Ato4. Record italiano per la spesa del personale: 787mila euro per 17 dipendenti

Alessandro Biancardi

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Ato4. Record italiano per la spesa del personale: 787mila euro per 17 dipendenti
PESCARA. L’Ato 4 pescarese, è il caso di dirlo, si fa sempre riconoscere. E questa volta in tutta Italia. Nella relazione annuale al Parlamento sull’uso delle risorse idriche per l'anno 2007, svolta dal Co.Vi.Ri. (Comitato per la Vigilanza sull'Uso delle Risorse Idriche), presentata a maggio 2008, spicca un dato: l’enorme uscita di denaro dalle casse dell’Ente d’ambito 4. (Nella foto: Giorgio D'Ambrosio, ex presidente Ato4)


Un flusso così abbondante da segnare un primato in tutta la penisola: l'Ato pescarese è infatti quello che, in tutta Italia, spende più soldi in personale.
Gli Ato in Abruzzo sono 6 (ancora).
La Regione ha approvato nel novembre del 2007 la legge regionale che dovrebbe ridurli a 4. Ma intanto in attesa della nuova definizione dei confini (spariranno l'Ato marsicano e quello Peligno alto sangro) si continua a spendere.
I sei Ato coprono in totale 305 comuni (37 quello aquilano, 35 il marsicano, 37 quello peligno, 64 il pescarese, 40 il teramano e 92 il chietino) per un totale 1,3 milione di bacino d'utenza.
Eppure le spese sono tante e l'Ato pescarese è quello che ha le mani più bucate degli altri.
Ma non si parla di spese strettamente legate all'erogazione dell'acqua (tubature, fognature o cose simili) ma di soldi investiti per il personale: nel 2007 la cifra è arrivata a 787 mila euro, 82 mila euro in più rispetto all'anno precedente quando però c'erano anche 378 mila euro sotto la voce “altre spese”. Decisamente altre cifre rispetto agli altri 5 Ato abruzzesi.

Perché tanti soldi?
Si potrebbe imputare tutto ad un numero maggiore di personale, ed anche questo è vero, ma è il costo medio di ogni singolo impiegato a fare la differenza.
Partiamo dall'inizio: nell'Ato pescarese lavorano 17 persone (3 dirigenti e 14 impiegati), in quello aquilano appena 3 persone (dipendenti) in quello marsicano 7 (3 dirigenti e 4 impiegati) in quello Peligno Alto Sangro 3 (dipendenti) in quello teramano 7 (2 dirigenti e 5 impiegati) in quello chietino 5 (impiegati).
E se da Pescara devono saltare fuori ogni anno 787 mila euro quanto spendono gli altri?
Quello aquilano appena 17.901, quello marsicano 245.049, quello peligno alto sangro 35.750, il teramano 256.234 e quello chietino 58.800.

E il costo medio?
Diverso a seconda dei vari ambiti e, non c'è nemmeno bisogno di dirlo, nella zona di Pescara le cifre aumentano.
Il costo medio dei dirigenti è di 105.778 euro, in quello marsicano e in quello teramano esattamente la metà rispettivamente con 50.944 euro e 56.028 euro. Negli altri non ci sono dirigenti e quindi costi da sostenere.
Anche agli impiegati pescaresi va meglio con 33.601 euro ogni 12 mesi.
Nessuno guadagna quanto loro. Nella provincia aquilana il costo medio per i dipendenti è di 5.697 euro, in quello marsicano 23.055, in quello Peligno 11.917, in quello teramano 28.836 e 11.760 in quello chietino.
Somma totale a Pescara, quindi 787.745 euro annuo in personale e sfogliando tutta la classifica nazionale non si trovano casi simili.
Primi senza dubbi.

NUMERI E PARAGONI

Se si sommano i costi del personale dei 3 Ato dell'Umbria si arriva a 693 mila euro, se si guardano le cifre dell'Ato unico della Puglia si arriva a 613.018 euro (appena 16 dipendenti totali contro i 42 dell'Abruzzo, per un bacino d'utenza di oltre 4 milioni di residenti e 258 comuni).
Nemmeno l'Ato unico della Basilicata arriva ai 787 mila euro ma si ferma ad appena 516.592 (14 dipendenti totali).
Per non parlare dell'Ato unico in Sardegna (1,5 milioni di utenti) che spende appena 368.192 euro.

QUANTI IMPIEGATI IN ABRUZZO?

Ma quante unità vengono impiegate in Abruzzo?
42 persone: di queste 25 a tempo determinato e 17 a tempo indeterminato.
Dei 42 impiegati: 19 lavorano a tempo pieno e 23 part time.
Anche questa cifra è sicuramente spropositata.
Basta ricordarsi che tutta la regione ha un bacino d'utenza di 1,3 milioni di residenti e sfogliare un po' i dati nazionali.
Il Piemonte (6 Ato e un bacino d'utenza di 4 milioni di persone) ci sono 41 dipendenti, in Veneto 39 (8 Ato e un bacino d'utenza di 5 milioni di persone), in Liguria 13 (4 Ato e 1 milione mezzo di utenti) nel Lazio 26 persone (5 Ato e 4 milioni di utenti).
Più dipendenti dell'Abruzzo li troviamo in Lombardia con 55 unità (ma spalmati in 12 Ato e per quasi 8 milioni di utenti) o in Toscana, 51 dipendenti (in 6 Ato e quasi 3 milioni di utenti).

COSA FANNO?

Ma per cosa sono pagati i dipendenti pescaresi?
11 per la “pianificazione e il controllo”, nessuno per “la tariffa e tutela del consumatore”, 6 lavorano in “segreteria e affari generali”.
E quel numero 11 in pianificazione e controllo non ha eguali in tutta Italia.
Sempre prendendo come riferimento l'Ato unico che lavora su tutto il territorio pugliese, in quella stessa mansione troviamo 9 dipendenti e in totale nei 5 Ato del Lazio per quel posto vengono impiegate 12 unità.
Come mai tutto questo bisogno a Pescara e dintorni?
Numeri che dovrebbero far riflettere dopo le polemiche legate al “partito dell'acqua”, agli scandali legati alle inchieste sull'acqua avvelenata e della depurazione (Fangopoli).
Dati che incidono pesantemente sulla spesa pubblica a fronte di servizi purtroppo che lasciano a desiderare (di certo non abbiamo il servizio idrico migliore d'Italia).
Nonostante “l'esercito” di 11 persone per la “pianificazione ed il controllo” lo scorso anno non si è riusciti ad arginare una pesantissima crisi idrica per mesi: pare chiaro che, almeno in questo caso, non vi è stata “pianificazione” né tanto meno “controllo”.

Alessandra Lotti 07/06/2008 9.38