Italia è raddoppiato: ad inizio 2008 è stato superato il
milione di presenze. Lo stima la Caritas Italiana.
All'inizio del 2007, la comunità romena regolare era stimata in 556 mila; dopo un anno l'ipotesi è che sul territorio italiano ci siano 1.016.000 romeni. Di questi, il 73,7% è qui per motivi di lavoro e il 23,5% di famiglia. La maggior parte, il 53,4%, sono donne.
E' la fotografia che presenta la Caritas Italiana in un rapporto, presentato oggi al Cnel, sull'immigrazione romena. La pubblicazione utilizza dati di varie fonti ed è stata curata da
una cinquantina di autori, un terzo di questi romeni.
Nel 1980 i romeni in Italia erano appena 8 mila. In 17 anni sono aumentati di ben cento volte.
I ricercatori della Caritas sostengono che se anche la stima di un milione di romeni fosse eccessiva (é possibile un errore del 10-15%) e la comunità contasse 850 mila presenze, quella
romena sarebbe comunque la più numerosa nel nostro paese.
Il gruppo più ampio è nel Lazio (200 mila), Lombardia (160 mila), Piemonte (130 mila). Le rimesse dei romeni ammontano a quasi 4 miliardi l'anno. Per l'Unimpresa, sarebbero 20 mila le
imprese italiane in Romania che danno lavoro a 800 mila persone; alimentano un interscambio di 12 mila miliardi di euro annui. Il loro fatturato è di 150 milioni di euro, pari al 7% del Pil.

12/06/2008 12.03