Acqua. Sei Ato abruzzesi sotto inchiesta:«affidamenti diretti, mai gare»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2124

ABRUZZO. Anche i sei Ato abruzzesi sotto inchiesta dall'Autority dei Lavori pubblici perchè avrebbero affidato, senza alcuna gara, il servizio idrico integrato a società pubbliche, già gestori degli stessi servizi.
Nessuna gara d'appalto, quindi, ma affidamenti diretti delle attività di gestione di servizi pubblici. E' per questo che l'Authority dei Lavori pubblici ha aperto un'indagine che coinvolge 64 Ato (Autorità d'ambito territoriale) in tutta Italia, contestando la mancata applicazione della normativa che impone la separazione dell'attività di controllo da quella di gestione.
L'elenco, suddiviso per regioni, è lungo. Riguarda 17 società di gestione che hanno avuto l'affidamento senza gara da parte di cinque Ato del Piemonte, di undici società venete, di dieci
società lombarde, di sei abruzzesi, di cinque marchigiane, di quattro liguri, di due calabre e di una società ciascuna rispettivamente nel Lazio, nella Campania, in Puglia, nel Friuli, nella Basilicata, in Sardegna, in Umbria, in Toscana e in Emilia Romagna
«L'Autorità - è scritto in un comunicato - ha deciso di aprire un procedimento istruttorio per accertare l'eventuale inosservanza della normativa per l'affidamento del servizio idrico integrato nei 64 casi in cui esso è avvenuto in favore di società interamente pubbliche».
La decisione è stata assunta «sulla base di un'indagine conoscitiva del 2007 che ha evidenziato come, malgrado la legge Galli imponesse la separazione fra il ruolo di indirizzo e controllo da quello di gestione, i servizi sono stati per lo più affidati senza gara a società pubbliche già gestori degli stessi servizi».
L'indagine dovrà essere completata entro l'ottobre 2008.

CODICI: «FARE CHIAREZZA RAPIDAMENTE»

L'associazione Codici sottolinea l'urgenza e la necessità di giungere alla raccolta e all'elaborazione delle informazioni, cos«ì da avere in modo costante indicatori puntuali e affidabili sullo stato delle infrastrutture, sull'uso delle risorse idriche, sull'organizzazione e il funzionamento dei servizi».
«Particolare punto di debolezza del sistema – ha sottolineato il segretario nazionale Ivano Giacomelli – è la unidirezionalità dell'informazione in quanto essa perviene quasi esclusivamente dal soggetto gestore del servizio e quindi non imparziale. Gli Enti pubblici e gli organismi di garanzia dovrebbe attuare dei metodi e strumenti per la rilevazione diretta delle informazioni senza il filtraggio dei gestori».


22/05/2008 9.20