Debito sanitario, Del Turco: «facciamo fronte comune per evitare nuove tasse»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1708

L'AQUILA. Un consiglio straordinario intenso, quello di ieri durante il quale si è discusso sul debito sanitario della Regione. Del Turco ha chiesto a maggioranza e opposizione di fare fronte comune per scongiurare gli aumenti. Critico il centrodestra: Pace: «problemi gravi nascosti in campagna elettorale dall'ex ministro della Salute Livia Turco».
«Impedire l'aumento delle tasse è un atto di civiltà democratica. Per questa regione intendo portare avanti con forza fino a mettere in discussione la prosecuzione del mio mandato politico-amministrativo in Regione».
Lo ha detto il presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, intervenendo ieri pomeriggio in consiglio regionale.
«E' quanto mai necessario - ha aggiunto - trovare una soluzione politica entro l'8 giugno alla lettera dell'ex presidente del Consiglio, Romano Prodi, che io ritengo essere figlia di un comportamento esemplare da parte di un presidente del Consiglio».
Il presidente della Regione ha poi dato conto all'Aula dei due incontri avuti nei giorni scorsi con Gianni Letta e gli altri rappresentanti del governo.
In questo, e soprattutto alla luce dell'incontro al ministero dell'Economia, la strategia della Regione è di chiedere una dilazione dei tempi di pagamento dei debiti «per evitare quella cura di cavallo (incremento dell'imposizione fiscale, ndr) che rischierebbe di uccidere l'animale».
Dal punto di vista politico, invece, il presidente Del Turco ha chiesto alle assise regionali «una presa di posizione comune su questa vicenda, come hanno fatto finora tutte le associazioni di categoria e le rappresentanze sindacali abruzzesi, perché è necessario fare fronte comune contro l'aumento delle tasse che rischia di sconquassare l'intero sistema produttivo abruzzese.
«Questa - ha proseguito il presidente - è l'occasione migliore per cui un'intera regione fa blocco comune e unico contro una tassazione che io ritengo ingiusta. Queste sono le buone ragioni - ha concluso Del Turco - per cui il Consiglio regionale di oggi si concluda con un messaggio di unità».

LA RELAZIONE DI MAZZOCCA: «1,7 MILIARDI DI DEBITO»

L'assessore alla Sanità Bernardo Mazzocca ha ribadito invece «la validità sostanziale e formale del piano di rientro sottoscritto l'anno scorso con il governo precedente».
«Con questo strumento - ha detto- abbiamo agito sia sulla parte economico-finanziaria della spesa sanitaria sia sull'impianto strutturale dell'offerta sanitaria regionale».
Al 31 dicembre 2006 il debito accertato nel settore della sanità, secondo quanto riferito dall'assessore, era di 1 miliardo 760 milioni di euro, di cui 909 milioni coperti con due diverse cartolarizzazioni.
«Di fatto - ha sottolineato Mazzocca - dal 2001 al 2006 c'è stata una sottostima del Fondo sanitario sul bilancio della regione e su questo elemento noi abbiamo dovuto agire».
L'assessore ha inoltre parlato «per il 2007 di tenuta del piano di rientro fatta eccezione per la contrattazione delle cedole di cartolarizzazione che ha provocato lo sforamento (di 13 milioni di euro) rispetto alle aspettative debitorie legate al primo anno di operatività del piano di rientro».
«Ma in un anno e mezzo - ha aggiunto - siamo riusciti ad abbattere di 60 punti il tasso di ospedalizzazione (meno 25 mila ricoveri), abbiamo abbattuto dal 28 al 14% l'inappropriatezza dei ricoveri e portato dal 10 al 24,70 per mille abitanti la percentuale dei cittadini che usufruiscono l'assistenza domiciliare anziché il ricovero in ospedale».

LE ACCUSE DEL CENTRODESTRA

L'ex presidente Giovanni Pace (An) ha attaccato i vertici del centro-sinistra e l'ex ministro Livia Turco - capolista del Pd in Abruzzo - che «hanno mancato di far conoscere agli abruzzesi la drammaticità della situazione della Sanità, di cui erano a conoscenza dalla fine di marzo, per esigenze elettorali, stante l'imminenza del voto per le politiche».
In conclusione, comunque, Pace ha assicurato che farà la propria parte per sostenere l'Abruzzo «in questo difficile momento».
Intervenendo in Aula, anche il Consigliere regionale, Vito Domenici, ex assessore alla Sanità nella precedente legislatura, ha convenuto che «sulla sanità serve più coraggio di quello che abbiamo dimostrato. La riforma del sistema sanitario, con i pesanti tagli che richiede, e' un terreno minato dal quale dipendono anche gli esiti elettorali».
«Nella indecorosa guerra dei numeri sul debito sanitario c'è un unico sconfitto: il popolo abruzzese che, molto probabilmente, sarà chiamato a coprire il buco aperto con nuove tasse, all'incirca di 230 milioni di euro». Così Alfredo Castiglione (An) ha commentato i lavori del consiglio regionale. «A oggi non c'è alcuna certezza sull'entità reale del debito sanitario, né il governo regionale ha saputo indicare con la necessaria chiarezza il percorso che intende intraprendere per offrire le garanzie richieste dal governo nazionale sul piano di rientro. Troppo facile minacciare le dimissioni, come ha fatto il presidente Del Turco».
«Non si può tacere il caos dei conti di questa amministrazione di centro sinistra, che non riesce a far trovare un accordo neanche tra i tecnici dei due assessorati coinvolti nel deficit di bilancio»: così il Capogruppo del Mpa in Consiglio regionale, Giorgio De Matteis. «Collaborare, ma a fare cosa?- ha domandato De Matteis in Aula- La disponibilità a risolvere i guai della Giunta Del Turco dipenderà solo da quali politiche e decisioni
concrete saranno avviate per il futuro»

MELILLA: «SI PUO' FARE» E L'APPROVAZIONE DELL'ODG

Il capogruppo della SD, Gianni Mellila, ha sottolineato nel suo intervento che «è tecnicamente possibile scongiurare l'aumento delle tasse con un'azione condivisa dalle forze presenti in Consiglio. Il Governo nazionale- ha continuato Melilla- non ha contestato il piano di rientro in vigore dal 2007, ma il deficit di 200 milioni relativi all'anno 2006. E' importante, quindi, non disperdere lo sforzo e la convergenza avuta in Consiglio sul tema della sanità negoziando con il Governo le modalità di rientro».
Al termine della seduta straordinaria il Consiglio regionale ha votato a maggioranza, sette contrari, tre astenuti, un ordine del giorno del centrosinistra che «impegna il Presidente e la Giunta regionale ad attivare tutte le iniziative istituzionali e politiche, presso il Governo ed il Parlamento, al fine di consentire che gli obiettivi del Piano siano conseguiti con misure alternative che la Regione e' in grado di sostenere, non attraverso il ricorso al maggior prelievo fiscale, il cui onere sarebbe insostenibile per l'economia abruzzese».

30/05/2008 9.58