Oasi Wwf di Alanno. Scoperta in Abruzzo la Salciaiola

Alessandro Biancardi

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Oasi Wwf di Alanno. Scoperta in Abruzzo la Salciaiola
ALANNO. Si aggiunge un nuovo tassello alla già ricca biodiversità abruzzese. Nella stazione di inanellamento degli uccelli dell’Oasi WWF della Diga di Alanno in provincia di Pescara è stata catturato ed inanellato un individuo di Salciaiola (Locustella luscinioides il nome latino).
Si tratta di una specie poco comune tipica delle aree umide che nidifica in Europa centrale e in Nord Italia.
La Stazione di inanellamento dell'oasi, frutto della collaborazione tra WWF e Provincia di Pescara, si conferma come uno dei punti di monitoraggio della fauna più importanti della regione. Per questo è stata visitata oggi dalla delegazione della Repubblica Democratica del Congo che ha potuto così osservare le tecniche di monitoraggio della fauna che possono rivelarsi utili anche nel loro contesto territoriale.
Dichiara Eliseo Strinella, ornitologo dell'Ufficio Territoriale per la Biodiversità di L'Aquila del Corpo Forestale dello Stato, che ha gentilmente collaborato, insieme alla Provincia di Pescara all'organizzazione della visita nell'Oasi da parte della delegazione della Repubblica Democratica del Congo «La cattura di questa specie conferma la ricchezza avifaunistica dell'Oasi WWF della Diga di Alanno, in cui è in funzione una delle stazioni di inanellamento degli uccelli più grandi del centro-sud. In quest'area vengono inanellati diverse migliaia di individui che ci stanno consentendo di comprendere meglio l'importanza di questa area umida per la migrazione e lo svernamento di specie provenienti da altri paesi».
La Salciaiola, un piccolo passeriforme di circa 14 cm di lunghezza che nidifica nei canneti, è sicuramente uno di questi.
«L'oasi WWF della Diga di Alanno», ha aggiunto, «è un punto di sosta per diverse specie di migratori che giungono dall'Africa per nidificare o transitare. La visita di ieri della delegazione congolese alla stazione di inanellamento è stata altamente simbolica, perché abbiamo catturato e inanellato con loro uccelli, come la Cannaiola, che solo poche settimane fa erano probabilmente nelle aree umide del loro paese e che ora, dopo una migrazione di migliaia di chilometri, sono qui in Abruzzo. Questo fa capire la complessità dei fenomeni naturali che si compiono su grandi distanze come la migrazione e indica la necessità di un'azione coordinata su vasta scala. Gli animali migratori non conoscono i confini amministrativi. Abbiamo quindi la responsabilità di gestire correttamente questo patrimonio perché lo condividiamo con altri paesi non solo europei ma anche africani».

22/05/2008 10.59