Telecom Italia Abruzzo, licenziamenti dietro l'angolo

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. L'occupazione in Abruzzo nell'anno 2000 in Telecom Italia era di circa 2.200 dipendenti, nel 2008 è a meno di 800 addetti, nonostante l'incorporazione di Tim avvenuta nell'autunno del 2006.

Nel mese di marzo 2008 il nuovo gruppo dirigente ha proposto alle segreterie nazionali di Slc –FISTel – Uilcom e di Cgil – Cisl –Uil, una rottura con la precedente gestione finanziaria di Pirelli, Condivisa dalle organizzazioni sindacali.
«A seguito della bocciatura dei mercati finanziari che non hanno gradito il calo dei dividendi», spiegano le Rsu Abruzzo, «era stato preannunciato dall'amministratore delegato prima una modifica al piano in autunno, poi sempre a mezzo stampa una sostanziale tenuta. Infine mercoledì 4 giugno sono stati annunciati 5.000 licenziamenti da effettuare entro il 2010, pari a circa il 10% dell'attuale occupazione».
«L'amministratore delegato Franco Bernabè», continuano le rappresentanze sindacali, «in assenza di modifiche al piano industriale, ha invertito la prassi vigente da sempre, che vede l'eventuale denuncia di esuberi a valle delle ricadute che un piano industriale, condiviso o meno dai rappresentanti dei lavoratori, possa prevedere e non all'incontrario costruire un piano industriale partendo dai tagli occupazionali».
Per questo le segreterie regionali Slc – FISTel - Uilcom Abruzzo e le Rsu di Telecom Italia, «rivendicano il rispetto da parte dell'azienda del suo "core business" rappresentato dai lavoratori, dalla propria professionalità, dal loro operare che giornalmente mettono in campo per sopperire alla mancanza di investimenti e modelli organizzativi efficienti nei confronti della clientela».

10/06/2008 16.11