Sanità. Confronto Regione-Governo: sono ore decisive

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Ancora confronti tra Regione e Governo sui conti della sanità e le strategie future. Arriveranno le nuove tasse per risanare i conti in rosso? Ieri intanto ancora un incontro a Roma.
Sono state due ore di confronto «molto duro», come lo ha definito il presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, nel corso del quale il governo è entrato nel merito dei piani di rientro delle regioni Abruzzo e Lazio.
Questo per accertare se ci sono margini di movimento per evitare la nomina da parte del governo di un commissario ad acta che disponga l'aumento della leva fiscale per far fronte al deficit della spesa sanitaria.
«L'Abruzzo - ha detto il presidente della Regione - presenterà già dalle prossime ore tutti i documenti che comprovano in maniera ineludibile la pratica attuazione del piano di rientro. È questa la testimonianza più chiara che con il governo è partito un confronto importante dal quale l'Abruzzo non ha alcuna intenzione di sottrarsi».
Alla riunione erano presenti per il governo il ministro egli Affari regionali, Raffaele Fitto, i sottosegretari Giuseppe Vegas (Economia), Francesca Martini (Welfare), Fazio (Sanità) e il presidente della Conferenza delle regioni, Vasco Errani, che hanno parlato di azione indispensabile da parte del governo alla luce non solo delle legge ma anche della diffida inviata dall'ex presidente del Consiglio dei ministri l'8 maggio scorso.
In particolare all'Abruzzo, che oltre al Presidente era rappresentato dall'assessore Bernardo Mazzocca e dal Segretario generale, Lamberto Quarta, il governo ha riconosciuto gli sforzi finora compiuti parlando di piano «ben congegnato e organizzato».
Lo stesso sottosegretario alla Sanità, Fazio, ha parlato dell'Abruzzo come di una regione «la cui macchina sta procedendo bene e che in questo momento ha avuto una foratura nel percorso di risanamento».
«E' necessaria una via d'uscita con una soluzione politica - ha ribadito il presidente Del Turco -, ma noi siamo in grado di dimostrare che gli sforzi finora fatti in tutti gli aspetti indicati nel piano di rientro sono stati rispettati. Il governo - ha aggiunto - ha detto che l'Abruzzo non ha al momento le disponibilità finanziarie per far fronte al deficit ma sta dimostrando che può rientrare entro il 2009-2010 nel patto di stabilità. Per questo noi già dalle prossime metteremo a disposizione tutti i dati che riguardano la sanità pubblica e privata con i risultati che sono stati conseguiti. Da questi dati il governo potrà ricavare la certezza che stiamo lavorando bene, evitando così una situazione insopportabile come l'aumento delle tasse che i cittadini e le imprese abruzzesi non possono pagare, e una rottura politica e istituzionale tra Lazio, Abruzzo e il governo».

Il centrodestra tuttavia è molto critico nei confronti della strategia regionale in materia.
«Ancora una volta», hanno dichiarato i senatori Paolo Tancredi e Andrea Pastore (Pdl), «il Presidente Del Turco finge di non sapere che la situazione gravissima in cui versa l'Abruzzo rispetto alla presa di posizione del Governo Prodi non è frutto delle situazioni debitorie della passata Legislatura Regionale che seppur pesanti sono note da tempo, ma si tratta di una minaccia di commissariamento e ancor peggio di aumento di tassazione a seguito delle gestioni deficiatrie degli anni 2006 e 2007 da parte dell'attuale Governo Regionale».
«E' un tentativo», hano aggiunto, «patetico di mascherare ancora, dopo tre anni di governo, le proprie responsabilità per la totale assenza di una politica di controllo della spesa sanitaria che ha portato nel 2006 il livello del deficit a quote mai nemmeno sfiorate in precedenza e sulle cifre 2007 purtroppo temiamo nuove negative sorprese nei prossimi mesi. Il nostro impegno resta teso a scongiurare una stangata che potrebbe essere letale per le imprese e per le famiglie abruzzesi, ma un esito positivo di questa vicenda non puo' non passare per un'operazione verità sui conti del Sistema Sanitario Regionale. Anche un auspicabile modifica del piano di rientro, infatti, sarebbe del tutto inutile se non accompagnata da un radicale cambio di rotta sulla gestione della spesa sanitaria palesemente lasciata fuori controllo negli ultimi tre anni».

I SINDACATI: NO A TASSE, FLESSIBILITA', RAZIONALIZZAZIONE

Su sanità e tasse, le organizzazioni sindacali e degli imprenditori convergono su tre obbiettivi: il rifiuto di nuovi aumenti delle tasse, la richiesta al Governo di un risanamento più flessibile, la richiesta alla Regione di una più coraggiosa razionalizzazione e riorganizzazione del servizio sanitario.
Oggi questa alleanza tra le parti sociali è concentrata soprattutto sull'obbiettivo di evitare le tasse, convinti che un loro ulteriore aumento non sarebbe una punizione dura ma salutare, ma un abuso di mezzi di correzione potrebbe ridurrebbe l'economia regionale in uno stato di prostrazione.
«Al record nazionale delle tasse più alte, l'Abruzzo affianca quello delle casse più vuote», spiega il segretario della Uil, Roberto Campo, «dobbiamo però essere consapevoli che anche in caso di successo del fronte unito contro le tasse, la situazione rischia di peggiorare. Avvisaglie: la bocciatura della delibera di cancellazione dei ticket farmaceutici; la disposizione contenuta nella lettera di Prodi contro la possibilità di modulazione delle tasse; un'ulteriore riduzione da parte del Governo dei margini di manovra sulla spesa per il personale, che rischia di rimettere in discussione quanto fatto per prorogare almeno i contratti dei precari indispensabili. Invece che più flessibilità, si profila una maggiore rigidità del percorso di risanamento».
«Inoltre», conclude Campo, «l'eventuale soluzione di dilazionare la copertura dei buchi 2006 e 2007 comporterebbe la destinazione nel prossimo futuro di ulteriori risorse per il debito sanitario e il rischio di un più problematico avvio del processo di abbassamento delle tasse, cui finalmente la Giunta Regionale ha deciso di impegnarsi con il programma di fine legislatura».


29/05/2008 9.45