Edilizia al rallentatore, i soldi ci sono ma i progetti no

Alessandro Biancardi

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TERAMO. L'Api Edil Abruzzo torna sul tema degli appalti pubblici in calo ed evidenzia la «scarsa efficienza della macchina amministrativa», in particolare delle stazioni appaltanti, incapaci di utilizzare le risorse disponibili.

Il presidente Dino Gavioli in più riprese ha evidenziato la situazione di stallo delle opere pubbliche in Abruzzo «a causa di ritardi e lungaggini inaccettabili nell'utilizzo delle risorse», disponibili in quantità, secondo i dati dell'assessore regionale Srour oltre 1 miliardo di euro.
«I dati dell'inefficienza della nostra regione ci pongono ormai agli ultimi posti della graduatoria nazionale», ha sottolineato Gavioli.
Difatti secondo i dati pubblicati dal Sole 24 ore, dell'Osservatorio Regioni-Ministero della Salute, sulla rivista di settore Edilizia e Territorio di marzo, l'Abruzzo è maglia nera insieme al Molise, a livello nazionale nel 2007, nell'utilizzo dei fondi statali per l'edilizia ospedaliera.
I dati mettono a confronto l'ammontare dei finanziamenti complessivi approvati dal ministero della Salute con il totale dei fondi complessivamente a disposizione delle regioni.
Toscana ed Umbria hanno già esaurito il 100% dei fondi a disposizione, mentre la media nazionale di capacità d'impiego è pari al 62,7%.
L'Abruzzo è riuscita a farsi approvare progetti pari al 12,7% del totale delle risorse disponibili, per 28,7 milioni di euro su una massa di fondi disponibili pari a 226,3 milioni, ponendosi insieme al Molise all'ultimo posto della graduatoria nazionale.
Gavioli afferma che l'azione che la regione sta avviando per risolvere il problema della gestione delle risorse per gli appalti «è lenta e poco incisiva».
Difatti attraverso un apposito comitato istituto dall'assessorato alle opere pubbliche, una sorta di "task force" si vorrebbe accelerare l'iter degli appalti fermi, ma negli ultimi 6 mesi ci sono stati solo 2 incontri del predetto comitato, in cui ci si è concentrati solo sugli aspetti procedurali.
«Occorre», insiste Gavioli, «conoscere rapidamente nel dettaglio le risorse effettivamente disponibili, indicandone anche il settore di destinazione (edilizia ospedaliera, edilizia scolastica, ecc.) e, soprattutto, evidenziare le amministrazioni appaltanti che non riescono ad utilizzare le risorse assegnate».
I dati forniti dal Cresme (Centro di Ricerche Nazionale del settore) parlano di un calo del 55% delle gare di edilizia civile e industriale OG1 nel periodo gennaio-aprile 2008, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
«In questa situazione di crisi del settore», continua Gavioli, «l'aumento della tassazione rappresenterebbe il colpo mortale per il sistema delle piccole e medie imprese abruzzesi».
Gavioli contesta, così, il paventato aumento dell'irap, «che evidenzia tutta l'inefficienza della nostra regione, tanto nella gestione economica, con un bilancio divorato all'80% dalla sanità, che nell'utilizzo dei fondi disponibili».
26/05/2008 10.05